
Storie. Vedi alla voce amore

Il romanzo di esordio di Massimiliano Naglia.
Ho letto e riletto il libro di Massimiliano Naglia senza decidermi di scrivere qualcosa che fosse degno delle parole lette capaci di convincervi a fare altrettanto.
Gli occhi della solitudine è un libro d’amore, lo dico subito. E proprio perché parla di amore, riflette l’esperienza di ognuno sul proprio. Siamo amati abbastanza? Amiamo abbastanza? Che domande ingenue: come se l’amore si può misurare in termini di peso senza guardarne la consistenza oppure l’inconsistenza. Ci sono amori che, col senno di poi, misuriamo come tali. Dipende dalla portata degli istanti indimenticabili, a dirla con l’autore.
>> segue Michele Genchi in Storie
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Storia di Tönle, storia di eroi inutili
La storia di Tönle Bintarn, contadino veneto, pastore, contrabbandiere ed eterno fuggiasco è l'odissea di un uomo che tra la fine dell'Ottocento e la Grande Guerra rimane coinvolto per caso nei grandi eventi della Storia e combatte una battaglia solitaria per la sopravvivenza sua e della civiltà cui sente di appartenere. A leggere la cronaca di oggi, un eroe inutile. leggete l'articolo di Marco Crestani nelle Storie.
Usa. Chi sono, come vivono
Dalle edizioni Ets di Pisa una ricerca sull'identità americana, vista attraverso l'esperienza diretta, a metà fra l'indagine del reporter e quella dello studioso.
La scrittura è lieve, semplice, per un pubblico di curiosi e non di specialisti. Ma queste pillole pungono e sono adatte per provocare riflessioni ulteriori.
Si parla di automobili, barbecue, inquietudini sociali, baseball, grattacieli; della stampa, della democrazia, della pruderie sessuale, del romanzo poliziesco, dei pompieri, della corruzione politica e dei neri d'America.
Sullo sfondo, la straordinaria città di Chicago - illustrata dalle fotografie di Karen Summer - dove l'autore vive per alcuni mesi all'anno. >>la scheda dell'editore.
Un esordio sorprendente
di Marco Crestani
Francesco Savio è al suo primo romanzo e ha scritto una storia che si legge con piacere, grazie ad una scrittura morbida, limpida, armoniosa e capace di coinvolgere.
Un ritmo lento, dolce e pacato scandisce un'armonia di parole in accordo fra loro. Un libro dai tocchi lievi e delicati, ricco di immagini. Immagini che ti si stampano nella mente, e che portano con sé domande.
Il protagonista è Nicola, un bambino di nove anni che vive metabolizzando un lutto, quello di suo padre.
In certi momenti si sente solo, abbandonato, avverte la sensazione fisica del distacco. Per Nicola, però, la relazione col padre è stata positiva e quindi interiorizza il genitore perduto come una presenza protettiva. Cerca quindi di non perdere la quotidianità che aveva con lui, quasi a voler continuare la relazione, come se questa continuità lo rasserenasse e dirigesse il dolore verso qualche cosa di reale. Si viene così a creare un processo di identificazione del bambino con il genitore che non c’è più. in Storie >> leggi
Ansia da bomba
The last train from Hiroshima di Charles Pellegrino
La mattina del 6 agosto 1945, una bomba contenente uranio-235, la cui parte di "esplodente" misurava poco più di due cucchiaini da tè, fu sganciata su Hiroshima. La detonazione che seguì, fu una questione di nanosecondi. In un 10 milionesimo di secondo, raggi gamma furono esplosi dal nucleo alla velocità della luce, seguito da uno spruzzo di neutroni. Gli elettroni erano stati spogliati in laboratorio da ogni atomo di aria e, allo scoppio, "una bolla di plasma ha iniziato a formarsi, producendo uno shock termico che fu più caldo nel suo spillo centrale che nel cuore del sole e splendeva miliardi di volte più luminosa della sua superficie" (dall'autore). 