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A nessuno di noi, a nessuna delle persone che lavorano, discutono, leggono, propongono, si incontrano in libreria e, speriamo anche, in questo sito, piacciono molto i proclami o le sonore dichiarazioni di intenti che accompagnano di solito la nascita di un nuovo progetto, come appunto è Bookavenue. Eppure ci dicono che l'inizio di questa attività ulteriore, non può non avere un editoriale che esponga linee, punti di partenza, reti ideologiche, direzioni: in ogni caso queste righe non affronteranno nulla di tutto questo se non nel modo più modestamente descrittivo che ci riesca (con buona pace degli altri, che parlano e indicano strade di cui non bisogna perdere l'indirizzo).
Nel senso di vuoto intorno al quale ci capita di incrociare il quotidiano andirivieni delle domande e delle risposte, questo sito nasce come gesto insieme di sottrazione e testimonianza di altro: nella libertà di raccontarci quello che il mercato editoriale ci propone. Rendere, cioè, coerente l'accostamento di testi pure molto diversi tra loro rispetto a stili, forme di linguaggio e territori geografici di provenienza, con un esile filo che tenga insieme il sentimento del mondo che li anima e che di rimbalzo, a quanti li leggono, di proporveli.
Ma questa comunità ha anche ambizione di altro: promuovere notizie e fenomeni culturali da oltreoceano e dal vecchio continente mettendosi al'ascolto di quanto accade. Come tutti i social web, la nostra comunità si alimenta delle notizie e dei commenti dal mondo culturale e della cronaca. E su questo dato di valore che intendiamo spingere l'acceleratore cercando di aumentare l'interesse e la diffusione della conoscenza del sito.
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