Scelti per voi, anno 2008!

 

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Questa è la nostra rubrica dedicata al tam tam letterario. Le schede di seguito sono a cura dei lettori della nostra comunità.

Dicembre 2008

tutte le schede di dicembre sono di Francesca Schirone

Anita Brookner
Le regole dell’impegno
Neri Pozza

 

Un romanzo che conferma lo straordinario talento di questa scrittrice che per la seconda volta ritrae con profonda analisi i molteplici sentimenti che risiedono nell’animo femminile, il tutto con una prosa penetrante e incisiva.

 


Daniel Pennac
Diario di scuola
Feltrinelli

Grande Pennac che si è rovesciato il cuore come un guanto per comunicare la sua passione di insegnare e la sua fiducia assoluta nel valore di ciascun ragazzo. Come nelle sue opere migliori ha stile e scorrevolezza, acume, umorismo e sobria profondità.


Michael Zadoorian
Second hand
Marcos Y Marcos

Prendete un amatore di cianfrusaglie e una ragazza animalista, aggiungete una storia d’amore tenera e improbabile e una teoria sulla seconda vita degli oggetti che è una vera filosofia ed ecco second hand diventato un vero romanzo cult negli Usa.


J.D.Salinger
Il giovane Holden
Einaudi

 

Dice il giovane Holden “Quelli che mi lasciano senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira”


Nick Hornby
Alta fedeltà
Guanda

E’ assolutamente impossibile non identificarsi nelle ossessioni del protagonista:le ragazze, la musica e ogni cosa possa esser oggetto di lunghe discussioni e classifiche. Romanzo tenero, divertente fino alle lacrime, con un’ironia e soprattutto un’autoironia feroce.


Paul Auster
Timbuctù
Einaudi

Come si può morire e lasciare il proprio cane da solo ad affrontare il mondo? Quando il suo inseparabile padrone passa a miglior vita, Mr Bones cercherà di raggiungerlo nella favolosa Timbuctù, la terra dove gli uomini e i cani parlano la stessa lingua. Commovente


Camilla Trinchieri
Il prezzo del silenzio
Marcos Y Marcos

An-Ling viene trovata morta in un loft di Brooklyn. Emma è accusata di averla uccisa. Mentre il processo incalza Emma, suo marito Tom e suo figlio Josh a turno ci svelano i risvolti segreti del rapporto con la misteriosa ragazza cinese entrata in fondo alle loro vite.


Julius Verne
Il castello dei Carpazi
Avagliano

Un oscuro barone melomane vive rinchiuso in un castello avvolto dal mistero di sinistri suoni e urla di provenienza ignota. Un giovane intraprendente decide di investigare i segreti del luogo. Verne innesta sul genere gotico una perfetta macchina narrativa.


Paolo Rumiz
Annibale
Feltrinelli

Rumiz si imbarca in un viaggio che parte dalla Sardegna, passa per il Rodano, la leggenda delle Alpi e degli elefanti, l’inferno di Canne e arriva fino in Turchia sulla tomba di Annibale ma le sue peregrinazioni sono solo un invito a indagare sull’Italia del presente e del futuro.

 

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Novembre 2008

 

Matt Haig
Il club dei padri estinti
Einaudi

La voce freschissima di un ragazzino strambo ci obbliga a fare i conti con le nostre meschinità e ipocrisie quotidiane. Un libro toccante e profondo sulla difficoltà di diventare grandi e sul ribaltamento dei ruoli nel rapporto padri-figli che commuove e appassiona.

 

Mikkel Birkegaard
I libri di Luca
Longanesi

Si possono percepire gli odori della libreria, quello della carta, della polvere e del cognac. E i rumori delle pagine quando il protagonista sfoglia il suo volume pregiato. E poi di colpo la tragedia incomprensibile e misteriosa. Un’atmosfera che profuma di arcano e di magico. Scelto da Francesca
guarda il booktrailer

 

Catherine Dunne
Se stasera sono qui
Guanda

Quattro amiche si ritrovano per festeggiare 25 anni di amicizia. Mariti, amanti e tanti segreti saranno gli ingredienti di questa speciale serata tra donne come quella che tante di noi hanno vissuto almeno una volta nella loro vita. Scelto da Ilaria Zock

 

R. Menendez Salmon
L’offesa
marcos y marcos

Fluisce come una stella filante. Definirlo romanzo è solo riduttivo, poiché lo scrittore spagnolo ha scritto qualcosa che somiglia a un romanzo, ma è anche un racconto filosofico, una meditazione sulla condizione umana, e anche una fiaba in nero. Scelto da Michele

 

Jasper FForde
C'è del marcio
Marcos Y Marcos

Dopo il caso Jane Eyre, persi in un buon libro e il pozzo delle trame perdute, torna Thursday Next impavida detective letteraria con una nuova, esilerante avventura nelle terre estreme della fantasia, dove nessuno prima di Fforde aveva mai osato spingersi. Scelto da Francesca

M.Clelia CARDONE
LA FURIA DEL DIAVOLO
avagliano

 

Un mistero si cela in un quadro. Un mistero che sconvolge la tranquilla vita di un’antiquaria romana e che annoda come una maledizione i destini dei protagonisti. Ecco come un tranquillo racconto può trasformarsi in un thriller appassionante.

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Ottobre 2008

Jordi Punti
Animali tristi
ISBN

 

L’uomo è un animale triste nella giungla della vita. Il maschio è infatti per l’autrice un abitudinario al limite dell’automatismo. Di notte dorme davanti alla tv, di giorno serra il cervello tra le mura dell’ufficio. E ancora, vive in coppia per emulare la solitudine non privo comunque di scappatelle in aiuto per tirare avanti... Il tutto e naturalmente tanto altro, nei sei racconti che però (in fondo) trasmettono angoscia. A partire dalla coppia che dopo dieci anni torna nel bungalow dove ha trascorso un weekend d’amore con la pretesa inutile ricerca di ritrovare la medesima magia. Al patetico neo-separato che insegue con voracità una nuova liason. Ma anche colui che in vacanza con la moglie in roulotte, coglie il senso di tutto il suo fallimento.
scelto da Remo Andreis

Sandra Petrignani
La scrittrice non abita più qui
Neri Pozza

Sandra Petrignani racconta il pellegrinaggio dalla Sardegna di Grazia Deledda all'America della Yourcenar, alla ricerca delle case-museo di alcune grandi scrittrici europee. Nella descrizione degli oggetti, dei paesaggi, degli arredi, l'autrice scruta nel segreto della personalità e delle scelte sentimentali delle protagoniste. Cinque capitoli, uno per scrittrice, un unico lunghissimo viaggio che porta l'autrice da Parigi al Maine, dalla Danimarca al Kenya, dal Tibet al sud della Francia inseguendo i fantasmi di queste cinque donne eccezionali e delle loro, spesso travolgenti, storie d'amore

 

Tu credi?
Antonio Monda
Fazi

Ecco messo in luce il dubbio articolato di chi crede e la certezza granitica dell’eretico per mano di Antonio Monda. Un libro che racconta della fede in America per bocca di noti personaggi quali Spike Lee, Jane Fonda, Martin Scorzese, Saul Bellow... Un curioso rapporto con Dio soprattutto modellato sulle tante nostre contraddizioni. Testo interessante sia giornalisticamente che filosoficamente.
scelto da Fabrizio Fides

Passione Indiana
Javier Moro
Mondadori

Interessante e coinvolgente risulta questo romanzo di Javier Moro. Un tormentatissimo romanzo d’amore, soldi e sesso, fluentemente ricostruito dall’autore, di Anita Delgado andata sposa al principe di Kapurthala, col quale ha vissuto vent’anni eternamente costretta a salvaguardarsi da non pochi nemici, sino al botto economico finale che coinvolse l’intera India.
Scelto da Giuseppe Dottola

