Scelti per voi 2009!

I libri amati e le schede dai nostri lettori.
Questa è la nostra rubrica dedicata al tam tam letterario. Le schede di seguito sono a cura dei lettori della nostra comunità.
Robert Schneider, L'apocalisse
Nella
chiesa di San Venceslao, a Naumburg, in Germania, fa bella mostra di sé
un organo riccamente ornato di decorazioni e magnifici intagli
barocchi. Risale alla prima metà del XVIII secolo, al tempo in cui tra
le città tedesche si combatteva, a colpi di canne e tastiere, una
nobile gara per avere l'organo più imponente. Benché lo strumento di
San Venceslao abbia patito nel corso del tempo molte ingiustizie, il
completo rifacimento, ad esempio, in stile XIX secolo del prospetto
riccamente decorato oppure le bombe degli alleati, dell'originale c'è
ancora così tanto che si può definire a buon diritto un organo
bachiano. A Naumburg, e nell'intera Germania unificata, tutti sanno
infatti che intorno al 1747 Bach trascorse nell'allora amena città
tedesca cinque giorni e cinque notti, alloggiando nella locanda Zum
Grünen Schild e lasciando dietro di sé un conto stratosferico. Tra
numerose birre di Merseburg scolate, brocche di vino, caffè e tabacco
da pipa, Bach ebbe tuttavia il tempo di posare le sue dita gottose
sulla tastiera del grande organo di San Venceslao. Che da allora è
venerato a tal punto da richiamare a Naumburg una carrettata di
professori della Bach Gesellschaft, pronti a ispezionare migliaia di
canne pur di far pervenire alle autorità il loro compunto e
inoppugnabile parere sullo stato di conservazione del vetusto
strumento. Nessuno dei membri illustri della Bach Gesellschaft o dei
disillusi abitanti di Naumburg sa però che dentro il vano dei mantici,
nella pancia dell'organo, la sera della vigilia di Natale del 1992,
aiutato dal fratellastro, l'organista di San Venceslao, il signor Jakob
Kemper, deriso da molti e ignorato dai più, compositore, direttore
d'orchestra, virtuoso dell'organo miseramente fallito, e infine mezzo
pazzo che se ne va in giro per Naumburg con un cappotto appartenuto a
Šostakovič troppo corto per lui e una sciarpa tutta bucherellata dalle
tarme, ha fatto una scoperta sconvolgente. In un fagotto polveroso ha
trovato un incartamento intitolato Apocalypsis Beati Ioannis Apostoli
Oratorio, una partitura di 168 pagine di una misteriosa, sconosciuta
opera di Johann Sebastian! Dal giorno della scoperta, Kemper si è
asserragliato in casa, anche perché la faccenda non è senza conseguenze
per lui. Più penetra nello studio di quella strana partitura, più
incubi terribili, visioni e presagi oscuri si assembrano nella sua
mente... Divertente, sostenuto da un sofisticato e sottile humour,
attraversato da echi manniani nella sua ironica dimensione faustiana,
L'Apocalisse è una splendida conferma del talento letterario di Robert
Schneider.
Dall'autrice de "La ragazza con l'orecchino di perla"
Tracy Chevalier, Strane creature
È
il 1811 a Lyme, un piccolo villaggio del Sussex, sulla costa
meridionale inglese. Le stagioni si susseguono senza scosse in paese e
il decoro britannico si sposa perfettamente con la tranquilla vita di
una provincia all'inizio del diciannovesimo secolo. Un giorno, però,
sbarcano nel villaggio le sorelle Philpot e la quiete è subito un
pallido ricordo. Vengono da Londra, sono eleganti, vestite alla moda,
sono bizzarre creature per gli abitanti di quella costa spazzata dal
vento.
Margaret, diciotto anni, riccioli neri e braccia ben tornite, sorprende
costantemente tutti coi suoi turbanti verdolini sconosciuti alle
ragazze di Lyme, che se ne vanno in giro ancora con grevi vestiti stile
impero. Louise, meravigliosi occhi grigi e grandi mani, coltiva una
passione per la botanica che è incomprensibile in quel piccolo mondo
dove alle donne è dato solo di maritarsi e accudire i figli.
Ma è soprattutto Elizabeth, la più grande delle Philpot, a costituire
un'eccentrica figura in quel paesino sperduto sulla costa. Ha
venticinque anni. Dovrebbe comportarsi come una sfortunata zitella per
l'età che ha e l'aspetto severo che si ritrova, ma se ne va in giro
come una persona orgogliosamente libera e istruita che non si cura
affatto di civettare con gli uomini.
In paese ha stretto amicizia con Mary Anning, la figlia dell'ebanista.
Quand'era poco più che una poppante, Mary è stata colpita da un
fulmine. La donna che la teneva fra le braccia e le due ragazze accanto
a lei morirono, ma lei la scampò. Prima dell'incidente era una bimba
quieta e malaticcia. Ora è una ragazzina vivace e sveglia che passa il
suo tempo sulla spiaggia di Lyme, dove dice di aver scoperto strane
creature dalle ossa gigantesche, coccodrilli enormi vissuti migliaia di
anni fa.
Il reverendo Jones, un uomo con il volto squadrato, i capelli a
spazzola e le labbra sottili che non stanno mai ferme, dice che le cose
non possono stare in questo modo, perché sarebbe contrario alla Bibbia.
Dio non può aver creato delle bestie così grandi per poi sbarazzarsene.
Elizabeth Philpot però non solo presta fede alla ragazzina, ma la
protegge anche dai cacciatori di fossili e dagli avventurieri che
accorrono a frotte a Lyme. Tra questi anche l'affascinante colonnello
Birch, un militare dritto e sicuro di sé dai bei capelli folti e neri,
che infrange il cuore di Mary e suscita una morbosa, irresistibile
attrazione nella maggiore delle Philpot.
Basata sulla storia vera di Mary Anning, la ragazzina che a Lyme Bay
portò alla luce il cranio del primo ittiosauro e rese così possibile
quella svolta negli studi sull'evoluzione che trovò il suo coronamento
nel 1859, con la pubblicazione dell'Origine delle specie di Darwin,
Strane creature è una delle opere più riuscite di Tracy Chevalier:
un'avvincente storia di donne che lottano contro le ottuse convenzioni
di un'epoca per aprire la strada al progresso e alla conoscenza.
Giaime Alonge, L'arte di uccidere un uomo
L’arte
di uccidere un uomo è un romanzo bellico e come tale è pieno di
sconfinamenti e mutuazioni dal cinema di guerra. Il bellico, infatti, è
uno di quei generi che, come la fantascienza o il noir, si sono
sviluppati a cavallo tra letteratura e cinema, finendo con il creare un
bagaglio comune di immagini, situazioni, personaggi.
Quello
della missione portata a termine da un gruppo di soldati eterogeneo per
provenienza geografica e sociale, e per idee e visione del mondo, è un
vero e proprio topos del war film, da Obiettivo Burma (1945) a Salvate
il soldato Ryan (1998). Senza considerare che i film sui mercenari – I
quattro dell’Oca selvaggia (1978), I mastini della guerra (1980)
– rappresentano a tutti gli effetti un sotto-genere del war movie.
