Benvenuti al Bookavenue Book Festival 1a edizione 2009!

 

Incontro con Gloriana Orlando
in occasione dell'uscita del suo libro
Nemesis
Sovera Edizioni

Presentazione di Nemesis. Storie di donne e di altro
di Gloriana Orlando
Relatrici: Gabriella Congiu Marchese
e l’autrice

L’incontro si apre con la lettura del primo racconto/capitolo nel quale l’autrice, parlando direttamente ai suoi lettori, spiega le dinamiche interne che fanno di Nemesis, un’opera piuttosto particolare. Si tratta di un insieme di racconti che possono essere letti come un’unica storia, in quanto rappresentano l’evoluzione di un personaggio, che attraverso le vicende di diverse figure femminili, riesce ad acquistare coscienza di sé, liberandosi pian piano, dalle pastoie di un’esistenza inautentica che non sentiva come propria. Si può leggere come un’unica vicenda, dicevamo, perché la protagonista delle varie storie può essere un’unica donna. Può essere. Ma nulla è certo, come nella vita. E come la vita è fatta di tante piccole storie, così il libro della Orlando è fatto di tante vicende, a volte di poche righe, altre di molte pagine, ma tutte con lo stesso tocco, che con una pennellata rapida delinea un carattere, con una battuta capovolge un episodio che altrimenti poteva sembrare semplice “cronaca”.
Ma lasciamo la parola all’autrice che ci leggerà il primo capitolo/introduzione che porta il suo nome.