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Settembre 2008

Paulo Coelho
Brida
Bompiani

Ho letto tutto d'un fiato Brida. la sensazione che ho è difficile da spiegare ..... soggettivo? ..... magico? … Non lo so. L'unica cosa di cui sono sicura e' che è stata una vera esperienza di lettura. mi ha soddisfatta anche se non è semplice decodificare il lascito delle parole lasciandomi scegliere tra opposti sentimenti. é stato come pensare due volte la stessa cosa in maniera differente.
Brida è la storia di una ricerca di apprendimento di una giovane donna che è apparentemente ingenua, ma non è nè ingenua nè priva di intelletto, dal momento che lei ha avuto una esperienza di reincarnazione dove ha riconosciuto se stessa come strega. Brida è una bella ambiziosa persona di un qualche successo. Ha pure un giovane compagno di nome Lorenz. Brida è una giovane con delle ambizioni personali, una vita monotona che segue, un lavoro, una vita di comunità che sembra solida e solita. ...... ma ha molte domande e, diversamente da molta altra gente della stessa età, decide di andare alla ricerca delle relative risposte.
Incontra il Mago Folk e successivamente Wicca, stregoni che camminano con la tradizione del Sole e della Luna, e aiutano Brida a trovare il suo destino e a compiere anche la loro trasformazione.
Il segreto non sta nel divenire strega quanto a riconoscere l'altra dentro di se. L'opposta identità il cui svelamento e unione in una festa sacra intorno ad un fuoco dopo essersi unita al mago è la chiave del libro. Accettare le sfide della conoscenza la ricerca delle risposte ai segreti dell'esistente sono i temi già affrontati da Coelho in tutti i suoi libri.
Il messaggio di Paulo Coelho, scritto in una lingua semplice è che tutti noi possiamo trovare il nostro senso dell'esistenza e dell'esistente - che racchiude in se il regalo più bello da farci; il nostro continuo andare a cercare, il mezzo per compierlo. Soltanto in questo modo prestiamo attenzione e cura alle cose e le persone che ci stanno accanto.
Tuttavia, è difficile per l'umanità accettare nel relativo cuore il sentimento che siamo stati generati per essere felici, per coesistere pacificamente con gli altri, che questo mondo ci appartenga soltanto per un momento; perchè è di un solo momento la durata della nostra vità. Al contrario ci siamo uccisi reciprocamente ed abbiamo provato a rubare la maggior quantità di cose materiali che è possibile…. perché?
Se tutti noi potessimo goderli insieme…. non è forse immenso il mare e la terra, perché allora molti dei nostri fratelli muoiono di fame. Ascoltiamo la lingua della natura….cosa essa prova a dirci. E per finire, tutti noi credo abbiamo la sentinella dormiente dei nostri sentimenti più puri; il trucco è dotarsi di ragioni che possano risvegliarla, anche se ai molti che lo leggeranno sembrerà solo un incitamento all'agire.

scelta da Marika, Viterbo

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Agosto 2008

Ombre sulla nostra pelle
Jennifer Johnston
Fazi Editore

Joe è un ragazzino sveglio, sensibile, incastrato in un’infanzia faticosa, figlio di una madre coraggio irlandese e di un ex rivoluzionario malato, ossessionato da sogni di gloria mai realizzati e dalla birra.
E’ questo ragazzino a portarci a spasso tra le pagine della Johnston; con lui prepariamo il tè sperando che la mamma non pianga anche oggi, assistiamo alle perquisizioni dei soldati inglesi, fissiamo la campagna da un muretto , ci annoiamo durante le lezioni di geometria e ci chiediamo perché i rapporti tra le persone siano così spesso regolati dal risentimento.
Per chi ha amato Giordano ed è passato per la De Vigan.
Per chi ancora si chiede come sia guardare il mondo con gli occhi di un bambino.
Per chi non ha perso la fantasia, la capacità di stupirsi, di piangere ed avere paura.
Ed anche per chi, magari, farà un viaggio in Irlanda.
per bookavenue, scelto da Layla El Sayed

Paolo Di Paolo
Raccontami la notte in cui sono nato
Perrone editore

Raccontami la notte in cui sono nato è la storia di Lucien che vende la sua vita su e-bay al suo alterego Filippo. Potrebbe essere la sceneggiatura di un filmetto americano. Se non fosse che Paolo coglie lo spunto da questa storia (vera) per mettere in parola limpida e composta - mai un inciampo - l’inadeguatezza di un giovane che è a un passo dall’avere l’amore al posto della tenerezza, la felicità che c’è oltre la realizzazione, il mondo chiuso dietro la finestra che lo trattiene. Un passo che sceglie di non muovere, come se fosse leopardianamente più dolce contemplare da lontano la bellezza di un ricordo, persino di un rimpianto, di un luogo, della sua Signorina F: la ragazza che Filippo non aspetterà tanto a prendere per sé. A che vale allora comperarsi una vita? Che cosa manca alla volontà e al talento di Lucien, alla stima di cui gode presso tutti quanti, alla tenera goffaggine della sua adolescenza protratta, per diventare la disinvoltura, la praticità di Filippo? Manca forse una storia sola, solo una storia che si perde nel tempo. La storia della notte in cui è nato Lucien.
scheda di Arianna Giorgia Bonazzi

Alcìde Pierantozzi
L’Uomo E' il suo amore
Rizzoli

Ambientato in un’Albania che può benissimo essere l’Italia, con tre donne intorno a Eugenio, ventenne che vuole decodificare il mondo con gli strumenti che la filosofia gli mette in mano, il libro si piega sulle loro vite, i loro incontri crudi ed estatici e un reticolo di personaggi che amano, sognano, agiscono e si disperano in un crescendo lacerante. C’è Nila, l’amante, che vive insieme ai misteriosi fratellini in una casa fatiscente e senza genitori. C’è Siddharta, la prostituta, che a furia di conservare in bocca i soldi dei clienti ha il volto sfigurato da un indelebile herpes. E poi c’è Maria, una spiazzante ragazza handicappata per la quale Eugenio perde la testa provando a capire quella sua abitudine di girare attorno a un rettangolo di luce. È un libro che sa ricondurre con furibonda razionalità il lettore su un immenso interrogativo: cos’è l’amore nel rapporto con il mondo. E lo fa con l’invenzione linguistica di un laboratorio infinito capace di entrare a testa bassa nei luoghi che descrive. Improvvise quanto necessarie digressioni d’autore colmano ogni interstizio narrativo, lasciando pagina dopo pagina un indelebile segno di forza illuminata da Pasolini e dal primo filosofo sconfessato dalla Storia, Parmenide. Fino a uno sconvolgente e doloroso esodo. Approdando a una salvezza senza appello.
per bookavenue, scelto da Gianni Mena

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luglio 2008

Delphine De Vigan
Gli effetti secondari dei sogni
Mondadori

Leggetelo, consigliatelo.
La storia è quella di Lou dodicenne troppo sensibile, troppo intelligente, troppo timida che incontra No adolescente troppo sfortunata, troppo spaventata e indurita dalla vita, ne nasce un rapporto difficile fatto soprattutto della volontà di entrambe di stare comunque insieme, vicine, ostinatamente convincendo pure il mondo della ragionevolezza che stà in un briciolo di speranza.

La De Vigan mi ha stupito, intenerito, commosso e fatto sorridere e poi mi ha ricordato in quanti modi tutti i giorni salviamo e veniamo salvati.
per bookavenue Layla El Sayed

Murakami Haruki
Dance dance dance
Einaudi

Devo ringraziare chi mi ha dato la possibilità di leggerlo vincendo le mie sciocche resistenze.
Ogni volta che (purtroppo) lo chiuderete per fare altro avrete l’impressione di aver scorso per tutto il tempo della lettura una serie di istantanee, a tratti tra le pagine vi colpirà un flash, una riflessione intensa e inaspettata dell’autore che vi illuminerà per un attimo e vi accompagnerà per la giornata.
Un libro in cui è impossibile non cadere dentro.
Da leggere quando credete di essere in quel periodo in cui non trovate nulla che valga la pena leggere.
per bookavenue Layla El Sayed

 

Muriel Barbery
L'eleganza del riccio
E/O

Incipit: siamo a Parigi, in età contemporanea, in un elegante palazzo al numero 7 di rue de Grenelle, abitato da famiglie dell’alta borghesia. Un romanzo a due voci, da un osservatorio privilegiato, la guardiola della portineria, Renée vede passare la sua vita e quella dei lussuosi condomini e Paloma, una dodicenne ricca abitante dello stesso palazzo.
Renée, vedova 55enne, dall’aspetto sciatto e trasandato, nasconde un’anima raffinata e colta, dalle letture filosofiche, di letteratura, d’arte, un tradimento costante del suo archetipo perchè nessuno degli abitanti del condominio sospetta. Dagli altri è vista come un complemento della guardiola alla quale vengono richieste le sue mansioni di portinaia, senza prestarle alcunché di attenzione come persona. Solo la sua unica, amica, portoghese, Manuela comprende la bellezza del suo animo e la delicatezza dei comportamenti. Paloma, dotata di una acuta intelligenza, finge di essere una ragazzina dalla sottocultura comune a tanti, cercando di ridurre le sue prestazioni a scuola, giudica un disastro la vita degli adulti, come mosche sbattono sempre contro lo stesso vetro, si agitano, soffrono, si deprimono e stanca di vivere, ha programmato la sua fine. Queste due anime sensibili e accomunate da uno stesso sentire, incroceranno per un attimo le loro esistenze, condividendo medesime impressioni e sentimenti: trait d’union, il ricco e colto giapponese, Ozu che ne ha avvertito le loro vere essenze, senza lasciarsi ingannare dalle false apparenze. Una storia originale e ben orchestrata, in uno stile colto e distillato da considerazioni filosofiche e da una prosa caleidoscopica che trasmette suoni, colori ed emozioni. Il finale lascia amarezza e rimpianto per una vita spesa ai margini della società in cui la ricchezza d’animo e l’amore per la bellezza sono stati oscurati da un fato capriccioso e avverso. Il caso è prodigo per alcuni e per altri ignora i meriti e inibisce animi altamente nobili.
scelto da Francesco Bonacci - Roma