3/10 di secondo dopo, la bomba era sparita. Le persone a terra furono vaporizzate, i loro corpi convertiti in gas e anidride carbonica, lasciando qualche ombra sinistra di fantasma sull' asfalto sbiancato. Lontano dal punto di impatto, la morte avveniva minuti o ore più tardi. Alcuni sono morti con la pelle bruciata dal "flash", alcuni altri furono sventrati dal "colpo d'aria" conseguente l'esplosione, altri ancora non molto tempo dopo, per l'avvelenamento dalle radiazioni, chi invece dissanguato. Pochi gli individui miracolosamente sopravvissuti, salvati dal capriccio del caso o del destino. Che è una, forse la sola, possibilità di salvarsi dal fall out. Michele Genchi nel Reading Room >> leggi
Salinger. Ricordi di disubbidienza
L'ultimo "lavoro" di Salinger risale al 63 tradotto in italiano da Einaudi, " Alzate l'architrave carpentieri Seymour". Come si è già detto e letto da più parti, l'autore del Giovane Holden si era ritirato da tempo nel New Hampshire rifiutando praticamente di rivolgersi al mondo. C'è da chiedersi cosa contenga la sua cassaforte di casa, quali capolavori il grande scrittore abbia nascosto. Probabilmente come accaduto in precedenza, (penso a Kafka con romanzi come "Il castello" e soprattutto "Il processo" usciti dopo la morte dell'autore), i prossimi mesi sveleranno il lascito a quel mondo che ha rifiutato di incontrare per quasi sessant'anni.
Certo, l'esperienza di lettura delle storie di Holden Coufield è stata determinante per il sottoscritto come molti delle generazioni di lettori a venire da quel lontano 74 in un campeggio del Gargano in poi. Il ricordo, è quello di un libro di disubbidienza innanzitutto. Almeno dal mio punto di vista di allora. Forse fu proprio la lettura del giovane Holden a iniziare il rito di passaggio alla adolescenza con tutto quel che segui. Comprese le litigate furiose con mio padre.
Ma il giovane Holden fu anche altro. Fu la scoperta del romanzo civile, fu la scoperta della letteratura americana, amore questo mai abbandonato, fu la via maestra ad altri autori, da Henry James a Hemingway, da Twain, a Melville da Faulkner a Fitzgerald. Mischiando classici e contemporanei. Ragioni queste, che non mi sottraggono dal consigliarlo continuamente agli adolescenti (con buona pace per certi insegnanti che dimenticano di farlo).
Leggendo gli articoli sui giornali americani riguardo la morte di Salinger mi ha colpito una dichiarazione riportata dal Times riguardo la proverbiale riservatezza dell'Autore, dice: "La notorietà è una terribile invasione della mia privacy. Mi piace scrivere, adoro scrivere, ma solo per il mio personale piacere". Chissà se questa dichiarazione non presagisca pubblicazioni di romanzi inediti nel prossimo futuro. mg 29-01
Non solo bestsellers
In libreria da pochissimo due libri editi da Mondadori che ci piace segnalare nelle recensioni di Marco Crestani e, di seguito, di Paola Calvetti. Non solo bestseller, dunque ma editoria di qualità. Innamorateneve anche voi.
Terèiza Mora, Tutti i giorni
di Marco Crestani
La storia: Abel Nema, è un uomo incapace di provare sentimenti ma affascinante e con una prodigiosa capacità di capire e di apprendere le lingue. In fin di vita appeso alla sbarra di un parco giochi ripercorre la sua storia. La storia di un esilio, un viaggio dalle macerie di una guerra europea fino alla rinata Germania efficiente e organizzata ma già insidiata da nuove forme dì violenza. Abel troverà un ruolo sociale e accoglienza di affetti ma resta, con la sua algida diversità, un estraneo, assurgendo così a simbolo di un'identità migrante che cerca, forse invano, ascolto in una società europea in continua mutazione.
Marco ne parla più ampiamente in un articolo dedicato >> leggi
proseguite su pag.2. ci sono novità e nuovi post per tenersi in onda