Gloriana
Caro lettore,
probabilmente il titolo ti ha già sgomentato, quei caratteri greci che non ricordi più o che non hai mai conosciuto. Pretenziosa questa Orlando, chi si crede di essere, vuole fare sfoggio della sua cultura classica, vuole far sentire noi lettori incompetenti e ignoranti? Anche la traslitterazione, non è che aiuti molto. Doveva chiamarlo in un altro modo. Non le ha spiegato nessuno che il titolo è di fondamentale importanza, che la maggior parte dei libri si vendono perché hanno un titolo accattivante? Senti, lettore, ma allora tu perché l’hai comprato questo libro? Pensi di trovare racconti morbosetti visto che il sottotitolo parla di storie di donne? Sei fuori strada, forse fai ancora in tempo a riconfezionarlo e riciclarlo a qualcuno, che magari ti sta antipatico, oppure a riportarlo alla libreria dicendo che non ti eri accorto di averlo già comprato, che te ne avevano regalato un altro e ci avevano già scritto la dedica, insomma balle di questo genere che un po’ tutti siamo stati costretti ad adoperare accorgendoci di avere comprato qualcosa che non ci piace.
E tu lettrice,
anche a te ho qualcosa da dire. Diciamo che già in partenza mi stai più simpatica, pensi sicuramente di trovare parte di te stessa in queste storie. Perché, ammettiamolo, ci piace riconoscerci nei personaggi dei libri. Ci sentiamo parte di un tutto o forse non ci sentiamo più soli nel condividere la vita di personaggi fittizi, oppure troviamo consolazione nello scoprire che i nostri guai possono capitare anche ad altri, che magari ne vengono fuori, e chissà, ci insegnano pure il modo di farlo. Poi noi donne amiamo le storie d’amore. Qui mi dispiace ma devo disilluderti, fra tante storie di donne c’è assai poco posto per l’amore, forse perché in questa fase della mia vita penso che l’amore stia solo nei libri. Ne ho scritti libri con grandi storie d’amore, se proprio ti interessa nella quarta di copertina troverai la mia e-mail, scrivimi se vuoi, ti dirò i titoli. Potrei persino consigliartene di migliori, quelli scritti da altri. Ma stiamo divagando.
Nemesis che cos’è? Niente passioni più o meno morbose, niente amore, sarà una noia incredibile. Questo non posso dirtelo io. Devi deciderlo tu e per poterlo fare devi correre il rischio della lettura. Io direi che racconta la vita. Quella che è fatta di delusioni dolore sogni malattie guarigioni. Finché un giorno, chissà perché, decidi che quella non è la tua vita, che sei entrato nella storia sbagliata. Ti lasci andare ti senti morire ti disperi ti sbatti la testa nel muro ti fai venire la depressione le crisi di panico. Vuoi morire. E no! Basta! A un certo punto ti scuoti finalmente e decidi di cercare la tua vita, quella autentica, quella che volevi fin dall’inizio. Puoi trovarla se ce la metti tutta. Questo racconta il mio libro. E per questo, dopo un inizio molto drammatico pian piano diventa sempre più leggero, ironico, alla fine quasi umoristico. E si ride proprio della morte quando si è trovata dentro di sé la forza di affrontare la vita.
Io non so come siete abituati ad affrontare i libri, lettore e lettrice ormai accomunati, io quando leggo un romanzo dopo le prime pagine corro a vedere come finisce (e il bello è che anche quando scrivo faccio così, e finché non è pronto il finale la storia non prende corpo). Non è un buon metodo, ve lo sconsiglio. Quando mi trovo tra le mani un libro di racconti, guardo subito l’indice e vado a leggere prima i più brevi, è come se non volessi impegnarmi se non ne vale la pena, se poi mi piace leggo i racconti con il titolo più accattivante. Stop. Difficilmente finisco un libro di racconti perché ce sono sempre alcuni che mi fanno antipatia e magari invece saranno bellissimi e io me li perdo. Per sempre. Perché anche quando rileggo (io sono una che ama rileggere, continuamente, sottolineare ogni volta con colori diversi, i libri che più amo sembrano degli arcobaleni) ebbene anche quando rileggo, i racconti saltati continuo a saltarli. Neanche questo è un buon metodo, non ve lo consiglio in generale. Nel caso di Nemesis, poi, sarebbe un errore imperdonabile. Perché sono stata perfida. I racconti hanno una successione logica che non sto a spiegarvi, se no che leggete a fare. Semmai ne parlerò a qualche presentazione del libro, così sarete costretti a partecipare. Ma qualche indizio voglio darvelo. C’è come un filo d’Arianna che li lega tra loro tanto che… non vorrei dirvelo. Che faccio? Sono indecisa. Ma sì. Lo meritate un aiutino. I racconti potrebbero leggersi come un’unica storia, ci sono tanti elementi che ve lo possono confermare. Però, ve l’avevo detto che sono stata perfida (la vita dello scrittore rende cattivi, forse perché si devono inseguire gli editori che magari pubblicano a migliaia di copie libri di barzellette storie banali e via dicendo - anche perché voi lettori li comprate! - mentre i nostri libri, quelli che ogni scrittore di difficile pubblicazione ritiene molto migliori di tanti best seller, vengono etichettati senza pietà con un gelido “Siamo spiacenti ma non rientra nei nostri programmi editoriali”. Mi sono sempre chiesta perché ogni casa editrice non si elabori una formula, simile, ma personalizzata. Poi dicono che noi scrittori non abbiamo fantasia!) forse ho ancora divagato un po’. Dov’eravamo? Sono stata perfida perché sempre, sul più bello, quando vi avevo convinto che si trattava sicuramente di un’unica storia, quando credevate di avere identificato pure la protagonista, ebbene, proprio in quel punto, ZAC! Succede qualcosa che vi mette in crisi. Ma i figli non erano due? Sì un maschio e una femmina. Nooo! Che dici era solo una bambina, tenerissima con la madre. Tu non hai capito niente, ma a che pagina sei arrivato? Ah! Per questo, perché nel racconto… invece. E via di questo passo. Contraddizioni a non finire. Insomma, lettori, svegliatevi! Cercate di essere un po’ interattivi. La fantasia, la fantasia. Ci vuole la fantasia per leggere. Bisogna sapersi immaginare non solo le facce e i luoghi, bisogna indovinare anche i sentimenti e le situazioni che non sono descritti. Oggi si dice dare spazio al non detto, all’ineffabile.
Alla fine, leggetele come vi pare, tanto le storie funzionano anche ognuna per conto proprio. Peccato che nella scelta non vi potrà aiutare la simpatia del titolo, perché sono tutti nomi di donna, o quasi. Potrete però scegliere quello che vi piace di più, che magari vi intriga perché vi evoca… Oh, non voglio entrare nei fatti vostri.
Intanto, senza rendervene conto vi siete letti la prima storia. La mia. L’unica in cui parlo di me. Perciò non venitemi a chiedere, come ogni volta, se si tratta di un libro autobiografico. Non lo è. Punto.