Amos Oz
Non dire notte
Feltrinelli

Il deserto, come luogo dell’anima, anima i confini senza limite dei sentimenti umani.
Una cittadina israeliana Tel Kedar, di 8-9 mila abitanti, prostrata dal vento del deserto del Negev che manda frustate di polvere, fa da sfondo alla vicenda umana e sentimentale dei due protagonisti del romanzo: Noa e Theo. Il loro rapporto, dopo sette anni, comincia a mostrare segni di incomprensioni e insofferenze. Theo è un sessantenne, architetto di fama riconosciuta, vive in uno stato di attesa, ha ormai fatto quel che poteva fare, ora che si trova alla fine del mondo, Noa, professoressa di lettere in un liceo, più giovane di 15 anni, al contrario, è piena di entusiasmo e voglia di cambiamenti. La storia si snoda attraverso il racconto dei due protagonisti, in prima persona, lui osserva e ascolta lei, lei che guarda e giudica lui; è un rimando di pensieri e azioni che s’incrociano e si allontanano. Lei frenetica, rincorre il tempo, il suo daffare va tutto a spese della solitudine e della lenta discesa dal dolore verso la tristezza di lui. Il paesaggio desertico contorna e dà la dimensione e la scansione del ritmo della vita degli abitanti di Tel Kedar: il vento che alita come una falciata fredda e acuta, l’aggressività della luce e della polvere, la calce bianca che assorbe le sfumature del deserto, gli spazi aperti strisce di deserto macchiettato. Si respira e s’immagina questa immensa distesa di sabbia su cui il sole brucia con i suoi artigli di vetro acuminato ed è, per noi lettori, come essere novelli beduini che inseguono miraggi lontani e irraggiungibili. E’ la scrittura mirabile di Oz che ci ammalia e ci rapisce come musica dell’anima; lo stile lieve ed elevato solleva la mente in qualche altrove. Nel giorno che muore, si domanda Theo cosa promette l’ultima luce, che cosa ha in serbo; la notte, ma non il nero del buio. Come il chiaro di luna dà luce alla notte che cala, così l’incanto della natura bagliore ai nostri occhi illumina i momenti bui del vivere. Non dire notte.
scelto da Paola Amoruso - Bari

Milena Agus
Mal di pietre
Nottetempo

L’immaginazione e il sogno sono le porte per una realtà di là dalla ragione
In questo breve romanzo,”Mal di pietre”, scorre una vena narrativa fluente ed evocativa, in cui la scrittura dell’autrice, limpida, concreta ed essenziale, dà corpo ad una trama che, attraverso il filo dei ricordi, “Un quadernetto nero con il bordo rosso” e una lettera ingiallita, riverbera bagliori di luci ed ombre. La prima pagina del racconto enuncia, come un antefatto, il fulcro della storia: “ La Nonna conobbe il Reduce, anno 1950, da Cagliari per la prima volta in Continente alle terme per curare il mal di pietre” ( i calcoli renali, che minavano il suo fisico sin dalla più giovane età ).
L’io narrante, la nipote, con sguardo puro e commovente ripercorre la vita della nonna paterna, la Nonna ( l’iperonimo che include l’iponimo, il legame parentale forte sottrae il nome proprio, in una sorta di sineddoche sui generis ), donna sarda dall’indole passionale incline all’amore, “La cosa più bella per cui valga la pena di vivere”, affetta da un male misterioso- come lamentava, lei stessa- che faceva fuggire l’amore.
Nonna, la figura femminile intorno alla quale ruota tutta la storia, ha i tratti prorompenti e vitali e l’animo straziato da un male oscuro, che agli occhi degli altri appare come una forma di follia, quando il dolore esplodeva imperioso dal suo animo e prorompeva in gesti estremi, plateali, in quel suo grido disperante e reiterato - mancava la cosa principale – diceva – e si rinchiudeva in quel suo mondo della luna. Nonna si dibatte in una schizofrenia tra l’io reale e l’io immaginario d’amore ”Essere fuori della ragione (e per questo matta ) e dentro un sogno”. Il Reduce rappresenta l’amore inventato e rimpianto perché irrealizzato, le cose del quotidiano, i figli che non arrivavano sono le pietre dentro che implodevano nell’animo di Nonna. L’inventiva, l’immaginazione ( nella lettera- non smetta di immaginare-), la finzione letteraria diventano l’antidoto alle sue sofferenze esistenziali.
La Nonna è l’emblema del disordine; in ogni famiglia c’è sempre qualcuno che paga il proprio tributo perchè l’equilibrio sia rispettato, altrimenti il mondo s’irrigidisce e si ferma.
Al contrario aveva fatto la nonna materna, Lia, rimettere ordine ( una vita di cenere dopo quell’unica scintilla), ma aveva fatto più danno.
In fondo, forse, nell’amore, alla fine bisogna affidarsi alla magia, perchè non c’è regola, qualcosa da seguire per far andare bene le cose.
Sullo sfondo di questa storia interna, famigliare, scorre come un film, la storia esterna dell’Italia dagli anni dell’armistizio, 8 settembre1943...Radio Londra…Badoglio…alla disfatta dei Tedeschi, agli anni ’50 della ricostruzione e dell’emigrazione dei “Terun” a Milano, agli anni ’70 del terrorismo e delle lotte tre i neri e i rossi.
Questo è un racconto intenso, intessuto di note musicali, d’amore cercato e… forse, non riconosciuto, di forti legami affettivi dichiarati ( Mia nonna è stata tutto per me, quanto mio padre per la musica e mia madre tutto per mio padre)
Scrivere di qualcuno, come ha fatto la nipote, è un regalo, così come un regalo piccolo, ma prezioso è stato offerto a noi lettori con sommessa delicatezza quando un libro offre la condivisione di un minimo dell’immaginazione di chi ha scritto.
scelto da Francesca

 

Andrea Camilleri
Il casellante”
Sellerio

Dopo “ Maruzza Musumeci” metamorfosi donna-sirena, siamo alla trasformazione donna-albero ( arbolo): le mutazioni di Camilleri si replicano! Eh già, nell’era della fanta-politica, della fanta-scienza, della fanta-stampa, non poteva mancare la fanta-letteratura. Chi poteva inaugurarla riveduta e corretta? Ma lo scrittore “ Cult” per una larghissima fascia di pubblico che ad ogni uscita di un suo romanzo l’appuntamento in libreria diventa irrinunciabile, quasi, un punto d’onore. Certo che la fantasia di Camilleri è una fonte energetica inesauribile e va “oltre i confini della realtà”e a noi poveri lettori ci fa strabuzzare tanto d’occhi e raggiungere sempre alti gradi di piacevolezza. Si ha l’impressione che i libri “Camilleriani”, senza Montalbano, stiano subendo una virata in senso fiabesco, senza, tuttavia, perdere gli agganci con la realtà in una commistione tra passato e presente in cui i fatti sono trasfigurati e i personaggi esacerbati nei loro caratteri, le donne si trasmutano come se volessero attingere a nuove forme per affrontare sfide sempre più esaltanti. Questo substrato di materia narrativa, paradossale e, sempre divertita, e spesso, divertente, è impastata da una lingua così strettamente imparentata con il dialetto che anch’essa in trasmutazione, diviene tale. Siamo a Vigata, nel 1942, durante la 2° guerra mondiale, le leggi fascistissime, ridicole nella loro iperbolica radicalizzazione, i bombardamenti aerei, gli immancabili uomini d’onore fanno da sfondo al teatro umano fatto di bassi istinti, primigenia barbarie, violenza ferina e ottundimento delle menti; i due protagonisti, Minica e il marito casellante Nino Zarcuto, si trovano, vittime inconsapevoli, in balia di eventi più grandi di loro. Il tema della metamorfosi, in questo caso, non riuscito (di classica e non memoria), s’innesta nella mente di Minica quando la sua essenza di donna, non in grado di procreare, la porta a voler diventare un tutt’uno con la natura per riappropriarsi del ciclo vitale di essa a lei che quel ciclo le era stato estirpato con la forza bruta. Questa figura di donna attaccata alle sue radici della vita, cerca di trovarle nella terra, in una sorta di rivendicazione di essere soggetto mutante quando la ferocia bestiale dell’aggressore l’aveva ridotta in mero oggetto consumante. Minica semplice ed illetterata, ma caparbia e determinata nelle sue azioni e sentimenti, forte del suo istinto materno, persegue un disegno impossibile che solo suo marito per amore e solo per amore riesce a condividere. Ed ecco che la tenacia e l’ostinazione di Minica alla fine darà i suoi frutti: dalle macerie della guerra un bambino sortirà ad illuminare i toni foschi e drammatici degli eventi in atto. Lo sguardo pietoso di Camilleri vigila al fine di non precipitare nella tragedia. In un’immagine da dipinto sacro di madre con il “Suo” bambino si chiude “Il casellante” a cristallizzare il momento di assoluta felicità raggiunta da Minica. Un bel romanzo nello stile di Camilleri dove si fondono armoniosamente tutti i topos peculiari delle sue storie.
scelto da Gino Dorfles - Roma

