Benvenuti al Bookavenue Book Festival 1a edizione 2009!

Incontro con Gennaro Esposito,
in occasione della uscita del suo libro
IL male minore: Violenze, maltrattamenti e abusi nell'infanzia.
Edizioni Lavoro Roma
IL MALE MINORE:
VIOLENZE MALTRATTAMENTI E ABUSI NELL’INFANZIA.
EDIZIONI LAVORO, ROMA 2006
Perché parlare di maltrattamento e abuso all’infanzia
Questo è un libro di parte, non può essere ritenuto neutrale, è un’opera che ha scelto di stare da una parte sola: quella dei bambini.
È un libro che vuole invitare ad una maggiore attenzione sui piccoli, ad una maggiore tutela, propone di schierarsi dalla parte di migliaia di bambini in Italia e milioni in tutto il mondo, privati della loro infanzia, oppressi, umiliati, abusati.
Questo accade sulle strade della prostituzione minorile, nei giri della pedofilia e del commercio dei corpi. A volte in laboratori, in fabbriche, in miniere, dove si comincia a lavorare, da schiavi, anche a 3- 4 anni, altre volte ancora nelle stanze segrete di tante famiglie, spesso per opera di padri perversi, aggressivi, nevrotici, forse psicotici.
Un libro a favore di chi, secondo i miti della famiglia, deve stare zitto, non deve parlare, deve tacere, dalla parte dei bambini privati delle loro identità.
Dalla parte dei bambini maltrattati, che sono molti.
In Italia ci sono 1000 processi l'anno per reati di abusi ai minori, 2 bambini al giorno coinvolti, l’80% dei reati è commesso dai parenti, un terzo delle vittime ha meno di tre anni.
Dalla parte dei bambini umiliati nella loro esistenza, nell’intelligenza, nella crescita, confusi nei propri ruoli, in contraddizione tra l’amore per i genitori e l’odio per il loro comportamento.
È una guerra dichiarata da tanti, sostenuta a tutto campo contro i bambini; con azioni che vanno dai diversi aspetti del maltrattamento a quelli della pedopornografia, dalla mercificazione dei corpi alla pedofilia.
Non è uno scontro da poco, i minori da aiutare sono tanti, tantissimi, c’è bisogno della vigilanza dell'intera comunità, dell'intera società, ed è una battaglia perché il fronte contro i bambini è vasto, molto attrezzato, ricco, estremamente frastagliato.
È una battaglia che ha molte sfumature, molti soggetti, molti attori, parecchie forze in campo, essa va affrontata anche contro chi considera il corpo come oggetto di consumo, come merce.
Nel mondo oltre 300 Associazioni Pedofile si definiscono culturali, sono stati identificati 7650 siti pedofili nel 1999, forse sono 10 volte di più.
L’Italia è al 5° posto per la presenza di siti pedofili, dal 2002 al 2003 si è registrato un aumento del 300%. Si stima in 5 miliardi di dollari il giro d’affari della pedofilia on line.
Dal 2001 ad oggi l'Interpol ha raccolto 250 mila immagini pedopornografiche in rete: solo 300 minori nel mondo sono stati individuati.
Un conflitto a livello mondiale, che include il turismo sessuale, con milioni di bambini condannati in tutto il mondo ad essere venduti, comprati, sfruttati, usati come oggetti sessuali
E’ una battaglia immensa, planetaria, dove sono schierati due grossi fronti, uno a favore, l’altro contro i bambini, ma al centro c’è uno schieramento ancora più grande costituito da chi non sa, non vuole sapere, non vuole credere.
Infanzia abbandonata, infanticidio, vendita dei figli come schiavi o per pagare un debito, hanno attraversato la storia e le culture delle diverse nazioni del mondo, e se queste cose ora ci danno raccapriccio, bisogna ricordare che questi non sono stati gesti individuali di pochi perversi o persone senza senno, ma modelli di comportamento diffusi e culturalmente tollerati, se non sostenuti.
Negli ultimi decenni, siamo stati testimoni, del fatto che anche la nostra civiltà può regredire, immagini legate al mondo antico sono ritornate tra noi in forme organizzative moderne: bambini albanesi costretti a mendicare; atti omicidi contro i piccoli zingari; bambini morti in bombardamenti indiscriminati, dall'Iraq all'Afganistan; piccoli africani morti per fame, a migliaia, nei campi profughi; minori che sfuggono dai luoghi di battaglia, anche in Europa come in Bosnia e Kossovo; oppure ostaggi di terroristi e poi massacrati come a Beslan; bambini prostituti delle metropoli dell'America latina e dell'Estremo oriente; le minorenni sulle strade di periferia delle città italiane; la vendita dei piccoli per pedofilia e traffico di organi.
Per non parlare della violenza urbana, delle grandi periferie, violente già nella struttura urbanistica, presenti anche in Italia, come a Milano, Torino e ancor di più a Napoli, Palermo, Bari, dove centinaia di bambini dei quartieri popolari, tuttora vivono in spazi urbani degradati, contigui a manifestazioni delinquenziali e testimoni di atti criminali.
L’abuso sessuale non è estraneo ai nuclei familiari, entra nelle porte delle case, dagli ingressi principali delle scuole, delle palestre, dei luoghi che accolgono i bambini. Si perpetra grazie alla solitudine in cui si lasciano le vittime, alla grande forza della rete dei protettori, ma anche a causa del silenzio degli adulti che vengono a sapere qualcosa e all’insufficiente attenzione che forze dell’ordine e magistrati pongono verso questi aspetti.
L'appuntamneto con l'Autrice è indicato a destra e nella pagina degli eventi.




