Ma nell’Arte di uccidere un uomo si respira anche l’aria di altri
generi cinematografici. Il western, innanzi tutto, quello classico di
John Ford, così come il neo-western di Sam Peckinpah. E a metà del
viaggio dei protagonisti attraverso le montagne tra Iraq e Turchia,
improvvisamente, la vicenda prende una svolta da racconto d’avventura
al limite del fantastico. In quei capitoli, il romanzo diventa una
specie di mélange tra I predatori dell’arca perduta (1981), Conan il
barbaro (1982) e il racconto di Rudyard Kipling L’uomo che volle farsi
re, di cui nel 1975 John Huston fece una memorabile versione
cinematografica con Sean Connery e Michael Caine, quest’ultimo modello
esplicito di uno dei due eroi del mio romanzo. E andando oltre il
cinema, è chiaro che nelle pagine dell’Arte di uccidere un uomo ci sono
anche certi fumetti popolari negli anni Settanta, come Tex, Zagor e
Guerra d’eroi, oltre che – ovviamente, per chi oggi è intorno ai 40
anni – Sandokan.
Non si tratta di nostalgia per il pop degli anni Settanta, che è anzi
un atteggiamento che non amo, ma ognuno si porta dietro la cultura in
cui è cresciuto, anche incosapevolemente. Qualche mese fa mi è capitato
per caso di rivedere una puntata di Sandokan, che appunto mi aveva
assolutamente stregato da bambino, ma cui da allora non avevo più
pensato molto, e certo non mentre stendevo il romanzo. Rivedendo le
immagini di quello sceneggiato, all’improvviso mi sono reso conto che i
due protagonisti del mio libro sono chiaramente una trasfigurazione di
Sandokan e Yanez.
Il mio primo ricordo cineamtografico è I magnifici sette (1960), visto
al cinema all’aperto di Ceriale Ligure. Se dovessi definire L’arte di
uccidere un uomo con una sola frase, come si fa davanti ai produttori
hollywoodiani, direi che si tratta dei Magnifici sette con i veterani
dell’Armata Rossa, in una parola: un eastern.
Politica e criminalità, complotti e rocambolesche avventure nel nuovo romanzo di un maestro del noir d’Oltralpe in libreria il 18 novembre
Serge Quadruppani,Rue de la Cloche
Si
chiamava Juliette, ma lui non era Romeo. Il suo nome era Léon,
traduttore disilluso, amante svogliato, deciso a macerarsi nel suo
dolore senza lasciarsi coinvolgere in palpitanti avventure. Se non
fosse che ha gettato via il manoscritto di un libro che nessuno ha
letto e che pare indaghi sull’ultima delle Grandi Opere del Presidente;
che c’è la guerra del Golfo, la Yakuza sbarca a Parigi Est e le banche
si scontrano in Rue de la Cloche. Se non fosse che alle Presses de
France gli intrighi dei capoccia valgono un bombardamento chirurgico.
Se non fosse che Juliette è sparita in un buco nero e che fioccano i
morti. Perché Léon ha incontrato Emile K., l’ex superpoliziotto, e
allora, come nel Golfo, tutto rientrerà nell’ordine, ma non nell’ordine
previsto.
Serge Quadruppani, francese, è nato nel 1952. Vive tra
Roma e Parigi ed è direttore di una collana pubblicata da Metailié
dedicata al noir italiano. Ha scritto diversi saggi e romanzi noir, fra
cui L’assassina di Belleville, La breve estate dei colchici, La notte
di Babbo Natale, pubblicati nei Gialli Mondadori. Per Marsilio sono
usciti nel 2007 In fondo agli occhi del gatto e nel 2008 Y, primo
volume di una trilogia poliziesca che prosegue con Rue de la Cloche.
Traduttore dall’americano e dall’italiano, è la voce francese di alcuni
dei migliori giallisti del nostro paese, da Andrea Camilleri a Massimo
Carlotto, da Marcello Fois a Giancarlo De Cataldo.
La vita come un romanzo russo

Di Geraldine Meyer da "Sul romanzo"
I libri di Carrere pongono sempre più di qualche difficoltà. Sia nel definirli, sia nel recensirli. E forse questa è la dimostrazione che ci si trova dinanzi a uno scrittore quantomeno complesso. C'è sempre, tra le sue righe, come una fastidiosa musica di sottofondo. E non si riesce mai a capire se sia la storia o un personaggio o l'atmosfera tutta del libro. Vi ricordate la “Settimana bianca” o “L'avversario”? Fin dalle prime pagine, senza bisogno di sapere come proseguisse la storia, si veniva sommersi da un senso di disagio, quasi di freddo. >>segue
Layla intervista il vampiro
Che
di vampiri se ne abbia davvero abbastanza si sa, in libreria ce lo
diciamo tutti i giorni. E dire che io la Meyer l’ho pure letta, faccio
parte dello stuolo di teen o presunte tali che hanno seguito le
peripezie di Edward e Bella, ho passato l’età per attaccare il poster
di Pattinson in cameretta ma ho comunque dovuto riconoscere che
l’autrice è brava..una brava furbacchiona: sa come farsi leggere.
Nonostante l’argomento “non morti” sia ormai arrivato alla sua
saturazione con la spallata finale della Smith per Newton &
Compton, sono qui a suggerirvi di leggere Intervista col vampiro,
bestseller di qualche anno fa firmato Anne Rice .Se subite il fascino
delle creature della notte non vi sarà difficile chiudervi in casa per
un paio di giorni e divorarlo. La Rice i vampiri ve li presenterà
bellissimi, potentissimi, colti, ricchi, amorali come Lestat, ( e come
i Volturi..) o romantici, assorti ed estasiati dal mondo come Louis, e
soprattutto aprirà uno squarcio su una questione: si può scegliere di
diventare vampiri? Il tema del libero arbitrio in chiave decisamente
gotica dunque. Struggimenti e patimenti squisitamente umani in corpi
immortali, il tutto gettato nella giostra dei secoli tra New Orleans e
Parigi. Ne vale la pena, poi potrete abbandonare il genere senza
rimpianti.. (ne dicano pure le case editrici le quali non accennano a
mollare l’osso e scovano presunte Meyer ad ogni angolo di strada…) La
Rice è un must. ls 26-11
La strada verso casa
Come
tanti altri migranti dell’Est, armato di cieca fiducia e di una volontà
di ferro, Lev intraprende un lungo viaggio per raggiungere
l’Inghilterra, nei suoi sogni la patria della ricchezza e della
fortuna.E di fortuna ne ha proprio bisogno, disoccupato, con una figlia
di quattro anni e una madre anziana da mantenere dopo la morte della
moglie. L’arrivo a Victoria Station segna la fine di ogni illusione: lo
straniero si ritrova solo, con le tasche vuote, smarrito in una città
ostile, che non ha nulla di meglio da offrirgli se non una attività di
volantinaggio per un venditore di Kebab. Inizia così una picaresca
avventura, a tratti comica, spesso dolorosa, attraverso la sconosciuta
metropoli, all’insegna della precarietà e alla disperata ricerca di un
nuovo senso di appartenenza. Fra incontri bizzarri e insperate
opportunità, Lev trova l’amicizia nella casa di un idraulico irlandese
alcolizzato, riscopre l‘amore nella inquieta e sensuale Sophie, e
impara ad affrontare ogni sfida con l’unica risorsa cui aggrapparsi:
un’incrollabile fede nei suoi sogni. L’autrice ha saputo affrontare un
tema di scottante attualità: e cioè di come noi guardiamo l’altro, di
come percepiamo la diversità. E di come l’altro – lo straniero a casa
nostra - a dirla con la pancia, vive il tormentato mondo dell’ousider
sapendo di esserlo. Il libro, pienamente riuscito, mi ha tenuto
incollato e appassionato fino all’ultima pagina. (Rose Tremain, In
cerca di una vita, Tropea editore) mg 26-11
Wu Ming, Altai
Il
ritorno dei personaggi e delle ambientazioni di Q in uscita da Einaudi
il 17 Novembre. Con Q esordiva, nel 2000, il collettivo Luther
Blissett, oggi Wu Ming. Un esordio di grande successo, in Italia come
all'estero. A distanza di quasi dieci anni il collettivo torna alle sue
origini con un nuovo romanzo, Altai, che di Q riprende le ambientazioni
e alcuni dei personaggi. E tra battaglie epocali - Nicosia, Famagosta e
lo scontro finale di Lepanto -, intrighi e scontri di civiltà Wu Ming
firma un romanzo avvincente che presenta tutti gli ingredienti che
hanno reso Q un successo internazionale.