 

Pene d'amore. Sette racconti erotici
Guanda

 

Da oltre un decennio sembra che la letteratura
erotica debba essere 'naturalmente' declinata al femminile. Quasi che l'emancipazione della donna abbia anche implicato l'esposizione continua del suo corpo agli sguardi altrui. Cioè maschili. Quella che al suo sorgere si era affermata come una letteratura di liberazione, oggi appare sempre più costretta entro i limiti di un genere codificato e prevedibile. Se da una parte un terreno di narrazione si è trasformato in una sorta di ghetto,
dall'altra ha trascinato con sé un enorme rimosso: il rimosso del corpo maschile. Gli scrittori disertano la narrazione erotica, non tanto per un soprassalto di pudore, quanto per calcolata o sotterranea strategia. Mettere il corpo, e il cuore, a nudo significa esporsi agli sguardi pubblici, mostrare le ferite, dimostrare le debolezze. Ma la gestione del sé pubblico è una strategia di potere, e il potere vuole essere saldamente maschile,
senza macchia alcuna. Questo libro, attraverso i racconti di sette scrittori - Andrea Bajani, Gianni Biondillo, Valerio Evangelisti, Marcello Fois, Raul Montanari, Gianluca Morozzi, Tiziano Scarpa -, cerca di rimettere in gioco
una scrittura, quella maschile, che ha disertato l'eros. Cerca di restituire dignità, e coraggio, all'immaginario erotico maschile, alla decodificazione delle sue perversioni e frustrazioni, al libero sfogo delle sue fantasie, alla conta delle sue debolezze. Dà voce a chi non ha, colpevolmente, voluto parlare da troppo tempo: il sesso maschio.
per bookavenue Lucia Agrotti

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Giugno 2008

La selezione dei 5 finalisti della Giuria dei Letterati XLVI edizione del Campiello Letteratura

Eliana Bouchard,
Louise. Canzone senza pause,
Bollati Boringhieri

Louise (1555-1620), durante la strage della notte di san Bartolomeo dell’agosto 1572, perde il padre, Ammiraglio Gaspard de Coligny, il marito, un numero imprecisato di amici, di parenti e scappa rocambolescamente alla morte.
Consapevole dell’aspro privilegio riservato ai sopravvissuti dedica la sua lunga vita a resistere attivamente per non perdere la sua identità. Una fede magnifica la guida insieme al motto che condivide con il secondo marito, Guglielmo, il Taciturno: «Non c’è bisogno di sperare per intraprendere né di riuscire per perseverare». Insieme per un tempo tragicamente breve, disegnano l’abbozzo di un luogo in cui la coscienza di ciascuno sia libera di esistere, mentre sullo sfondo le guerre di religione sconvolgono l’occidente d’Europa. Ma Louise, costretta nuovamente all’esilio, guarda avanti senza cedere a quanto non la convince e nell’intreccio fra vita privata e ruolo politico rivela una visione del mondo anacronistica. Nella sua ricerca strenua del bene comune, rappresenta al meglio le radici femminili dell’Europa.

Eliana Bouchard è nata a Rorà, non lontana dal confine francese, dove ha frequentato, nei primi anni della scuola dell’obbligo, una pluriclasse di montagna decisiva nel suo percorso di formazione. Vive e lavora a Roma. E’ corista di musica barocca.

Louise, Canzone senza Pause è il nostro libro preferito

Benedetta Cibrario,
Rossovermiglio,
Feltrinelli

vincitrice del premio Super-Campiello edizione 2008

 

Torino 1928. L’eleganza e il rigore dell’aristocrazia piemontese inchiodano una giovane donna all’infelicità di un matrimonio combinato. Sulla sua strada però il destino mette l’affascinante ed enigmatico Trott, ed è come se si risvegliasse da un incantesimo. Tutto sta cambiando, nella società italiana ma anche dentro di lei: troppo moderna per adattarsi docilmente a proseguire nel solco tracciato dalle altre donne di famiglia, è tuttavia ancora troppo fragile per vivere la propria ribellione. Sceglie dunque di trasferirsi, sola, a San Biagio, una proprietà in disarmo nella campagna senese. Intorno, la bufera della Seconda guerra mondiale, la caduta del fascismo. Il desiderio di rinascita di un intero paese finisce per coincidere con la trasformazione graduale della fattoria semiabbandonata in una moderna azienda vinicola di successo. Qui, una breve e intensa riapparizione di Trott precede la sua improvvisa scomparsa, misteriosa e immotivata. La protagonista ha davanti a sé tutta una vita per comprendere che il confine tra realtà e apparenza, torto e ragione, verità e menzogna può essere talmente sottile da risultare spesso impercettibile.

Benedetta Cibrario è nata a Firenze. E’ cresciuta a Torino ed è vissuta a lungo in Inghilterra, ma la sua vera residenza, per dedizione e amore della terra, è in Toscana. Questo è il suo primo romanzo.

Paolo Di Stefano,
Nel cuore che ti cerca,
Rizzoli

 

Rita ha dieci anni quando, in una mattina di marzo, a pochi passi da scuola, viene portata via su un furgone azzurro. Prigioniera in una stanza sotterranea due metri per tre, resiste per otto anni e si salva grazie alla sua forza e a un'inesauribile voglia di vivere. È la sua stessa voce a raccontare la discesa all'inferno, le crudeltà subite da un mostro dispotico che l'ha sottratta al mondo ma che ai suoi occhi riesce a rivelare inaspettate dolcezze. Il dramma di Rita si riflette come in uno specchio nel dolore del padre Toni Scaglione, incapace di rassegnarsi alla sua perdita. Le voci di padre e figlia si alternano, ripercorrendo, ora con durezza ora con slanci poetici, un passato familiare prima felice poi sempre più lacerato. La scena del dramma (su cui si affaccia il coro per lo più indifferente di chi ha assistito al prepararsi e al compiersi del crimine) si concentra sulla claustrofobica prigione di Rita per poi aprirsi alle strade di Milano. Qui si aggira ostinato il padre, seguendo le esili tracce della bambina e del suo carceriere e continuando la ricerca a Firenze, a Zurigo e infine a Siracusa dove il giorno di santa Lucia accade qualcosa che somiglia molto a un miracolo. Ma il viaggio di Scaglione si fa a mano a mano scavo interiore verso la scoperta del senso profondo della paternità.
Nel cuore che ti cerca è un emozionante noir psicologico, un racconto che dà voce a un'adolescenza mancata ma alla fine salvata da se stessa, a una società cinica ma ancora capace di generosità, a un padre d'oggi che non si arrende all'evidenza delle indagini e continua a cercare la figlia nel proprio cuore.

Paolo Di Stefano, nato ad Avola nel 1956, è inviato del “Corriere della Sera”, dopo aver lavorato per Einaudi e per “la Repubblica”. I suoi ultimi libri , usciti per Feltrinelli, sono La famiglia in bilico (2001), Tutti contenti (2003; Premio Chianti, Premio Vittorini, Premio Flaiano) e Aiutami tu (2005; Premio Mondello).

Chiara Gamberale,
La zona cieca,
Bompiani

La zona cieca è tutto quello che gli altri - maledettamente inevitabilmente - colgono di noi ma che a noi sfugge. Lo sa bene Lidia Frezzani, che ogni giorno nella sua trasmissione radiofonica Sentimentalisti Anonimi accoglie le confidenze di persone smarrite e confuse.
Ma smarrita e confusa è prima di tutto Lidia, da sempre in guerra con se stessa e con gli altri per conquistarsi l’impossibile controllo di ogni emozione, e che un giorno s'innamora di Lorenzo, uno scrittore quarantenne fascinoso e arrogante, totalmente annebbiato dal suo narcisismo. Comincia una storia d'amore dai ritmi serrati, fatta di bugie vere supposte o mascherate, di tradimenti e piaceri perversi: quello che prova Lidia nello schiantarsi contro l'imperturbabilità e l'apparente indifferenza di Lorenzo, e quello di Lorenzo che sembra godere nel lasciarla fare. In un crescendo di tensione, di abbandoni e colpi di scena, nel continuo tragicomico cercarsi e ferirsi di Lidia e Lorenzo, all'improvviso arrivano le misteriose lettere di Brian, uno sciamano deciso a farsi improbabile protettore di questa improbabile vicenda. Brian ha un’anima e un passato ben precisi e non ha un volto: ma la sua presenza si dimostrerà incisiva. E la sua identità, come l’unica possibile…con La zona cieca Chiara Gamberale vince una scommessa letteraria tra le più difficili: trasformare una storia d’amore in una vicenda così carica di rivelazioni che sarà difficile abbandonare questo libro senza arrivare alla sua ultima pagina, al suo finale inaspettato.