Gabriella Congiu Marchese

Singolare figura di scrittrice, Gloriana Orlando concilia nei suoi scritti potenzialità apparentemente dissonanti: da una parte il richiamo - come per altri della sua generazione - al momento più felice e complesso della lotta di liberazione femminile, dall’altro l’atavica acquiescenza della donna al maschio-marito-padrone. Per un verso la sottomissione comportamentale per l’altro il ribellismo della coscienza (e poco importa se titolare della vicenda sia un piccolo grande Lory, piuttosto che una Giorgia, una Rossana o una Maria). Su un versante l’amore che si fa possesso, doloroso dubbio e - inevitabilmente - morte, sull’altro la voglia di redenzione coniugata con il mai sopito senso del dovere.
All’inizio - ma fuorviante per chi cerca lacerti di autobiografia - vi è Gloriana e dopo di lei Maria, Livia, Luccia che pagina dopo pagina tessono la trama di un ordito romanzesco la cui cifra narrativa si risolve nell’irrimediabile solitudine.
A volte ritornano, titolari di affascinanti storie dell’infanzia e dell’adolescenza, animati da prodigiosi caratteri, mescolati alle tante tessere di un paesaggio interiore costruito sul flusso della coscienza. Sono i personaggi, figure di adulti imborghesiti, di anziani rassegnati a cui si contrappongono donne allo sbando, ribelli senza causa, clandestine della vita in qualche misura protette dal clima di sfaldamento morale. Bellissimi. Hanno la potenza della fragilità, il coraggio della visionarietà, contengono ogni contraddizione e nessuna superficialità, niente di più moderno. Sono i solitari personaggi di una narrazione di vita che si fa narrazione letteraria, sono personaggi che concorrono in varia misura ad esprimere - con quanto distaccato ribrezzo - la personale sfiducia nelle sorti irredimibili dell’umanità.
Sono i personaggi di Nemesis l’ultima raccolta di novelle - ma è più opportuno chiamarlo romanzo - di Gloriana Orlando scrittrice dal piglio deciso e raffinato che ci ha abituato ormai da tempo ad un esercizio non estemporaneo di riflessione così come esigono le sue figure di uomini e donne sempre inadeguati nel flusso dell’esistenza ma mai dimessamente prevedibili o come impongono le atmosfere in cui si legge il timore per una vita senza sconti ferocemente splendida.
Donne inequivocabilmente sole quelle che si muovono fra le pagine del romanzo anche quando parrebbe concretizzarsi accanto a loro il fantasma di una presenza che ne condivida sogni e ritualità, speranze e delusioni. Faticosamente tentano di costruire delle abitudini, si adattano, si rassegnano ma poi scopriamo che non è proprio così ed il sogno ricacciato indietro dalla razionalità della riflessione rivive contro ogni ragionevolezza nello splendore di un oggetto recuperato all’interno di una bottega di rigattiere. La preziosa scacchiera intarsiata appartenuta all’ultima dei Romanov, Alessandra, attiva un meccanismo di attualizzazione del passato e i fantasmi della zarina e del figlio Aleksej si animano, prendono vita dal fondo immobile della trascorsa vicenda storica e li vediamo lì “accanto alla grande scacchiera posta vicino al camino”, nel momento più drammatico delle loro esistenze mentre l’urto della storia si avverte fuori “dagli enormi portoni vigilati dai cosacchi”.
Ancora, li troviamo titolari di una vicenda estrema di rivendicazione e di morte: lo sguardo allucinato, la confusione dell’aspetto, l’incomprensione del soccorritore e quella litania snocciolata momento dopo momento, ora dopo ora: “sono libera”. Poco conta se le circostanze non suggeriscono a prima vista la drammatica verità dell’accaduto, è tuttavia indispensabile sapere e riconoscere che è lì, in quell’ossessivo ritornello che si deposita il dolore di lunghi anni di amarezza e di incontrollata paura.
Poi vi sono Maria che non è la protagonista (ma questo lo scopriamo più avanti) così come accade per Livia o per Luccia, donne senza identità perché parti di un tutto o la Cri-libellula-cigno che ama ballare per sfidare il dolore. E in tutte loro si concentra la volontà di sopravvivenza.
Su tutto il dominio dello stile - come sempre nelle narrazioni di questa scrittrice - essenziale e coinvolgente ma al tempo stesso sfumato nell’increspatura del ricordo e sfuggente nella tessitura delle metafore. Adesso al servizio di un progetto inusuale: un diario che spezza le regole della successione cronologica, che sfugge all’impostazione canonica per configurarsi come le delicate pagine di un’avventura che si sfoglia di momento in momento nella tessitura del tempo.
Sono capitoli di una vicenda umana improntata al flusso delle emozioni, al farsi a volte sonnolento a volte euforico del sentimento. A un certo punto nella narrazione ci si imbatte in storie capaci di suggerirci riflessioni che vanno oltre la vicenda narrata .
La Orlando incide per vie non convenzionali nella rappresentazione di un mondo contemporaneo confuso e alienante e lo fa con quel dinamismo della parola che è la cifra stilistica della sua narrazione, senza fronzoli e sbavature, sciogliendo il grumo di dolore e di rabbia che avvince anche il più disincantato lettore davanti alle immagini della sofferenza e della morte.
Poi vi sono le novelle che chiamano in causa la natura più estroversa e solare della scrittrice, quelle che ci parlano di un cane dal temibile nome di Attila ma che tutti chiamano Tilli ennesimo tradimento alla sua razza ma forse autentica immagine della bontà che sfiora l’inconsapevolezza (“così buono da crederlo muto”). O ancora quelle dedicate alla Maddalena e alla Gianna (Nannini)-Alceo-Saffo un raffinato mix di pensieri della scrittrice e di testi della cantautrice.
Che dire ancora. Nemesis è un libro che non tradisce a più livelli. Non tradisce le aspettative del pubblico che vi ritrova, intatto, il mondo della Orlando fatto di sogni ed emozioni, di sentimenti e di coraggiose paure. Non tradisce la stessa autrice che in esso può perdersi ben sicura di potervi rintracciare a piacimento il bandolo della matassa che la tirerà fuori dalle pastoie del racconto. Non tradisce nemmeno chi vi cerca spunti critici di scrittura
Tutto il resto è soltanto un quieto parlare della vita, della morte e dell’uomo. O forse soltanto di lui.