Così Wu Ming 4 ha parlato
del nuovo romanzo: «Altai per noi è stata l'occasione per tornare sul
"luogo del delitto", al nostro romanzo d'esordio che è anche il nostro
più noto, con molte traduzioni all'estero. La scelta è stata
determinata da tanti fattori, sommovimenti interni al collettivo e il
senso di un ciclo che si stava compiendo. Avevamo bisogno di raccontare
lo sforzo di cambiare il mondo, al centro di Q, in chiave più
problematica e con un protagonista diverso, non più lo straniero senza
nome. Ma abbiamo scelto ancora un io narrante, un protagonista che
incontra alcuni dei personaggi che hanno popolato le pagine di Q,
quindici anni dopo il suo epilogo. Tra loro anche il protagonista di Q,
ormai settantenne e con una diversa consapevolezza. Ma Altai non è
semplicemente un sequel di Q, è un romanzo diverso, diverso il ritmo e
la percezione del mondo dei personaggi. Il teatro però è lo stesso di
Q, il Mediterraneo orientale. Siamo ancora nell'impero ottomano, un
mondo complesso che ci ha riservato molte sorprese».
Che la festa cominci
Nel
nuovo romanzo di Niccolò Ammaniti gli ultimi Cavalieri dell'Apocalisse
fanno riunioni sataniste in una pizzeria di Oriolo Romano. Uno
scrittore di successo da anni non scrive più una riga. Un palazzinaro
si compra dal Comune di Roma un parco pubblico di 170 ettari per farne
la sua residenza privata. E organizza la festa esclusiva e imprevista
del secolo. Un romanzo spericolato dove Niccolò Ammaniti riunisce tutte
le caratteristiche che ne fanno il beniamino di milioni di lettori. Il
divertimento più scatenato insieme all'amore incondizionato per
personaggi che non lasceremo più, fino all'ultima pagina.
L'immaginazione anarchica insieme a una lucidità senza scampo che fruga
e rivela ogni nostro più vergognoso segreto.
Fred Vargas,
Scorre la Senna
La donna grassa volò al di sopra del parapetto del ponte National fino
alle acque nere della Senna. Il fiume scorreva veloce, spinto da un
vento gelido. Nessuno per strada, nessuno che fosse lì a vedere. Bar
chiusi, taxi assenti, città deserta. Il Natale è una festa domestica,
interna. Così, prima di mezzanotte tutti si sono rintanati. La donna
grassa volò in acqua senza che nessuno s'immischiasse.
Scorre la Senna è un libro senza precedenti nella produzione di Fred Vargas, una raccolta che riunisce gli unici tre racconti, inediti in Italia, mai pubblicati dalla scrittrice francese - Salute e libertà, La notte efferata e Cinque franchi l'una. Protagonista delle tre indagini il più amato tra i personaggi inventati da Vargas, Jean-Baptiste Adamsberg - la cui ultima avventura, Un luogo incerto, ha superato le 115.000 copie vendute. E come sempre accade nelle indagini del commissario, ironia e mistero, crimini efferati e inattesi colpi di scena si alternano creando un'atmosfera inquietante sottolineata dai disegni in bianco e nero di Edmond Baudoin - illustratore anche dell'unica graphic novel scritta da Vargas, Les quatre fleuves. Nei tre avvincenti casi di Scorre la Senna i lettori di Vargas ritroveranno tutte le caratteristiche che hanno reso i suoi romanzi dei grandi successi. Se è necessario tutto l'intuito di Adamsberg per risolvere il caso al centro di Salute e libertà, e svelare gli insospettabili legami tra alcune minacciose lettere anonime e l'improvvisa comparsa di un barbone sulla panchina davanti al commissariato, a essere messa alla prova in Cinque franchi l'una è l'inventiva del commissario, alle prese con il testimone di un delitto poco propenso a collaborare. Mentre un omicido commesso la notte di Natale, La notte efferata, è il punto di partenza per una indagine che svela uno scambio di identità e regala ai lettori una riflessione sul Natale decisamente lontana dalla retorica della ricorrenza.
Leggere Lolita a Teheran
di Carla Casazza
Quando nel 1979 in Iran avvenne la a cosiddetta rivoluzione islamica che depose lo scià e collocò al potere l'ayatollah Khomeini, ero poco più che una bambina quando, avevo 12 anni e cominciavo a scoprire che il mondo non era rosa come lo avevo immaginato fino ad allora. Rimasi turbata vedendo scorrere al telegiornale le vicende che coinvolsero quel paese sia perchè, per la prima volta, coglievo il binomio islam-politica, sia perchè la mia sensibilità ed il mio idealismo di ragazzina cresciuta in un ambiente familiare in cui le donne erano molto emancipate, furono estremamente toccati nel vedere quali pesanti restrizioni subì la libertà delle iraniane in quegli anni. leggi
Susanna Tamaro Il Grande Albero
'Il
grande albero' è l'ultimo frutto della penna di Susanna Tamaro,
Protagonista un albero, appunto, ma dalla vita eccezionale, da subito
diversa da quella dei suoi simili. La Tamaro tocca con la sua
creatività temi come l'amore, la natura e la continuità della vita,
lungo le pieghe dell'esistenza di un abete che incontrerà l’imperatore
d’Austria Francesco Giuseppe, verra’ toccato dalla principessa Sissi,
rischiera’ di diventare un violino, ascoltera’ i sussurri degli
innamorati e i versi dei poeti. E poi lascera’ la radura dove e’ nato e
conoscera’ la vita di una metropoli, diventando l’albero di Natale di
Piazza San Pietro a Roma.
Accanto al maestoso protagonista i ragazzi potranno divertirsi con
Crick, uno scoiattolo dal pelo ramato, che abita tra le sue fronde ed
e’ determinato a salvare il maestoso abete da questo triste destino e
fara’ di tutto per tornare insieme a lui nel bosco. Ma sembra che
l’unica persona in grado di aiutarlo davvero sia quel puntino bianco
che Crik vede affacciato a una finestra di un grande palazzo,
quell’essere umano che tutti ascoltano in devoto silenzio: il Papa.
Ecco quindi che, nella storia, il grande albero diventa un osservatorio
privilegiato da cui scrutare la realta’ circostante, un occhio
spalancato sul mondo, un orecchio sempre teso all’ascolto.