Chiara Gamberale è nata nel 1977 a Roma, dove vive. Ha scritto Una vita sottile (1999, Marsilio), Color Lucciola (2001, Marsilio), e Arrivano i pagliacci (2002, Bompiani). Autrice e conduttrice di programmi televisivi, come Gap (Rai Educational per Rai Uno) e Quarto piano scala a destra (Rai Tre), dal 2005 tutte le mattine è in onda su Radio 24 con Trovati un bravo ragazzo.

Cinzia Tani,
Sole e ombra,
Mondadori

Spagna, 1936. Nel paese, rosso di sangue e di passione, la Guerra Civile affonda la sua lama affilata, dividendo i genitori dai figli, i fratelli dai fratelli, gli amati dagli amanti. Ogni decisione è netta e irrevocabile, ogni scelta senza esitazione. Eppure, in quest'arena di sole e ombra, tre personaggi si muovono al di là delle ideologie, spinti solo dalle ragioni del cuore e della mente. Nina è cresciuta nel chiuso della grande casa di Talavera de la Reina come in una serra soffocante, educata nella remissione e nel timore dalla madre e nei principi di vacuo eroismo dal padre. Ma il terribile segreto che pesa sul suo concepimento le ha portato in dono la facoltà di trasporre i suoni in forme e colori, di disegnare e dipingere. Julian, il poeta, mezzo inglese e mezzo spagnolo, raffinato e fragile, giunge nella Spagna dei nonni paterni più per scrivere che per combattere, più perché tutti se lo aspettano che per propria volontà. In una Madrid assediata, sarà lui a salvare Nina dalle prigioni dei miliziani, accendendola senza quasi volerlo di un amore incondizionato. Michele infine, un italiano estroverso, ironico e generoso, a dispetto della sua esibita allegria custodisce una colpa atroce. Per riscattarla partirà per la Spagna ed entrerà nelle Brigate Internazionali con l'identità di un altro. Dove credeva d'incontrare solo guerra, però, incrocerà anche gli occhi turchesi di Nina, fatalmente innamorati di un uomo che è l'opposto di lui. In questa grande storia d’amore, di morte e di eroismo Cinzia Tani accompagna i suoi personaggi nel vortice di una di quelle guerre più laceranti e drammatiche d’Europa, racconta i loro misteri, ne intreccia le sorti, si insinua nei dubbi e nei desideri che li animano. E mentre alcuni di loro si perderanno per sempre, altri capiranno “da che parte stare” o ritroveranno se stessi al di là di ogni menzogna.

Cinzia Tani, giornalista e scrittrice, è inoltre autrice e conduttrice di programmi radiotelevisivi, tra cui “FantasticaMente”, “Italia mia benchè”, “La Rai @ la carte”, “Visioni private” e “Il caffè”. Ha pubblicato tra l’altro per Mondadori: Assassine (1998), Coppie assassine (1999), Nero di Londra (2001), Amori crudeli (2003) e il romanzo bestseller L’insonne (2005).

Premio Opera Prima

Paolo Giordano,
La solitudine dei numeri primi,
Mondadori

Alice ha sette anni e odia la scuola di sci, ma suo padre la obbliga ad andarci. Una mattina di nebbia fitta, uno spiacevole imprevisto la spinge a separarsi dai compagni, ma scendendo da sola a valle finisce fuori pista spezzandosi una gamba. Mattia è un ragazzino intelligente con una gemella ritardata, Michela, di cui si vergogna. Per questo, un giorno decide di lasciarla nel parco.Questa romanzo è la storia, dolorosa e commovente di Alice e Mattia. Le loro esistenze, segnate da questi eventi tragici, si incroceranno e i due protagonisti si scopriranno strettamente uniti eppure invincibilmente divisi. Paolo Giordano regala ai lettori un romanzo che alterna momenti di durezza e di spietata tensione a scene più rarefatte e di trattenuta emozione, piene di sconsolata tenerezza e tenace speranza.

Paolo Giordano è nato a Torino nel 1982. E’ laureato in fisica teorica e lavora presso l’Università con una borsa di dottorato. Questo è il suo primo romanzo.

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Katie Hickman
Il giardino delle favorite
Garzanti

Sensualità e mistero, passione e brivido si mescolano sullo sfondo dell'impero ottomano. Avvincente come un giallo, denso di descrizioni e particolari come un romanzo storico Il giardino delle favorite ha tutti gli ingredienti per appossionare il lettore. Consigliatelo!

Frank Schatzing
Silenzio assoluto
Nord

Grazie alla sua sensibilità nel descrivere la psicologia dei personaggi, Schatzing confeziona un thriller di grandissimo impatto, uno scenario terribilmente realistico in cui si nuovono personaggi carichi di spessore e umanità.

Arto Paasilinna
Il migliore amico dell'orso
Iperborea

Un romanzo ricco di spunti e riflessioni sulla Chiesa, la sua dottrina e le sue cattive pratiche, sulla natura come elemento preponderante nella vita e nella letteratura finnica e infine sull'uomo e il suo rapporto con la parte più intima e istintiva di se stesso

Andrea Camilleri
Il tailleur grigio
Mondadori

Camilleri tratteggia attraverso lo sguardo disincantato del marito una figura indimenticabile nella sua a-moralità costantemente in bilico tra il suo perbenismo di facciata e l'innata e travolgente trasgressione privata

 

Anilda Ibrahimi
Rosso come una sposa
Einaudi

Per raccontare come va il mondo senza di noi, dopo di noi. Parlo di amori e tradimenti, di guerre e di sangue, di figli nati e di quelli di mai nati. Parlo della pazzia delle donne della mia famiglia. Perchè abbiamo il diritto di sapere.

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maggio 2008

 

Percival Everett
La cura dell'acqua
Nutrimenti

Ishmael Kidder è stordito dalla sofferenza: hanno ammazzato la figlia di appena undici anni dopo averla violentata. Incapace di sopportare il dolore, rapisce e segrega nella sua cantina il maggiore indiziato, e inizia a torturarlo. La “cura dell’acqua” è la più atroce delle sevizie a cui lo sottopone: dopo essere stato immobilizzata, la vittima, viene incappucciato e gli viene fatta colare acqua sul viso, in modo che abbia costantemente la sensazione di morire annegata.
Forma e contenuto sono inscindibili, come azione e destino: il libro è strutturato come un bloc-notes fitto di riflessioni su linguistica, morale, amore, paternità, morte, vita. Tra dialoghi immaginari di grandi filosofi , giochi di parole, e una scrittura che stritola il lettore e non gli concede nemmeno un attimo di pausa, Everett, esasperando la nevrosi del protagonista, che diventa torturatore, gelido carnefice, mette a nudo l’insopportabile futilità del nascondersi dietro ai segni. Il romanzo è, attraverso metafore e similitudini con diversi livelli di lettura, un esplicito atto d’accusa nei confronti dell’amministrazione Bush. Pure il sogno americano viene fatto a pezzi. Non c’è futuro quando il presente scortica il vuoto dell’anima; nessuna tortura, infatti, appaga e lascia indenne il torturatore, e la riflessione universale che anima la narrazione si innesta nel fi lone del rapporto vittima-carnefice su cui si sono cimentati scrittori del calibro di Dürrenmatt e Kafka. Un romanzo ricorsivo, nevrotico, spaventato, disincantato, grondante sangue e dolore , una delle più sofferte e introspettive proteste della nostra generazione.

per bookavenue Giuseppe Dottola

 

Amore
Inoue Yasushi
Adelphi

Durante uno dei tanti pomeriggi assolati senza voglia di fare granchè un’amica me lo passa e mi dice quasi fosse una sibilla “Leggilo. Parla proprio di come dovrebbe essere l’amore”.
Non so voi, io non lo so proprio come dovrebbe essere. Lo tengo sul comodino per un bel po’, alla fine gli cedo, glielo devo (al libro e pure all’amica) di leggerlo.
E sapete che c’è?
Lascia la sensazione finale delle fiabe, quelle che leggevamo o ci facevano leggere da piccole: la bella addormentata, cenerentola etc..ecco l’amore bambina.
A Yasushi certo non basta una scarpetta per far si che sia amore eterno, ma conduce comunque in luoghi incantanti nei quali ogni gesto o parola acquista un valore assoluto, nei quali in ogni istante si decide qualcosa di fondamentale. I protagonisti dei racconti alla fine sanno, capiscono tutto. Ed ecco l’happy end.
Da leggere. In primavera

per Bookavenue Layla El Sayed

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Aprile 2008

 

L’amore necessario
Nadia Fusini
Mondadori

Tuffo nell’anima di una donna. E non si tocca..
Forza e coraggio, leggete l’Amore necessario della Fusini. Prima o poi vi ci ritroverete.
Vi sembrerà che vi ricordi qualcosa o qualcuno o magari lo ricorderete quando vi troverete di fronte quel qualcosa o qualcuno.
Una donna scrive una lettera ad un uomo, nella quale parla di lui ma anche e soprattutto di Amore, sua divinità, unica e necessaria, celebrando quella che definisce la sua notte dei morti, degli amanti passati, dei ricordi, la notte dei mille volti di Amore.
Quando avrete tempo e volontà leggete l’Amore necessario sarà come aprire una finestra per cambiare l’aria di una stanza.

