Benvenuti al Bookavenue Book Festival 1a edizione 2009!

Incontro con Bruno Panebarco
in occasione dell'uscita del suo libro
Fedeli alla roba
Stampa Alternativa
L'Autore
BRUNO PANEBARCO è nato a Roma il 16 Marzo 1959. E' diplomato al I° Liceo Artistico di Torino. Componente del gruppo musicale New Wave dei “Prostitutes” negli anni '80, si è dedicato per molto tempo alla fotografia. Dal 1990 ha ripreso a dipingere, lavorando alla sperimentazione dei colori da vetro applicati su plexiglas, pvc, tavola e vetro stesso. Nel Maggio 1995 ha fondato lo Spazio arte "CE N'EST QU'UN DEBUT", di via Moris, 8, a Torino, piccola realtà alternativa al circuito galleristico torinese, curandone l’attività espositiva fino al Novembre 1999. Da quell’esperienza nasce l’omonima associazione, sita in via Ferrere 10 a Torino, impegnata al momento nell’organizzazione di mostre itineranti e nella divulgazione delle proprie attività, tramite internet, su di un proprio sito consultabile all’indirizzo Web www.kombatart.org. Tra il 1993 e il 2009 ha esposto le proprie opere di arte figurativa in decine di mostre in Italia e all’estero. Nel 1997 crea "FORFORA", foglio di dissenso, stampato in proprio e distribuito a mano, in cui scrive in maniera satirica o ironica sull'ambiente dell'arte e su altri argomenti di scottante attualità, consultabile sul sito dell’associazione. È curatore di una rubrica di critica d’arte sul sito www.pittorica.it. Da alcuni anni, propone una serie di performance prevalentemente di genere teatrale, basate su propri testi, dal carattere a volte provocatorio a volte di forte interazione con il pubblico. A Marzo del 2004 ha pubblicato con Stampa Alternativa “Fedeli alla roba”, romanzo autobiografico.
A giugno 2004 propone (voce, testi e musiche), sul palco dell’arena di Villa Capriglio a Torino il progetto “La Voce degli ultimi”, concerto-performance letteraria con gli amici musicisti Francesca Ferrando (sax), Thomas Roby (sonorità elettroniche) e Marco Magnani (chitarra elettrica), riproposto ad Aprile 2008 con il gruppo torinese dei Siderea Ves alla “Cattedrale” di Cusano Milanino e a Maggio 2008 al festival di letteratura “Nomadi e stanziali” di Asti. A giugno ’08 ha partecipato con la performance “Memorie di Neve” basata su testi da “Fedeli alla roba” al Festival letteratura “Narrazioni” di Poggibonsi, classificandosi quarto. Da Febbraio 2009 è conduttore di “Freak Memories” rubrica di Letteratura in pillole dai microfoni di Radio Flash 97.6 (Torino). La stessa rubrica è “on line” sul sito www.contesti.eu
Sito ufficiali: www.myspace.com/brunopanebarco.com
wwww.kombatart.org
Una biografia più informale
(Per riderci sopra)
BRUNO PANEBARCO nasce, senza volerlo, a Roma, nel 1959. All'età di 1 anno, attenta alla vita degli ignari passanti, con lancio di lucchetti da mezzo chilo, dal balcone dell'abitazione dei propri genitori. Dopo un'infanzia "dorata", passata per le strade del quartiere popolare di "Mirafiori" a Torino, nel '75 o giù di lì, lancia la molotov che incendierà la sede del M.S.I. di corso Francia. Abbandonata la pratica del "lancio del porfido sul celerino", nel tentativo di dare un senso alla propria vita, si dedica per molti anni alla sperimentazione di vari "prodotti chimici" non meglio specificati e ai viaggi di piacere nelle maggiori capitali europee, visitando luoghi di grande interesse storico, artistico e culturale - il quartiere latino a Parigi, Voundel Park ad Amsterdam, Kreuzberg a Berlino, etc. etc. etc. - Non tralascia nel frattempo di scattare qualche migliaio di fotografie, sua grande passione e di suonare in una band di culto della new wave torinese degli anni '80, I PROSTITUTES.
Dopo tutti 'sti casini e molti altri ancora, approda, ma senza gettare l'ancora, in un posto che ha chiamato, "Ce n'est qu'un debut" (continuons le combat!), nel quale con l'amico artista Dario Farinelli cerca, col suo vecchio pallino d'alchimista, di ricavare ossigeno dall'aria consumata che appesta l'arte.
