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La libertà, un traguardo verso cui tendere
abbiamo il piacere di segnalarvi la prima recensione "nazionale" del nuovo libro di Corrado Augias. Grazie dalla redazione a Antonio Capitano
di Antonio Capitano
La libertà, intesa come il rispetto e la cura dei diritti di tutti, non è un'utopia da sognare ma un traguardo verso cui tendere. L'inclinazione verso uno status servile e la corruzione sono fenomeni strettamente legati. Queste, alcune parole tratte dall'ultimo libro di Corrado Augias; un'indagine colta e curiosa su una pericolosa debolezza del nostro carattere, è anche un appello a ritrovare il senso alto della politica e della condivisione di un destino. Un saggio scritto con la consueta chiarezza e dovizia di particolari e con una verve "anema e core" per l'indignazione di chi non si sente "italiano visto da chi non è italiano" Viene in mente, a tale riguardo, una recente truffa di un tizio siciliano degna della miglior candid camera di Nanny Loy. In un bar un tale pretendeva un risarcimento (trattabile) "in contanti" per la rottura della dentiera provocata addentando un cornetto. Peccato che le telecamere a cicuito chiuso avessere ripreso tutto, anche il momento in cui il fantasioso "italiano" farciva con venti centesimi il croissant.
Fattacci. Storia di un'ordinaria follia famigliare
Nel 1993 l’Italia fu sconvolta da un caso di omicidio familiare senza precedenti: Rosalia Quartararo uccise la figlia diciottenne e ne occultò il cadavere in una roggia della Bassa lodigiana. Per gli inquirenti il movente fu passionale: la donna si sarebbe innamorata del fidanzato della giovane e, in preda a un furioso attacco di gelosia, avrebbe eliminato la «rivale» con ferocia inaudita. Rosalia fu condannata all’ergastolo e inserita nei trattati di criminologia tra le assassine più spietate. Per cancellare l’etichetta di mostro attribuitale dai media, Gianluca Arrighi ne ha ricostruito la complessa vicenda processuale cercando di rispondere a una domanda cruciale: cosa scatta nella mente di una madre che uccide la figlia?
Battaglie di libertà
In questi ultimi tempi dominati da numerosi sintomi di degenerazione dello Stato e della società, fra cui una dilagante frattura sociale, si intravede una luce nel panorama editoriale italiano che ridona voce di chi ha dotato l'Italia di una dignità riconosciuta a livello mondiale. L'Italia di De Gasperi, di Bobbio, di Calamandrei, di Salvemini, di Basso. Ma il nobile elenco potrebbe continuare contemplando anche voci meno conosciute, virtù deboli che hanno fatto la forza dell'Italia per la forza delle idee e dell'impegno civile.
Queste sono solo alcune delle voci contenute nell'ultimo libro di Sergio Lariccia Battaglie di libertà. Democrazia e diritti civili in Italia (1943 – 2011) Carocci Editore.
Lariccia si distingue da sempre per la sua rigorosa metodologia che non trascura mai il dettaglio. Anzi il dettaglio spesso diviene il particolare che fa la differenza, il valore aggiunto di un discorso che con quel dettaglio ne risulta notevolmente arricchito. Le note, le citazioni, una bibliografia accurata consentono all'appassionato di proseguire il cammino tracciato e facilitato dal sentiero delle parole che stimolano ogni
volta una ricerca personale o più approfondita secondo gli scenari che si aprono davanti a quel lettore che non ama la superficialità, preferendo i fatti alle interpretazioni..
Storia dell'antimafia a fumetti. Tre autori per una grafic novel civile.
Falcone è un gatto e Borsellino un fox terrier, Riina e Provenzano sono dei cinghiali, Cossiga è un ariete, Andreotti un pipistrello, Dalla Chiesa un bulldog, Vito Ciancimino è un lupo.
“Un fatto umano”, in libreriada pco tempo, è un fumetto, un omaggio poetico di grande bellezza, ma anche un racconto politico e profondamente «morale», un vero e proprio viaggio nella memoria e nella Storia, per ricordare, imparare, e – come è successo agli autori – auto-sensibilizzarci, lasciandoci contagiare dal coraggio e dalla fiducia nella giustizia che sono l’anima pool antimafia di Palermo.
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