per Bookavenue, Layla El Sayed

 

Lara Vapnyar
Memorie di una musa
Neri Pozza

La vita quotidiana della Russia post comunista nella trama del romanzo attraverso il racconto di una bambina, che filtra l’irruenza degli anni dei rivolgimenti politici per soffermarsi sulle atmosfere malinconiche di una realtà decadente. Così tutta la nostalgia per l’epoca d’oro della cultura russa si esprime attraverso le fotografie dei grandi scrittori dell’Ottocento che la nonna malata di Tanja, la protagonista, tiene appese nella sua camera da letto. Gogol’, Cechov, Turgenev, Dostoevskij riempiono le pareti così come l’immaginazione di Tanja, alimentando desideri e voluttà, nutrendo la fantasia di un’adolescente decisa a ripercorrere la strada segnata dalle eroine dei romanzi ottocenteschi.
scelto da Loredana Mancuso

 

Scarlett Thomas
Che fine ha fatto Mr Y.
Newton Compton

Il mistero del successo di un libro resta tale la maggior parte delle volte. L'importante è che un libro che ha successo lo meriti davvero (con tutti i titoli pubblicati ogni anno è sempre un peccato che si sciupino soldi e tempo per scritture mediocri). Leggere l'intrigante storia raccontata da Scarlett Thomas sarà divertente.
Da La storia infinita a Il nome della rosa moltissimi scrittori si sono cimentati - spesso con successo - con misteri, viaggi straordinari e morti legate ai libri e alle storie che essi raccontano. Ed è già un elemento che potrebbe condizionare favorevolmente chi legge. Da molto tempo inoltre le librerie non offrivano un bel romanzo incentrato sull'affascinante mondo del paranormale, l'esoterismo e i misteri irrisolti della mente umana. Scarlett Thomas è riuscita a raccontare un'avvincente e misteriosa storia che mette insieme questi elementi, che si sviluppa su più piani temporali, strutturata quasi come una sceneggiatura cinematografica (Matrix, per farvi un esempio) o - in alcuni momenti particolari - un videogioco. La scrittura è semplice, talvolta un po' carente nell'elaborazione, ma questo è un romanzo "di trama" e come tale va letto e gustato.
scelto da Fabrizio, Libreria Cortina Milano

Francesco Renga
Come mi viene
Feltrinelli

Il protagonista della storia è un uomo che decide di annullare il suo passato,e i suoi ricordi. Il suo presente sarà il presente di altre persone. Altre vite che ricostruisce attraverso oggetti, ricordi che rende propri. Con questo espediente narrativo Renga slaccia e riallaccia le microstorie. Dopo un primo capitolo “fumoso” che riflette sulla carta gli arrovellamenti del protagonista il libro prende slancio e acquista anche uno stile tutto suo. Buono l’uso del linguaggio urbano, la scelta di parole che da poco sono entrate nel nostro parlato. Questo produce un effetto straniante quando Renga inserisce nel libro racconti d’infanzia, a volte campestre. Qua e là ci sono troppi ritornelli. Ma è forse una deformazione professionale lasciarsi andare a frasi ad effetto nei momenti culminanti, “quando la musica sale”.
scelto da Giuliano Comenicini, Pisa

 

Umberto Piersanti
Olimpo,
Avagliano

La storia della scalata al monte sacro è narrata da un maturo professore a una ragazza (approssimativamente dell’area no global) con cui ha una fugace relazione.
Per suscitare l’interesse della fanciulla, Sharazad alla rovescia, l’uomo decide di raccontarle una storia, appunto l’ascesa all’Olimpo di due giovani, Anticlo e Laodoco, introducendo anche rapidamente il contesto in cui i due vivono, i loro amori, le loro gesta e le loro irrequietezze. Le immagini della montagna “proibita” che, nasconde in un anello di nuvole, impalpabile ma più forte dell’acciaio, ciò che non si può né si deve vedere è sicuramente un momento di alta poesia. Anche la figura di Rossane l’affascinante e regale schiava, umiliata ma sempre più nobile di chi la possiede, si staglia con una bellezza che nessuna ragazzina contemporanea potrà mai vantare. Scelto da Brenda Keller, Milano

Silvio Perrella
Giùnapoli
Neri Pozza

C’è un ragazzo: arriva a Napoli da straniero. Ad attrarlo è la grandezza della città, la più grande fino a quel momento conosciuta. Ha in testa strade lunghe e diritte di un paesino etneo vicino a Catania. Per abituarsi a Napoli, per cominciare ad amarla, il ragazzo cerca punti di orientamento, li perde, impara a «connettere» il su e il giù di quella che scopre essere una città verticale, ci si innamora a forza di musica. La sua doppia iniziazione è raccontata per approssimazioni, attraverso immagini rapide eppure dense, pronte a lievitare e a fare lievitare lo cose, a dare loro consistenza (consistenza poetica). Di quest’io che narra, Perrella non rivela molto al lettore: e allora chi è, viene da chiedersi, questo ragazzo intento a scalare i suoi «giorni montuosi»? È un altro Perrella, un altro Silvio, un «io» che riguarda chi gli dà voce e tuttavia non lo esaurisce in sé? Forse è questo il risultato di una sottrazione.
scelto da Francesco Buio, Bologna

Eric Ambler,
Motivo d'allarme
Adelphi

Incidente o delitto nella nebbiosa Milano del 1937? Una spy-story costruita su perfetti congegni narrativi dove sicari, trafficanti e spie danno la meglio attorno a un progettista anglosassone impegnato in una fabbrica italiana all’avanguardia per macchine messa a punto proiettili. scelto da Gianni Mena

 

Nadia Fusini,
Possiedo la mia anima, il segreto di Virgina Woolf
Mondadori

Costantemente intrigante la biografia di Virginia Woolf di Nadia Fusini. Pagine e pagine che si inoltrano in ogni piega della famosa, eclettica, scrittrice inglese. Nella manifesta passione della stessa per la vita: “Per me nulla è reale, se non quando scrivo...”.Facendo parlare il diario, i romanzi, le lettere, i frammenti memoriali, viene qui ricreato l'intero mondo di Virginia Woolf: dalla Kensington natale, vittoriana e altoborghese, alla vita nuova nel quartiere bohémien di Bloomsbury, dalla battaglia femminista al pacifismo, alle posizioni rivoluzionarie sulla letteratura, sull'arte, sull'etica. Intorno alla scrittrice inglese si muove, in un affresco mobile e vivace, un mondo ricco di intelligenza, eccentricità e bizzaria che seppe affrontare con slancio generoso le prove scabrose della modernità.
per Bookavenue scelto da Giacomo Giacci

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Marzo 2008

Itaca per sempre
Luigi Malerba
Mondadori

Un uomo torna, una donna soffre.
Itaca per sempre è un gran libro, passatemi la frase banale. Malerba è bravo, si finge di volta in volta Ulisse e poi Penelope,mettendo su un vero e proprio diario dei due protagonisti, colmando quel vuoto di introspezione che rimproveriamo (scioccamente, tra l’altro) ai poemi omerici.
Il punto da cui parte Malerba è: Ulisse torna ad Itaca, camuffato, travestito da mendicante, si lascia riconoscere da pochi ma non dalla sua sposa, assediata da anni dai proci e dal dolore della scomparsa inspiegabile di Ulisse. Che succede poi? Ulisse e Penelope si incontrano, parlano, non si riconoscono, ma in realtà che pensano?
E quanto è davvero donna Penelope? Tanto, è arrabbiata con Ulisse, ha tessuto e disfatto una stupida tela per restare fedele ad un uomo che per l’ansia di scoprire e viaggiare s’è fatto il giro del mediterraneo tradendola a volte, e lei lo sa.
Quanto è davvero uomo Ulisse? Tanto, ha paura di quello che troverà in patria, mille dubbi lo assalgono ritrovando la sposa cambiata, indurita dagli anni di solitudine.
Vale la pena leggere Itaca per sempre, ci fa sentire meno soli. Tutti abbiamo una Itaca alla quale tornare, tutti una tela da fare e disfare nell’attesa, ed è così da millenni.