Oggi è felice padre di Martina e compagno di Claudia e la sua massima aspirazione è contribuire a creare una realtà migliore e più umana, fabbricando sogni tramite i colori e le parole (ma senza smettere l'arco e le frecce!).
Il libro
“FEDELI ALLA ROBA” Romanzo di un naufragio generazionale – edito da Stampa Alternativa – pubblicato nel 2004, narra l’epopea di una generazione, quella che cominciò la sua avventura nei primi ’70 con “On the road” di Kerouac sul comodino e viaggiando per le capitali di mezza Europa, armata solo di sacco a pelo, si arenò poi sulle spiagge del terrorismo e dell’eroina. Più di eroina racconta il nostro protagonista, compagna amata/odiata per più di quindici anni. In mezzo c’è tutta la cultura Hippye, i grandi concerti e la musica vissuta in prima persona con il gruppo dei Prostitutes, l’amore “veloce” con decine di ragazze, poi la lunga dipendenza, il carcere e il dissolvimento di sogni e i ideali. Un romanzo di vita vissuta, autobiografico e veritiero al cento per cento, raccontato senza peli sulla lingua. C’è un riscatto finale, che passa attraverso il faticoso distacco dalla sostanza e i lunghi anni della comunità terapeutica, che, lontano anni luce dall’essere trionfalistico, lascia il gusto amaro di un rimpianto per le vite perse durante il tragitto. Un monito per le nuove generazioni.
Dalla quarta di copertina:
NON ESISTE SOLO LA TANTO SBANDIERATA "MEGLIO GIOVENTU'", ESISTE ANCHE LA "PEGGIO", DEI RAGAZZI CHE TRA GLI ANNI SETTANTA E OTTANTA SI PERSERO "DIETRO SOGNI FLOREALI". UNA GIOVENTU' CHE HA VISTO, CHE HA SENTITO, CHE HA VISSUTO SULLA PROPRIA PELLE, GLI ANNI DI PIOMBO, IL TERRORISMO E L'EROINA. UNA GENERAZIONE CHE NON HA TROVATO LA REDENZIONE NEI SALOTTI TELEVISIVI E NELL'OCCUPAZIONE DI POLTRONE. BRUNO PANEBARCO DA VOCE A UN PEZZO DI STORIA CONTEMPORANEA CHE CI RIGUARDA TUTTI DA VICINO. UNA SORTA DI "VIETNAM ITALIANO". DA VOCE AD ANNI IN CUI, SPESSO, CI SI TROVAVA DAVANTI A SCELTE OBBLIGATE: LA ROBA E LA LOTTA CON UNA SOSTANZA SINTETICA CHIAMATA METADONE CHE LA FACEVA DA PADRONE IN IMPROBABILI PERCORSI DI DISINTOSSICAZIONE. MA ANCHE ANNI DI FAMIGLIE CHE SI ALLARGANO E DIVENTANO TRIBU' E COMUNI DI RAGAZZI CHE SI DIVIDONO TUTTO; SESSO, ALCOL, AMORE, VESTITI, SOGNI. E' ESISTITA, ECCOME, "UNA PEGGIO GIOVENTU'", CHE ORA SI VORREBBE CANCELLARE, E QUESTA E' LA SUA STORIA.
A proposito del proprio operato artistico
Fabbricatore di sœgni
Guardando alla naturale evoluzione del mio operato artistico mi rendo conto di essere arrivato ad un punto di rottura o forse di ripartenza: stilisticamente e idealisticamente parlando, prendo le distanze da tutto ciò che in passato aveva a che fare con un’estetica ruffiana, volta ad ingraziarsi l’attenzione del pubblico e degli eventuali compratori. È così determinata in me questa scelta da risultare (agli altri) a volte eccessiva o artificiosa: via cornici e tele, via i materiali tradizionali per fare posto a supporti di recupero che già solo per la propria natura si allontanano decisamente dal concetto ortodosso di quadro. E poi colore e segni e interventi materiali e materici: amo sporcarmi le mani, come fa il contadino con la terra o il “fabbricatore” (il muratore, nel dialetto dei miei genitori). Un fabbricatore di sogni/segni.
Bruno Panebarco Marzo 2002
L'appuntamento con l'Autoree è indicato a destra nella sezione degli eventi.



