Un viaggio nell'Asia post bolscevica
Per
la libertà si può sacrificare tutto, anche la vita. Dopo la rivoluzione
bolscevica del 1917, il nomade Amangheldy fresco sposo di Ainagul' col
figlio Kudai in fasce, nell' Asia centrale in fiamme tra l'avanzata
dell'Armata rossa ad ovest e dei cinesi ad est, lascia al sicuro la
famiglia e ingaggia col destino una lotta eroica e disperata per
difendere il suo popolo. Assieme al compagno e amico Kamdam, in uno
scenario fatto di violenza e sopraffazione, percorre le tappe
dell'inevitabile tragedia impegnandosi in una guerra personale contro
il barbaro invasore, tenendo in scacco per cinque anni la potentissima
Armata rossa: così rinuncia a salvare se stesso mettendo al primo posto
l'onore della sua gente. Tradito da due disertori, infatti sarà
fucilato assieme a Kamdam. Dopo 'L'amico di Stalin' vincitore del
premio Cuneo, Nereo Laroni, consigliere regionale del Veneto ed ex
sindaco di Venezia, col romanzo 'Il profumo dell'erba', si conferma
scrittore dalle forti connotazioni umane e sociali, trovando
un'esemplare sintesi tra lo sfondo naturale delle steppe asiatiche e i
fatti devastanti della storia, per lanciare il suo il messaggio
antitotalitario di libertà. Un elogio appassionato e coinvolgente. E in
questo viaggio, narrando una storia d'amore e morte, come contaminato
da una venezianità senza frontiere, segue il filo d'Arianna delle
avventurose piste tracciate da Marco Polo con la preparazione dello
studioso che conosce l'evoluzione politico-istituzionale di un'area
complessa e inquieta come l'ex Unione Sovietica. Tra lacrime e sangue,
in un intreccio di culture che oggi appaiono sempre più vicine
all'Occidente globalizzato, là dove si incontrano turchi e slavi,
mongoli e cinesi, Laroni ci racconta la storia del partigiano
anticomunista Amagheldy e della sua famiglia, con un finale
'apocalittico' a sorpresa che riguarda il figlio Kudai, ricco esule in
America e il cui ritorno in patria 'per annusare il profumo dell'erba'
sarà fulminante. scelto da Giuliano Ramazzina
Nereo Laroni, Il profumo dell'erba, Marsilio editore
Un romanzo civile
“La
signora del caviale” racconta di una comunità di pescatori di storioni
sulle rive ferraresi del Po. Un intreccio di uomini, di storie e di
amori, all’ombra della seconda guerra mondiale. A tenere le fila della
vicenda la presenza discreta e distante della signora del caviale. Lei,
ebrea, scompare con le leggi razziali e assieme a lei finisce per
sempre l’epoca del caviale del Po. Un romanzo che racconta uno dei
maggiori drammi del Novecento, le persecuzioni razziali, visto con gli
occhi all’inizio ingenui e ignari di un bambino. Un romanzo poetico e
forte che si legge tutto d’un fiato e che non si dimentica. Il libro è
pubblicato da Cult editore. scelto da Carla
letture. memorie in tempo di guerra

Dacia Maraini
La nave per Kobe
Rizzoli
Per la prima volta la scrittrice Dacia Maraini si sofferma a raccontarci del suo legame con la madre svelando aspetti della storia di famiglia ancora inediti e soprattutto interrogando gli anni di permanenza in Giappone prima e all'inizio della seconda guerra mondiale. Aiutata nel ricordo da alcuni diari tenuti in quegli anni dalla madre, la scrittrice ricostruisce in forma di racconto il suo rapporto con la madre, un rapporto solo apparentemente distratto dalla seduttiva bellezza del padre, me nel tempo solidificatosi nel riconoscimento della sua forza coraggiosa e generosa. scelto da Francesca
Bioetica. Il libro di Ignazio Marino
Dal
2006 ad oggi, ovvero da quando ha iniziato a dedicare parte del suo
tempo allo studio del testamento biologico, ha seguito con attenzione
l’orientamento degli italiani attraverso numerose ricerche e indagini
demoscopiche, realizzate tra la popolazione in generale ma anche
all’interno di gruppi di persone selezionate sulla base della loro
professione, religione, appartenenza geografica, livello sociale e
culturale. Vi è un dato che rimane costante nel tempo e che risulta
sempre identico in tutte le indagini: la stragrande maggioranza degli
italiani è convinta che le decisioni su come affrontare le terapie
nelle ultime fasi della vita debbano spettare all’individuo, a nessun
altro. I cittadini conoscono bene i termini della questione, sono
consapevoli dei propri diritti e non intendono rinunciarvi.
Interveniamo a proposito di medicina, fede, etica e diritti,
pubblicando un estratto sul tema del testamento biologico dal capitolo
intitolato “Che cosa ne pensano gli italiani?” dal libro "Nelle tue
mani" di Ignazio Marino, medico, senatore, candidato alla segreteria
del Pd, pubblicato da Einaudi. leggi
Luis Sepulveda,
L'ombra di quello che eravamo,
Guanda
Tre amici si danno appuntamento in un magazzino di Santiago del Cile. Li accomuna l’antica militanza tra i sostenitori di Salvador Allende e uno sguardo amareggiato sulla vita. La città è molto cambiata, e anche loro non sono più gli stessi: c’è chi ha una valvola saltata in seguito a un soggiorno obbligato in un centro di tortura, chi ha perso la splendida chioma alla Jimi Hendrix, chi ha messo su una ragguardevole pancia. Convocati dall’anarchico Pedro Nolasco, detto l’Ombra, per compiere insieme un’ultima, audace azione rivoluzionaria, Lucho Arancibia, Lolo Garmendia e Cacho Salinas hanno però deciso di scrollarsi gli anni di dosso e attendono l’arrivo del loro leader. Invano: perché il destino cieco e beffardo ci mette lo zampino, prendendo le forme di un mitico giradischi che si trasforma in un micidiale proiettile, riservando a Nolasco la più musicale delle uscite di scena. Chi prenderà il suo posto, in una vicenda che è una girandola di coincidenze, se non il più sprovveduto tra i militanti delle molte correnti di un tempo, quel Coco Aravena a cui il destino offre finalmente una possibilità di riscatto? E dove condurranno le indagini dell’ispettore Crespo, alle prese con l’identificazione di un cadavere e con un furto di elettrodomestici? Il nuovo libro di Sepulveda, L'ombra di quel che eravamo dice anche altro. Racconta il sentimento di straniamento di chi per forza o per scelta ha abbandonato la propria terra quale che sia la ragione. Tutti ci portiamo il ricordo lieve dei posti a noi cari. Quando torniamo, pensiamo di trovare in quel posto la fotografia che abbiamo conservato, trovadolo invece diverso da come lo abbiamo amato. Ed ecco che siamo esuli in terra natia e stranieri a noi stessi. Un libro da leggere assolutamente! mg >> guarda il video
Come la musica cambia il corpo 1
Gianluca
Morozzi è uno degli autori italiani più duttili e prolifici. Bolognese,
di nascita e di sfegatata fede calcistica, classe 1971, dopo l'incontro
con Giorgio Pozzi della Fernandel inizia la sua brillante carriera di
scrittore che prosegue tra la piccola casa editrice ravennate e la
Guanda. Ha pubblicato i romanzi : "Despero", "Dieci cose che ho fatto
ma che non posso credere di aver fatto, però le ho fatte", "Accecati
dalla luce", la raccolta di racconti "Luglio, agosto, settembre nero",
"L'abisso", "Le avventure di zio Savoldi" tutti usciti da Fernandel.