Per Bookavenue, Layla El Sayed

 

Loretta Napoleoni
Economia canaglia
Il Saggiatore

Dal mercato del sesso europeo all’ascesa della finanza islamica, dall’industria della pirateria in Cina alla pesca di frodo nel Baltico. Il nostro mondo è scosso da forze economiche oscure e anarchiche che stanno trasformando il mercato globale nel nostro incubo peggiore.
Economia canaglia ci offre un viaggio sconvolgente nel nuovo ordine mondiale, governato da forze economiche oscure che, attraverso incredibili capitali e vaste influenze politiche, stanno cambiando la nostra vita. Le connessioni generate da questo fenomeno, nel mercato globale, sono paradossali: le carte di credito triplicano l’indebitamento dei consumatori; grazie all’entrata in vigore dell’euro, il Patriot Act americano, che dovrebbe ridurre il riciclaggio del denaro sporco, in realtà lo facilita; il gioco d’azzardo, illegale in molti stati, trova una fantastica zona franca in internet; i farmaci falsi uccidono mezzo milione di persone all’anno nell’indifferenza generale. Perfino la democrazia, che siamo abituati a considerare come valore assoluto, si è trasformata in un moltiplicatore di schiavitù: dal mercato del sesso europeo ai lavoratori delle piantagioni africane, dall’industria della pirateria in Cina alla pesca di frodo nel Baltico, gli schiavi hanno un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’economia mondiale.

scelto per Bookavenue Giuseppe Dottola

 

Giovanni Bianconi
Eseguendo la sentenza
Einaudi

Le Brigate rosse, che già tante volte hanno mostrato di sapere mettere alle corde lo Stato nonostante i suoi vertici siano sotto processo a Torino, colpiscono con tutta la loro forza e rapiscono il presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro. Eseguendo la sentenza (Einaudi) di Giovanni Bianconi racconta giorno per giorno, ora per ora, minuto per minuto i 55 giorni più lunghi della storia della Repubblica.
Non ci troverete tutto ciò che si accompagna di solito a questo argomento: nessun retroscena complottardo, servizi deviati, incroci internazionali ad alta tensione, patti e omissioni occulte tra gli infiniti attori in gioco.
Soltanto una dettagliata ricostruzione attraverso documenti ufficiali e ricordi dei protagonisti. Eppure semplicemente raccontando (straordinariamente bene) quei giorni, si hanno almeno tre impressioni: che di fronte a un attacco così devastante contro lo Stato si sia deciso troppo in fretta la strategia di difesa; che il linguaggio attraverso cui istituzioni e terroristi si parlavano non sia stato del tutto decifrato (il gerundio del titolo è uno degli esempi); che se fosse un film, ci sarebbero evidenti errori di sceneggiatura. Un'altra impressione: abituati a preoccuparci per le crisi dei nostri attuali governi abbiamo dimenticato da quali profondità abissali un tempo siamo riusciti a risalire.

scelto da Lorenzo Verdirosi

Cristiano de Majo e Fabio Viola. “Italia 2. Viaggio nel paese che abbiamo inventato
Minimum fax

Mettete in una pentola “Viaggio in Italia” di Guido Piovene e aggiungete a vostro piacimento qualunque libro di reportage firmato da David Foster Wallace, mescolate a fuoco lento e a cottura ultimata condite il tutto con una spruzzatina del Vollmann meno selvaggio e Sebald quanto basta. Il risultato ottenuto è un libro che può essere considerato una sorta di immersione nei posti che costituiscono una vera e propria “mappa del nostro immaginario pop, televisivo, culturaloide”, dalla villetta di Cogne ai templi new age di Damanhur, dagli alberghi di San Giovanni Rotondo al teatro Ariston.

scelto da Lorenzo Verdirosi

 

Massimo Cirri, Filippo Solibello Nostra Eccellenza
Chiarelettere

 

Cirri e Solibello, conduttori di Caterpillar, programma cult di Radio2 in onda da dieci anni con 500mila ascoltatori al giorno, raccolgono in queste pagine il ritratto di un'Italia che sembra di fantasia e invece è realtà. Un'Italia matura, consapevole, folle e geniale al tempo stesso, dove il chiacchiericcio della politica televisiva sembra lontano anni luce, dove i problemi si affrontano e si risolvono. Anche divertendosi a farlo e a raccontarlo. C'è il prete che celebra matrimoni civili, e quello che dice messa nella casa del popolo, c'è il vescovo che predica il digiuno dall'automobile, l'imprenditore pavese che vende il riso ai cinesi e il supermercato con il tetto fotovoltaico. Ci sono le auto, che vanno con il metano ricavato dai liquami delle fogne. C'è il sindaco che ha costruito i vigili urbani di cartone e quello che invece lascia le multe al contrario per ringraziare chi parcheggia bene. Ci sono comuni dove i dipendenti vanno a raccogliere funghi per rimpinguare le casse del municipio e altri che hanno fatto i soldi con la discarica di rifiuti che i vicini non volevano. E poi ci sono quelli che risparmiano energia, vivendo meglio. Scuole, condomini, aziende, artigiani e multinazionali. Persone molto differenti, capaci di cambiare stili di vita e di consumo. Da subito, perché il vecchio pianeta non può aspettare.

scelto da Fabrizio Fides

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Febbraio 2008

Boris Pahor
Necropoli
Fazi

Necropoli e` il racconto struggente dei mesi di prigionia trascorsi da Pahor nel campo di concentramento di Natzweiler-Struthof sui Vosgi, dove fu mandato dalla Gestapo perche` appartenente alla Resistenza slovena. L'occasione del racconto nasce da una visita che lo scrittore compie anni dopo nei luoghi della sua prigionia: una sorta di doloroso pellegrinaggio che da` inizio al flusso della memoria. Compaiono cosi` le immagini indelebili di quei giorni in balia del Male assoluto: i volti, i nomi, le storie dei compagni, gli episodi di straordinaria generosita` umana e quelli di infinita degradazione, il lavoro svolto come infermiere, i carcerieri, il freddo, la neve, la fame, i forni, la morte nell'aria.
Un libro bellissimo, costruito e scritto magistralmente, colmo di sofferenza eppure illuminato dalla straordinaria vitalita` di Pahor, che da quella esperienza e` uscito terribilmente segnato ma miracolosamente ancora integro.

per Bookavenue, Gianni Mena

 

Georges Simenon
Il treno
Adelphi

Marcel è un uomo tranquillo, sposato, ha una figlia e vive in provincia.
E’ miope e la sua vita pare proprio che Simenon ce la mostri attraverso i suoi occhi: sfumata, nessun contrasto netto, nessun colore vivace, nulla di nitido, di realmente vivo.
Pure la guerra, l’invasione tedesca, la fuga dalla sua casa scorrono di fronte a lui come appartenessero ad un altro, non un sobbalzo né un moto di paura quando perde moglie e figlia su un treno per rifugiati.
Eppure Marcel per poche settimane proprio su quel treno incontrerà la vita. La gioia dell’incontro, il timore costante della perdita, la passione, l’inutilità rassicurante della quotidianità ed infine le lacrime dell’addio.
“…Ogni giorno che passava intaccava il mio misero capitale di felicità. No, non è il termine esatto. Ma siccome non ne trovo un altro e gli uomini parlano sempre di felicità, sono costretto ad accontentarmi anch’io di questa parola…”
A ricordarci che la vita ci scova ovunque siamo.

per Bookavenue, Layla El Sayed

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Gennaio 2008

Erri De Luca e Izet Sarajlic  - Lettere fraterne - Libreria Dante & Descartes, 2007 - Napoli
 
 
Scrive Salinger ne:"Il giovane Holden"
 
[...] Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira. Non succede spesso, però.
 
Ho la fortuna di conoscere Erri De Luca, dopo qualche domanda in libreria nel 1997 a Bari,è nata una piccola conoscenza che negli anni si è trasformata in un piccolissimo carteggio in cui si parlava di poesia, di amori impossibili, di buone maniere e di Mediterraneo, a volte questo carteggio prende anche la forma di sms, piccoli segnali di presenza e di cura mentre lui è in giro per l'Europa.
 
Questo piccolo libro è un forziere, una piccola cassa di carta dalle cui pagine escono dei tesori: prima la condivisione di entrambi delle poesie russe di Esenin, poi la guerra e il coinvolgimento di entrambi in maniera differente ma sulla stessa linea d'onda, l'amore per Hikmet che scriveva dal carcere :"... mandatemi libri con lieto fine", anche se Erri afferma che :"(...) non esistono più libri a lieto fine".
 

Quando c’è poco tempo e bussano alla porta, battono la città con artiglieria, quando brucia, quando sei solo in un letto d’ospedale, quando arrivi troppo tardi, quando ti mancano le parole e il fiato è corto, allora la poesia, una, prende il tuo posto, prende la tua mano che non ci arriva: e arriva. Negli assedi, nelle prigioni, nelle cantine su pezzi di carta di fortuna si scrivono  poesia. (Erri, p.63)

Caro Erri, dai smettiamola di rincorrerci con queste lettere sui giornali. Rimandiamo la pubblicazione di questo carteggio, dal momento che l’abbiamo proseguito, a un libro da fare insieme, in futuro. Non piacerebbe forse anche a te che un giorno insieme, come i fratelli Grimm di una favola nostra, diventassimo coautori di un libro? E perché il libro non potrebbe essere essere proprio questo? (Izet, p.71)

Una lettura "buona", da consigliare a chi ama la poesia, a chi conosce e ama Erri, e soprattutto a chi può iniziare ad amare Izet.

