Benvenuti al Bookavenue Book Festival 1a edizione 2009!
Incontro con Carla Casazza

in occasione dell'uscita del suo libro
Montecuccoli 1937-38
Bacchilega Editore
Mio nonno, Aroldo Sabbadin, padovano, classe 1908, si arruolò in Marina a 16 anni, nel 1924 e rimase in servizio fino al 1939. In quei 15 anni fu imbarcato su diverse unità della Regia Marina e compì missioni prevalentemente nella zona del Mediterraneo. Ho sempre amato ascoltarlo quando raccontava dei suoi viaggi, uno in particolare – forse per la mia attrazione verso l’Oriente – mi affascinava particolarmente: la missione intrapresa dall’Incrociatore Raimondo Montecuccoli – al comando dell’Ammiraglio Da Zara – in Estremo Oriente tra il 1937 e il 1938. Si trattò di un avvenimento speciale per diversi motivi. Innanzitutto fu un’esperienza unica per mio nonno, che quando ne parlava si entusiasmava ogni volta: il Capo Elettricista di terza classe Aroldo Sabbadin, aveva allora 29 anni ed era un esuberante ed entusiasta sottuficiale con la passione della fotografia. Avere la possibilità di andare dall’altra parte del mondo non era una cosa di tutti i giorni… Man mano che approfondivo il suo racconto mi sono resa conto che si trattò di un evento storico di notevole rilievo: la missione infatti guadagnò al Montecuccoli il titolo di “più valido camminatore” della Regia Marina per la notevole velocità di crociera mantenuta durante il viaggio: se già fu impresa notevole l’avere coperto la distanza Napoli – Shanghai in 17 giorni esatti, a ciò va aggiunto che il Montecuccoli percorse 50.000 miglia in 16 mesi, toccando, nel corso del viaggio, ben 31 porti diversi. Ma un altro aspetto della storia mi ha colpito: l’intervento italiano in Cina, così come quello degli altri paesi occidentali che accorsero in aiuto della Shanghai assediata, servì a salvare innumerevoli vite. In quegli anni di violenza esibita ed esaltata, in cui la guerra imperversava ovunque, i militari italiani – accolti con benevolenza da tutti – stavano svolgendo una missione di pace. Si tratta di un episodio poco noto della storia militare italiana, ma ci fa onore. E poi sono stata catturata anch’io, come molti altri prima di me, da un mondo, l’Estremo Oriente visitato dall’equipaggio del Montecuccoli nel corso della spedizione, che aveva il fascino della contraddizione, strano miscuglio di moderno e antico; una realtà unica e speciale, nel bene e nel male. Ed ho cercato di vederla con gli occhi di chi, provenendo dall’Italia, per la prima volta si trovava proiettato in una realtà a parte: nella corrotta e cosmopolita Shanghai, nelle atmosfere ordinate e festanti dei porti australiani, nella strana alternanza di tradizione e tecnologia del Giappone. Per quei marinai che, come mio nonno, non erano mai stati “dall’altra parte del mondo”, non si trattò di un semplice viaggio, ma della più grande avventura mai vissuta. Ecco perché ho deciso di raccontare questa storia, raccogliendo le testimonianze oltre che di mio nonno anche di altri suoi commilitoni, documentandomi con precisione e fatica – perché di questo episodio ben poco c’è nei libri di storia italiani – per testimoniare nel modo più preciso e fedele un episodio che è sconosciuto ai più. Come ho detto mio nonno era appassionato di fotografia e in quel viaggio – come in tutti gli altri che compì da militare e da civile – scattò innumerevoli foto. Foto che hanno un fascino incredibile poiché ritraggono un mondo che dopo la seconda guerra mondiale in parte è scomparso, avvenimenti ufficiali e momenti della quotidianità, documenti unici di valore storico. Tra le tantissime immagini ho scelto le più significative e affascinanti perché commentino la cronaca del viaggio e la arricchiscano.
per saperne ancora http://montecuccoli1937.wordpress.com/
per incontrare l'autrice gli appuntamenti sono nella scheda degli eventi a destra.

