Presso Guanda ha pubblicato i romanzi "Blackout", "L'era del porco",
"L'Emilia o la dura legge della musica" e “Colui che gli dei vogliono
distruggere”. Oltre ai romanzi già pubblicati, ha all'attivo numerosi
racconti, inseriti in diverse antologie. Nella sua produzione sono
frequenti i riferimenti alle esperienze personali, in particolare
quelle inerenti la fede calcistica per il Bologna FC e la musica. È il
chitarrista degli Street Legal, una tribute band che omaggia Bob Dylan.
Ha suonato nel cd "Deviazioni", tributo a Vasco Rossi pubblicato in
allegato al Mucchio Extra, realizzando con Andrea Parodi il brano
"Brava". Nel 2008 Carmine Brancaccio ha scritto la sua biografia, dal
titolo “L'era del Moroz. Tra la vita e la scrittura” di Gianluca
Morozzi.
Il suo ultimo romanzo è “Colui che gli dei vogliono distruggere”. Terra
L: un mondo quasi uguale al nostro, a parte qualche rilevante
differenza. Fra i tetti di Bologna, su Terra L, vive un su - pereroe.
Si chiama Leviatan. I suoi poteri cambiano ogni dodici ore, in maniera
incontrollabile. Da più di un secolo difende l’umanità da ogni
pericolo. Nella sua identità segreta, Leviatan si fa chiamare Daniel,
vende dischi e fumetti rari ed è fidanzato con un’isterica scrittrice
di romanzi erotici. Che è innamorata di Leviatan. Su Terra L vive anche
un altro eroe, un uomo che, sbucato dal nulla a New York nei primi anni
Sessanta, ha scritto tutte le canzoni più famose della storia della
musica. Si chiama Johnny Grey. Artisti come David Bowie o Lou Reed,
privati del proprio sfogo artistico, sono diventati folli
supercriminali, sempre impegnati in macchinazioni che Leviatan deve
sventare. Terra Prima: il nostro mondo rassicurante e familiare. Qui i
supereroi vivono soltanto nei fumetti, e David Bowie e Lou Reed sono
rispettate rockstar. Su Terra Prima, un musicista di nome Kabra ha
pochi giorni per scrivere la canzone che rilancerà i Despero, la sua
storica band, e sfuggire ai tentativi di seduzione della bella Elettra,
chitarrista talentuosa e pazza. Nella sua tragicomica odissea, preda di
una terribile crisi creativa, si imbatte in un edicolante che blatera
di supereroi e di supercriminali dai nomi molto noti.
Come la musica cambia il corpo 2
Un
interessante cambio di prospettiva sulla musica e sulle sue influenze
si legge con l'uscita del libro “La rivolta dello stile” che il
giornalista Pierfrancesco Pacoda ha scritto con il sociologo e
antropologo Ted Polhemus. La musica è il linguaggio per eccellenza
delle culture giovanili. Espressione di un confuso supermarket dello
stile, definisce oggi i confini, sottili, delle comunità, e ha
sostituito così l’appartenenza a un’etnia basata sulle radici e la
tradizione. Fenomeno sempre più al centro della cultura delle
metropoli, dove i ragazzi fondano la loro identità proprio sui suoni
nei quali si riflettono. Quegli stessi suoni che non si limitano più a
essere canzoni, ma generano linguaggio, abbigliamento, consumi. Quello,
insomma, che viene definito “stile di vita”. Questo libro è una guida
alle modificazioni che solcano i codici del lifestyle e della società,
ricostruendo una geografia fatta di luoghi, club, stelle del rock e dj
di successo che, inconsapevolmente, hanno messo in relazione la strada
e i consumi, l’underground e l’alta moda, sovrapponendo frammenti di
una ribellione che passa dal rock’n’roll a Malcolm X, da Vivienne
Westwood ai chicanos che ballano nei club latin only di New York.
Polhemus e Pacoda raccontano la nascita di una rivoluzione che,
attraverso i grandi protagonisti della musica bianca e nera, ha
contribuito a cambiare il volto dell’America e dell’Europa.
Cormac McCarthy
Sutree
Einaudi
Ci sono voluti vent'anni, non molto più del tempo impiegato da Cormac McCarthy per scriverlo, perché i lettori potessero trovare in libreria la traduzione italiana di Suttree. Salutato come «il più esilarante e il più insopportabilmente triste dei libri di McCarthy» e «insuperato nella letteratura americana» (Stanley Booth) o più semplicemente come «il capolavoro di Cormac McCarthy» (Roger Ebert), Suttree occupa senz'altro un posto di rilievo nella produzione letteraria dell'autore di capolavori come Meridiano di sangue e La strada. Si tratta di un lungo romanzo - di ispirazione autobiografica, si mormora - incentrato sulle (dis)avventure di Cornelius Suttree, un uomo che vive in una fatiscente casa galleggiante sotto un ponte di Knoxville e si mantiene pescando sul fiume Tennessee. Di notevole cultura e proveniente da una famiglia benestante, Suttree passa la vita ubriacandosi e bighellonando insieme alle persone che popolano McAnally Flats, il quartiere più fetido di Knoxville. Ma soprattutto cerca inutilmente di tenere fuori dai guai il deuteragonista più divertente mai creato dall'immaginazione di Cormac McCarthy, Gene Harrogate, il «topo di campagna», che appare per la prima volta illuminato dai riflettori della polizia con le braghe calate a pancia in giù su un'anguria affaccendato in faccende che il tatto impone di lasciare all'immaginazione.

Azar Nafisi
Leggere Lolita a Teheran
Adelphi
di Carla Casazza
(Dal risvolto di copertina)
"Nei due decenni successivi alla rivoluzione di Khomeini, mentre le
strade e i campus di Teheran erano teatro di violenze tremende, Azar
Nafisi ha dovuto cimentarsi in un’impresa fra le più ardue, e cioè
spiegare a ragazzi e ragazze esposti in misura crescente alla catechesi
islamica una delle più temibili incarnazioni dell’Occidente: la sua
letteratura. Il risultato è uno dei più toccanti atti d’amore per la
letteratura mai professati – e insieme una magnifica beffa giocata a
chiunque tenti di interdirla."
Quando nel 1979 in Iran avvenne la a cosiddetta rivoluzione islamica
che depose lo scià e collocò al potere l'ayatollah Khomeini, ero poco
più che una bambina quando, avevo 12 anni e cominciavo a scoprire che
il mondo non era rosa come lo avevo immaginato fino ad allora. Rimasi
turbata vedendo scorrere al telegiornale le vicende che coinvolsero
quel paese sia perchè, per la prima volta, coglievo il binomio
islam-politica, sia perchè la mia sensibilità ed il mio idealismo di
ragazzina cresciuta in un ambiente familiare in cui le donne erano
molto emancipate, furono estremamente toccati nel vedere quali pesanti
restrizioni subì la libertà delle iraniane in quegli anni.