Non abbiate fretta

Non abbiate fretta di diventare poeti, ragazzi,
prolungate il più a lungo possibile i preliminari.
Essere poeti nella vita, non è lo stesso che in un romanzo.
La poesia non è che una serie di disfatte.
Alla fine forse vi attendono le rose,
ma a lungo, a destra come a sinistra, non conoscerete che le spine.
Non correte verso la gloria, restate giovani più che potete.
Quando non sarà più possibile, il poema nascerà da solo.

da Cristina De Vita - Bari

ndr: Izet Sarajlić - Considerato uno dei principali poeti dell'est europeo, menbro del circolo 99 di Sarajevo e testimone della grande tragedia della Bosnia, Izet Sarajlić (Dolboj, 1930) si è laureato in Lettere alla facoltà di Filosofia di Sarajevo. Nel 1954 fonda il Gruppo 54 che dà inizio alle nuove correnti di poesia moderna in Bosnia Erzegovina. È autore di una trentina di raccolte poetiche, alcune delle quali pubblicate anche in Italia: Il libro degli adii; Magma, 1996; 30 febbraio, San Marco dei Giustiniani, 1999; Qualcuno ha suonato, Multimedia Edizioni, 2001; Un'altra volta saprei, Multimedia edizioni, 2004

 

 

Paolo Giordano
La solitudine dei numeri primi
Mondadori

Un romanzo che è un grande romanzo, di singolare potenza evocativa e poetica. Racconta le storie parallele di due giovani cresciuti con il loro errore primordiale, il guasto dell’anima, lo sbaglio fondamentale, la cui conseguenza modulerà il loro destino imprevedibile, dentro l’affresco corale di una umanità dei due protagonisti: Alice e Mattia, dominata dal potere del dolore . Non c’è altra salvezza se non quella di cui ci assumiamo, noi stessi, la responsabilità.
Un romanzo di esordio straordinariamente bello da non perdere per nessuna ragione. per Bookavenue scelto da Michele.

 

R.L. Carrino,
Acqua Storta
Meridiano Zero

 

Don Antonio è un boss della camorra napoletana. Ai figli ha insegnato i valori della Bibbia, perché la Bibbia "ci dice quello che dobbiamo fare, ci dice quali sono le cose giuste". E portare rispetto è una di queste. Suo figlio Giovanni i discorsi troppo complicati non li capisce, non è come il padre o come sua moglie Mariasole: la "famiglia" è l'unica realtà che conosce, e non si fa troppe domande.
Un periodo al carcere minorile, un matrimonio combinato per mettere pace fra la sua gente e quella di Don Pietro Simonetti, gli affari di famiglia. Poi un giorno Giovanni incontra Salvatore.
E in Salvatore si perde: attrazione in attesa, scombussolamento di viscere, fino a non poterne più fare a meno. Ma il loro amarsi è "una bestemmia sull'altare di Santa Chiara". Con il suo amore Giovanni manca di rispetto a sua moglie e soprattutto alla famiglia. E nel mondo di Don Antonio questo è il peccato più grande. Scelto da Giacomo

 

Del Boca
Grande guerra, piccoli generali, Utet

 

Alla vigilia dello scoppio della Prima guerra mondiale, i più immorali pensavano soltanto di ricavare dei guadagni per potersi adeguatamente arricchire. Gli idealisti, invece, credevano di offrire all'Italia l'opportunità; di conquistare peso e prestigio internazionale, in modo da restituirle quel ruolo che vagheggiavano ma che, dopo i fasti della Roma dei Cesari, era rimasto incartato nei libri della storia classica. Negli ultimi dieci anni, prima di quel 1914, i soldati erano cresciuti alle direttive del generale Paolo Spingardi, ottimo oratore parlamentare e del generale Alberto Pollio, ottimo scrittore. L'uno e l'altro - con tutto lo stato maggiore - coltivavano il mito di Napoleone del quale leggevano con avidità biografie, recensioni, commenti strategici e valutazioni tattiche. Anche culturalmente, gli ufficiali erano rimasti con i piedi e con la testa nelle pastoie del secolo precedente. Come se il tempo fosse trascorso senza lasciare traccia. Al momento dell'entrata in guerra, l'esercito italiano venne affidato a Luigi Cadorna che, se avesse ottenuto risultati proporzionali alla sua presunzione, avrebbe conquistato il globo terracqueo. I guai maggiori di chi combatteva per l'Italia vennero dagli stessi italiani -che dimostrarono di non aver maturato alcuna idea e che, tuttavia, a quel nulla, si aggrapparono con convinzioni incrollabili. Si armarono di ordini assurdi. Pretesero di mandare le truppe all'assalto anche quando ogni logica l'avrebbe sconsigliato. Insistettero nello sfidare le leggi della fisica per fortificare posizioni insostenibili. Per ottenere un'obbedienza supina, fucilarono quelli che apparvero più riottosi o anche solo meno pronti a sacrificarsi. Instaurarono un regime di oppressione che sarebbe risultato odioso per una qualunque dittatura, pur spietata. E provocarono la morte di un numero imprecisato di loro uomini, piazzando le mitragliatrici dei carabinieri dietro le file destinate all'assalto con la disposizione di aprire il fuoco alla schiena dei soldati, se avessero appena ritardato a lanciarsi fuori dalle trincee.


scelto da Marta Riccardo

 

CS Richardson
La fine dell'alfabeto
Garzanti

Ambrose Zephyr fa il pubblicitario e vive a Londra in una piccola casa vittoriana piena di libri. È sposato con Zipper, avida lettrice di ogni cosa, ma con una passione smodata per "Cime tempestose". Alla vigilia del suo cinquantesimo compleanno, Ambrose scopre di avere una malattia incurabile. Gli resta un mese di vita: trenta giorni, non di più. E decide di partire. Insieme con Zipper intraprende un viaggio intorno al mondo, dalla A alla Z, nei luoghi che ha amato e in quelli dove avrebbe sempre voluto andare. Da Amsterdam a (forse) Zanzibar, da Berlino alle piramidi di Giza, passando per la torre Eiffel e Parigi, la città testimone del loro primo incontro. Mentre i giorni scorrono lettera dopo lettera, Ambrose e Zipper trovano il coraggio di vivere appieno ogni prezioso istante strappato al futuro... fin quando, a Istanbul, il loro viaggio prende una piega inaspettata. "La fine dell'alfabeto" è una storia magica e profondamente romantica, un piccolo gioiello, che rimane nella memoria e fa pensare. Con grande intelligenza, humour e uno stile unico, CS Richardson ci regala una bellissima fiaba sull'arte e sulla mortalità, un'ultima avventura nella vita, un'avventura di libertà e di amore.

Per Bookavenue, scelto da Renzo

 

Filippo Tuena
Ultimo parallelo
Rizzoli

Dopo un viaggio di 750 miglia attraverso le distese dell'Antartide Robert Scott raggiunge il polo sud insieme a quattro compagni, ma scopre che la spedizione norvegese di Amundsen lo ha preceduto di cinque settimane. Durante il viaggio di ritorno la squadra di Scott viene annientata dalle terribili condizioni climatiche. I loro corpi verranno ritrovati soltanto dieci mesi dopo accanto ai loro diari e a una macchina fotografica. Partendo da questi scarni dati Tuena ripercorre quello spaventoso viaggio verso la fine del mondo e tesse una feroce allegoria della vanità degli sforzi umani. Una scrittura, evocativa e spietata, documenta l'ultima grande esplorazione geografica terrestre che apre il secolo delle disillusioni e della fragilità. "Ultimo parallelo" è un libro aspro, imprevedibile, disorientante che ha pochi paragoni nella letteratura italiana contemporanea. Molto bello, leggetelo.

per Bookavenue, Remo Andreis

Mauro Casiraghi
La camera viola
Fazi

La prima volta l'ho letto tutto d'un fiato, in una notte, catturata dalla scrittura pulita e scorrevole, innamorandomi del protagonista maschile (sarà il mio istinto di crocerossina!) Poi l'ho riletto e certe pagine, soprattutto nella seconda parte, mi hanno fatto riflettere parecchio, a volte con amarezza, anche se alla fine un filo di speranza forse c'è. Un libro sincero.

scelto da Manuela P.

 

Robert McLiam Wilson
Eureka Street
Fazi

Un romanzo che ti spiazza per l'ironia, l'amarezza, le riflessioni che induce su quanto siano inutili ed infondate tutte le forme di estremismo religioso e politico.
In una Belfast cupa e ammalata di odio e vendetta, Chuckie, protestante, e Jake, cattolico, sono amici di lunga data che l'odio radicato tra le due fazioni religiose e politiche non riesce a dividere, neanche quando una bomba dell'IRA esplode in un bar affollatto nel cuore della città e stronca innocenti vite umane in nome di una sanguinaria rivendicazione di giustizia e libertà.
Ma come si fa a parlare di giustizia e libertà, se questo significa solo gratuito spargimento di sangue e violenza?
Una domanda che si pongono i due amici, lo scrittore stesso (cattolico di Belfast), i lettori.Una domanda che ci si dovrebbe porre anche riconducendola ad altri contesti ancora travagliati da odio e guerra civile.
La lettura è piacevole, lo stile arguto ed amaro insieme. Un libro che non si dimentica.

scelto da Francesco Libreria Feltrinelli BO

 

 

 

 

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