Non solo storie di donne quindi, come del resto sottolinea il titolo, ma anche di uomini, bambini, animali che assumono il significato allegorico che hanno nelle fiabe, oggetti che si caricano delle esperienze di coloro che li hanno posseduti e conducono una “vita propria”, storie amare, storie leggere, storie umoristiche. Storie di donne e di altro.

 

Non perdete l'incontro con l'Autrice. Il calendario degli incontri è sulla destra negli eventi.

Indice articoli Book Festival 2009

 

Gli Appuntamenti con l'autore

Sezione Letterature

15 ottobre h. 20,30

Gabriele Prinelli,
La mano dell'organista Fratelli
Frilli Editori 2009

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tutti i giorni dalle 19,30

Alessandro Bastasi,
La fossa comune,
Zerounoundici Edizioni 2008
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il 15 - 17 h 15-16
il 16 - 18 h 21-22

 Clara Schiavoni,
Il viaggio del mio cuore,
Autore Libri

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i giorni 15-16-18 h 19-20

Molly Greenhouse,
Cuore di drago,
RUNDE TAARN Edizioni

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15, 16, 17, 18 ottobre dalle ore 21 alle 22

Giuseppe FIORENZA
Io t’ho amato sempre non t’ho amato mai
Edizioni Angolo Manzoni Torino

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il giorno 15 il pomeriggio fino alle 18 e la sera dalle 20.30 a lle 23.00

Carla Casazza
Montecuccoli 1937-38
Bacchilega Editore

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i gg.15 e 17, dalle 14.00 alle 15.00 il 18 tutta la giornata

Alessio Pracanica
Racconti dell'età del rap
Edizioni Creativa

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15-16 durante il pomeriggio e dalle 20,30 in poi
sabato 17 dalle 20,30 alle 23
domenica 18 dalle 20 alle 23

Aberta Tedioli
Sparagnì. L'avaro di Romagna
Tempo al Libro edizioni

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Il 15 h 15-19
il 16 dalle h 21 in poi
il 18 dalle h 21 in poi

Fabio Brigazzi
SESSO, SCARPE e PESCIOLINI
EdizioniAnordest

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il 16, dalle 21 in poi,
il 17 e il 18 dalle 14.00 alle 16.00

Manuela Raffa
Il Mondo senza Nome La maschera
Runde Taarn Edizioni

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 16, il 17 e il 18 dalle 18 alle 20.

Gloriana Orlando
Nemesis
Sovera Edizioni LEGGI

 

Sezione Saggistica

 

15 ottobre alle 15.00

Cristina Origone
Gabriella Saracco
Tienimi
Delosbooks

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Il 15 e 16 dalle 15 alle 16  - il 17 e 18 dalle 20 alle 21

Cristina Bolzani,
Tè e Tao con Ivy Compton-Burnett,
Lampi di stampa

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Francesco Pira,
Vincenzo Marrali
Giochi e videogiochi
Bonanno

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giovedi 15 ottobre dalle ore 22 alle ore 23
venerdi 16 ottobre dalle ore 22 alle ore 23
sabato 17 ottobre dalle ore 17 alle ore 18 e dalle ore 22.00 alle ore 23.00
domenica 18 ottobre dalle ore 16.00 alle ore 17.00 e dalle ore 22 alle ore 23.00

Gennaro Esposito
IL male minore: Violenze, maltrattamenti e abusi nell'infanzia.
Edizioni Lavoro Roma

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i gg. 15-16-17 dalle ore 1800 in poi
domenica 18 dalle ore 1500.

Antonio Ardu
Dossier Hoffmann
Aisara Editore

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Giovedì 15 dalle 17,00 alle 20,00
Venerdì 16 dalle 17,00 in poi
Sabato 17 e Domenica 18 nel pomeriggio

 

Bruno Panebarco
Fedeli alla roba
Stampa Alternativa

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i giorni 15 e 16 dalle 21 alle 23

Luigi Cignoni
L'oro di Dongo
Italian University Press

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