Leggere oggi il libro della Nafisi mi ha chiarito molte idee su ciò che
accadde allora, sulle vicende che io percepivo molto filtrate
attraverso i tg o i commenti dei miei genitori. Soprattutto perchè si
tratta del racconto di chi ha vissuto in prima persona la rivoluzione
islamica, trovandosi oltretutto nello scomodissimo ruolo di donna e di
intellettuale in una realtà in cui proprio queste due categorie di
persone erano le più colpite dalla repressione.
Un racconto, quello della Nafisi, reso ancora più efficace dall'idea di
abbinare ai vari momenti in cui è suddiviso il libro altrettanti titoli
di classici della letteratura americana moderna, gli stessi che la
scrittrice e docente analizzava, in un primo tempo, durante i suoi
corsi universitari e, dopo quando l'insegnamento in Iran era diventato
per lei intollerabile, durante il "seminario carbonaro" che tenne a
casa propria con sette allieve selezionatissime fino al 1993, anno in
cui lasciò definitivamente l'Iran per vivere in esilio negli USA.

Banana Yoshimoto
Kitchen
Feltrinelli
“Siamo rimaste solo io e la cucina. Mi sembra un po’ meglio che pensare che sono rimasta proprio sola. Nei momenti in cui sono molto stanca, mi succede spesso di fantasticare. Penso che quando verrà il momento di morire, vorrei che fosse in cucina. Che io mi trovi da sola in un posto freddo, o al caldo insieme a qualcuno, mi piacerebbe poterlo affrontare senza paura. Magari fosse in cucina!”
Mikage e Yuichi con la loro convivenza inaspettata, con una famiglia da inventare e la paura di cadere nuovamente nella morsa di un destino infausto sono i personaggi principali. E’ un libro malinconico ed emozionante da cui emerge la capacità dell’autrice di trattare temi complessi come la morte e la sofferenza in maniera stravagante, agile e per certi versi pacata. La Yoshimoto ha attinto con successo i suggerimenti di una letteratura popolare come il fumetto creando situazioni strane, paradossali, ambigue e descrivendole con dialoghi disinvolti, spigliati e giovani. A chi volesse leggerlo solo l’avvertenza di tenere bene in considerazione la diversità della cultura europea da quella giapponese. Lo si odia o lo si ama; non ci sono vie di mezzo. scelto da Giovanna, Imperia
letture. Un noir pisano tra racconto e cronaca
Giuseppe Meucci
All'alba del terrorismo
Edizioni ETS Pisa
Una
notte di maggio del 1971 un cacciatore di farfalle notturne incontra
sui Monti Pisani due uomini che trasportano un cadavere. Dalle prime
indagini si scopre che si trattava di un oste che era stato avvelenato
col curaro, ma presto emerge un collegamento con l'attentato che tre
mesi prima aveva ucciso il giovane erede di una delle più importanti
imprese edili italiane.
Comincia così un noir pieno di personaggi e
colpi di scena, dove torbidi legami familiari si intrecciano con i
primi episodi di terrorismo in Italia.
Che collegamento esiste tra l'oste avvelenato, il cacciatore di
farfalle e il ragazzo ammazzato dalla bomba? A volte la realtà supera
l'immaginazione: ecco una storia, nota come "il delitto dell'Archetto",
dove un menage a tre (la madre, la figlia e uno degli assassini) si
intreccia con la nascente eversione a Pisa.
L'Autore:
Giuseppe Meucci è nato a Pisa ed è giornalista professionista da più di
quarant'anni. E' stato a lungo responsabile dell'edizione pisana de "La
Nazione" e corrispondente del "Corriere della Sera". Da giovane
cronista seguì le vicende narrate in questo libro.
letture. Una Petra Delicado all'italiana.
con la scheda che segue Carla Casazza inizia la sua collaborazione con Bookavenue.
FEMMINA DE LUXE
di Elisabetta Bucciarelli
Perdisa editore
Cosa
dire di nuovo e originale su Femmina de Luxe che non sia già stato
scritto nelle tante positive recensioni uscite negli ultimi mesi?
Difficile non essere catalogata come ripetitiva dai fans della
Bucciarelli che seguono con attenzione ciò che viene pubblicato sulla
scrittrice milanese. Perciò mi limiterò a raccontare cosa ci ho letto
io, al di là della coinvolgente vicenda noir che già sarebbe
sufficiente a renderlo un bel romanzo, ben scritto, che offre al
lettore immagini così nitide da dare l'idea di essere di fronte ad un
film.
Ci ho letto il senso di inadeguatezza che colpisce noi donne,
sia che siamo belle e perfette, sia che siamo non allineate agli
standard estetici comunemente accettati. La necessità dell'approvazione
altrui, ad ogni costo. La fatica di raggiungere un equilibrio che basta
un niente per mandare in frantumi. Ho letto in Olga l'ingenuità e la
dolcezza, la fame di un amore alla cui mancanza supplisce con la fame
di frappè e patate fritte, ma anche la capacità di andare oltre
l'apparenza, di sapere cogliere l'umanità un po' distorta di chi è ai
margini. Ho letto nell'Ispettore Maria Dolores Vergani la dualità di
una professionista sicura di sè, che nella vita privata riesce a
mortificarsi come solo noi donne siamo capaci di fare, imponendosi
rinunce che lasciano il tempo che trovano in nome di un sentimento
forse troppo idealizzato. Ho letto in Marta il disperato bisogno di
attenzioni indirizzato verso una ricerca della perfezione fisica che
non si ferma nemmeno di fronte ai limiti strutturali del proprio corpo,
che è capace di sopportare un dolore indicibile e di venirne
soppraffatta. Ma ho letto anche la grande passione di Olga per la vita,
di Maria Dolores per il suo lavoro, di Elisabetta Bucciarelli per la
scrittura. Tanto che non si limita a raccontare una storia, a scavare
negli animi dei personaggi ma si sofferma a condividere coi lettori
profumi, immagini, istanti rubati sedendo ad un caffè di lusso come il
Florian o addentando un panzerotto di rosticceria.
Il libro del mese. Luglio 2009
Fratelli di mare

Amitav Ghosh
Mare di papaveri
Neri Pozza
Cuore di questa saga epica, l'Ibis, un veliero che, negli anni Quaranta del XIX secolo, solca le acque tumultuose dell'Oceano Indiano per combattere la Guerra dell'Oppio, il conflitto che, con il trattato di Nanchino, sancì la definitiva espansione dell'Impero britannico nel mercati d'Oltremare e che fu scatenato dalla Compagnia inglese delle indie Orientali per rovesciare lo squilibrio della bilancia dei pagamenti tra Gran Bretagna e Cina, favorevole decisamente in quegli anni a quest'ultima. Nel suo avventuroso viaggio, l'Ibis reca a bordo un'umanità davvero straordinaria: marinai, clandestini, braccianti, galeotti, un Maharaja in rovina, una vedova sfuggita alle dure costrizioni del suo clan, uno schiavo americano liberato, un orfano europeo dallo spirito libero. A mano a mano che i legami con le origini si affievoliscono, e i contorni delle vite precedenti sbiadiscono, i passeggeri e i membri dell'equipaggio cominciano a considerare sé stessi jahaj-bhais, "fratelli di navigazione". leggi l'articolo di Fabrizio Fides
Letture. Teresa Lovalpage, Morte di uno spagnolo all'Avana
Noir in salsa cubana
Sessantenne
e divorziato, Pío Ponce de León, dirigente di un’azienda spagnola,
viene mandato all’Avana per mettere ordine nella caotica filiale di
Cuba. Una sera, vagando nella confusione delle strade dopo l’ennesima
riunione inutile, resta folgorato dalla vista di Maricari, una biondina
graziosa e ingenua che vende bamboline di pezza ai turisti. Nonostante
la miseria, Maricari ha i suoi principi e non ha nessuna intenzione di
vendersi a un ricco straniero, come le suggerisce – non troppo
velatamente – la madre impicciona e autoritaria, non a caso
soprannominata la Comandona. Eppure in qualche modo Pío riesce a
conquistarla con mille attenzioni e promesse di felicità, e la ragazza
è molto tentata di cedere alle sue avances. Ma l’idillio si tinge di
noir con l’entrata in scena di un terzo incomodo, un bel travestito che
si spaccia per santera e dispensa «consulenze spirituali»: ne
scaturisce uno strampalato triangolo amoroso dalle conseguenze
imprevedibili, emblema delle complicate geometrie sentimentali e
sessuali dell’Avana.
Letture.
Salinger – Bukowski. Bel match.


"The
catcher in the Rye” (nella traduzione italiana “Il Giovane Holden” Ed.
Einaudi € 14,00) di J. D. Salinger e “Ham on rye” (“Panino al
prosciutto” Ed. Tea, € 8,00) di Charles Bukowski.
Un eroe di una
generazione e uno sbandato; due facce della stessa medaglia e della
stessa nazione, gli Stati Uniti d’America. Holden Caufield e Henry
Chinasky; due pseudo-autobiografie da parte di due grandi scrittori. Il
primo sfuggente (anno di nascita 1919), figlio di una coppia di
commercianti ebrei, non concede interviste, non abbiamo foto di lui
tranne qualcuna strappata contravvenendo alle più elementari norme di
privacy o quella tratta dall’annuario della scuola superiore, una vita
quasi da asceta; il secondo il perfetto opposto: madre e padre di
origine tedesca (anno di nascita 1920), lo troviamo nei bar per una
solenne bevuta, in un bordello attorniato dalle sue donne, nella notte
più buia dopo una serata di stravizi, praticamente una vita da
beone.(Gianfranco Litrenta) continua
Italia senza. Una selezione di titoli per fotografare il nostro tempo corrente.
crisi democratica. il nuovo libro di salvadori
Democrazie senza democrazia
Oggi
viviamo più che mai in un'era di sacralizzazione della democrazia. Ma,
mentre celebra i suoi trionfi, la democrazia è soggetta a così forti
motivi di deterioramento da indurre a domandarsi se, sotto l'apparenza,
non si celi una realtà che ne contraddice i principi e i presupposti
istituzionali e sociali. Fatto è che le istituzioni degli Stati
nazionali e la tradizionale divisione dei poteri non sono più in grado,
come mostrato dagli eventi che hanno provocato la grande crisi
economica del 2008, di regolare e controllare le decisioni dei centri
di potere "irresponsabili" che presiedono alla produzione e
all'allocazione delle risorse materiali, influiscono in maniera
determinante sulla politica degli Stati, plasmano l'opinione pubblica,
condizionano pesantemente i processi elettorali. Dopo aver indicato i
tratti costitutivi delle varie forme di democrazia, l'autore si
sofferma in particolare su tre tipi di regimi: il regime liberale non
democratico, il regime liberaldemocratico fondato sui partiti di massa
e radicato negli Stati dotati di piena sovranità sul loro territorio e
a "economia nazionale", il regime liberaldemocratico nell'era
dell'economia globalizzata, dell'indebolimento dei partiti,
dell'avvento del cittadino "video-dipendente", dello svuotamento
progressivo della sovranità degli Stati.
crisi della magistratura. il libro di Liviadotti
Magistratura senza magistero
Tutti
i segreti di Vostro Onore e del suo Eldorado di privilegi. I meccanismi
di carriera a prova di somaro. L'assenteismo da uffici del catasto. Gli
stipendi, le indennità e i gettoni da nababbo. Il trucco della scala
mobile mai abolita. I guadagni extra garantiti dalla politica e dalle
imprese. Lo scandalo delle ferie lunghe come a scuola. Gli intrighi
correntizi nelle segrete stanze del Csm, dove un mese di lavoro dura
tre settimane. I verbali delle sentenze burla della sezione
disciplinare, che assolve anche chi dimentica un detenuto in galera. I
dati shock sulla giustizia più costosa e inefficiente del mondo
occidentale. Dove toga che sbaglia non paga mai. Nome per nome, cifra
per cifra, quello che nessuno ha mai osato raccontare sulla madre di
tutte le caste. La più temuta. Lottizzata. E pericolosa.
una inedita biografia del Cavaliere
L'unto senza il Signore
Di
Berlusconi molto è stato detto e scritto. Ma pochi si sono soffermati
sull'intreccio di rapporti che lo legano al mondo cattolico. In queste
pagine, Pinotti e Gumpel ripercorrono l'avventura del Cavaliere in una
prospettiva originale, che ne illumina i lati oscuri caricando di nuovo
senso le sue scelte politiche. Partendo dai suoi primi passi di
imprenditore, l'inchiesta racconta la vera storia della Banca Rasini e
dei suoi soci, analizza le connessioni con Calvi e Sindona e le
operazioni offshore, e ricostruisce le origini della Fininvest, con il
suo complesso e inestricabile gioco di scatole cinesi. Attraverso
preziose testimonianze inedite, rilegge la nascita di Forza Italia, i
rapporti con l'Opus Dei e CL, lo scambio di favori con la Curia, i
legami con i nuovi cavalieri della finanza bianca, fino all'involuzione
teocon sui grandi temi bioetici e alle battaglie in favore della
famiglia. Una "santa alleanza" unisce i due poteri forti del nostro
Paese, che sembrano non poter più fare a meno uno dell'altro.
il libro di Elisabetta Abrosi e Alessandro Rosina
Un Paese senza generazione
Da
sempre sono i giovani la parte più dinamica di una società: sono loro a
travolgere le barriere della tradizione, a proporre inedite letture
della realtà. Eppure in Italia, per le nuove generazioni, questo non
vale. Scopertesi improvvisamente "rapinate" del proprio futuro, non
accennano a reagire. Il conflitto generazionale è disattivato. Manca la
spinta al rinnovamento e la società rimane rigida, poco reattiva
davanti alle grandi sfide. Gli autori analizzano senza sconti le
responsabilità di due generazioni, in modo diverso protagoniste in
negativo dell'Italia di oggi. Padri che monopolizzano spazi e risorse
disponibili, senza curarsi del bene comune; figli che dipendono
morbosamente dalla famiglia, senza coraggio né capacità di immaginare
un futuro diverso: sono alcuni dei motivi che rendono l'Italia un paese
che non cresce, dove i giovani hanno scarso peso e poca voce. Sullo
sfondo un interrogativo ineludibile: è ancora possibile, per i figli,
un pieno riscatto o appare sempre più concreta l'inquietante ipotesi di
un "salto di generazione"?
il libro di Alberto Statera
Un Paese senza etica
Le
storie di maggiore interesse partono in provincia: è lì che, se si ha
voglia di indagare, appare in tutta la sua evidenza, a destra come a
sinistra, la questione immorale, l'essenza di un Paese alla deriva. E'
lì che domina un'altra casta, che viene ancor prima della politica e
che anzi manipola e corrompe a piacimento i politici. E' la casta dei
"signori degli appalti", quelli che delle aste e dei concorsi truccati
hanno fatto una scienza, e che le mani sulle città le hanno messe da un
pezzo e non intendono toglierle. E' un intreccio di cemento, finanza e
banche, burocrazie complici, massonerie, consorterie, comitati
d'affari. Date queste premesse, in Italia, il federalismo è
un'illusione, anzi un incubo: è sinonimo di corruzione e spartizione ed
è la scuola dove si impara un codice antietico che travolge qualunque
educazione istituzionale. Il libro di Statera fa esplodere gli scandali
soffocati, e ci mette sotto gli occhi una realtà nauseabonda a cui un
Paese civile dovrebbe ribellarsi.
il libro di Luca Telese
Comunisti senza Comunismo
Dicevano,
in quell'indimenticabile 1989, che cambiare tutto, a partire dal nome,
era l'unico modo per salvare la sinistra. Alla Bolognina andò in scena
"la Svolta": lo psicodramma della morte del PCI, con la sua trama
gialla, i suoi primattori, e comparse e il deus ex ma-china. Sembrava
il delitto perfetto, si sarebbe rivelato un suicidio strategico.
Vent'anni dopo la stessa compagnia di attori mette in scena un nuovo
spettacolo: è la nascita del PD, l'alba di una nuova sconfitta per
l'eterna tribù degli ex e dei post comunisti.
il libro di Borromeo, Senesi, Travaglio
Sinistra senza Sinistra
Dal
2006 al 2009, la storia in presa diretta di quello che siamo stati, e
siamo, attraverso gli interventi di Marco Travaglio, le vignette di
Vauro e le testimonianze dei giovani intervistati da Beatrice Borromeo
nel programma 'Anno Zero' di Michele Santoro. Dalla stagione del
governo Prodi al nuovo governo Berlusconi, con crisi economica (e non
solo). Una finestra aperta e libera, che questo libro propone a futura
memoria. "Stasera parliamo di mafia, o meglio: di lotta alla lotta alla
mafia." "Viene un'inguaribile nostalgia per la mitica Tribuna politica:
domanda, risposta, replica, risposta. Oggi sarebbe eversivo." "Barbara
Berlusconi: 'Sono contraria al falso in bilancio'. Tutta suo padre,
anche lui contrarissimo al falso in bilancio, al punto che l'ha abolito
per legge." "Bernard Madoff, ex bagnino ed ex presidente del Nasdaq:
'Ringrazio la Corte perché mi da la possibilità di raccontare i crimini
che ho commesso e di cui mi vergogno'. Rischia fino a 150 anni di
prigione. Il pm Francesco Greco ha spiegato che in Italia non sarebbe
finito in galera."
il libro di Marco Deaglio
Italia senza Patria
Ma
davvero è successo tutto questo? In un libro di novecento pagine, una
cavalcata in quel vero romanzo che è stata l'Italia degli ultimi
trent'anni. E come guardare un film sulla nostra vita, in cui gli
avvenimenti sono raccontati mentre succedono. Si comincia con Aldo Moro
nella prigione del popolo, nell'anno che ha cambiato tutto. E poi,
l'ascesa della mafia, il rapporto stretto tra crimine e potere, la
guerra e i segreti di Cosa Nostra, i morti e i soldi che li hanno
accompagnati. I grandi condottieri dell'industria tra sogni e
corruzione, la fine ingloriosa della Prima repubblica, l'ascesa della
televisione e del suo magnate, il Nord conquistato dalla Lega, il nuovo
potere del Vaticano, la rivalutazione del fascismo, la crisi e la
deriva. La nostra storia in cinquecento storie: anno per anno, i
protagonisti, i fatti, le parole, le vittime e i vincitori, le
resistenze, la musica e le idee che hanno costruito il nostro paese. Un
libro per ricordare quanto è successo e per scoprire che - molto spesso
- le cose non erano andate proprio così
Luglio 2009
speciale Premio Strega: le schede dei finalisti
Kate Long, Una pessima allieva
Kali non è un allieva come le altre. Anna lo capisce subito appena la vede entrare in classe per la prima volta: capelli rossi, camicettta troppo attillata e uno sguardo bellicoso, proprio come la divinità indiana cui è ispirato il suo nome. Ma anna non si fa intimidire facilmente. Si, la sua vita privanta è un disastro, il suo matrimonio arranca, ma come insegnante è davvero in gamba: lavora sodo e ottiene ottimi risultati, anche con gli elementi più difficili, Anna instaura da subito un rapporto speciale con Kali, un rapporto che dovrbbe colmare il vuoto nella sua vita di quarantenne senza figli. Un'amicizia che potrebbe salvare entrambe, ma che invecee trascina la vita professionale e privata in una spiralle assai pericolosa. Scoprite il resto da soli. Scelto da Francesca
* nel mese di giugno 2009 non abbiamo raccolto nessuna scheda.
Maggio 2009
Paola Barbato, Mani Nude Rizzoli
Davide
Bergamaschi. Occhi da bambino, corpo da adulto, forte e vivo come lo si
è solo a sedici anni. Di fronte a lui, invisibile tra una folla di
persone che ballano e bevono, un uomo anziano, stanco e pericoloso, lo
osserva. E lo sceglie. Il ragazzo viene rapito, scaraventato a forza su
un camion e costretto a lottare a mani nude contro uno sconosciuto. È
il suo ingresso nel mondo dei combattimenti clandestini all'ultimo
sangue: o uccidi o vieni ucciso. All'inizio Davide piange, protesta, si
ribella: cresciuto in una quotidianità ovattata e rassicurante, non sa
cosa sia la violenza. Ma il suo corpo conosce l'istinto, e vince i
primi incontri. L'uomo, il suo rapitore, scorge in lui il potenziale di
un combattente diverso da tutti gli altri, e forse anche qualcosa di
più, una sorta di erede a cui trasmettere la sua conoscenza, i suoi
valori e le sue personalissime leggi morali. Lo aiuterà a sopravvivere
in un mondo disumano, gli insegnerà che la prigionia, i soprusi,
l'omicidio e la morte possono diventare accettabili, una nuova
'normalità'. Dopo 1442 giorni, un centinaio di omicidi alle spalle e la
perdita di ogni inibizione o moralità, di Davide Bergamaschi non sarà
rimasto più niente e dalle sue ceneri sarà nato Batiza, il più feroce
degli assassini. Il secondo romanzo di Paola Barbato è l'educazione
alla violenza di un moderno gladiatore in un inferno popolato da sadici
con il colletto bianco. È il racconto di un incubo reale che ogni anno
inghiotte decine di persone - al bar, davanti alle scuole, in
metropolitana - e le divora per sempre, anima e corpo.
Edward Bunker, Mia è la vendetta Einaudi
"Mia
è la vendetta" che Einaudi Stile Libero pubblica in anteprima mondiale
(pagg. 211, euro 17, in libreria da un paio di mesi). Cinque racconti
folgoranti, da grande letteratura, in cui l'autore "di culto" racconta
un secolo di scontri tra neri e bianchi, come chiave per capire non
solo il carcere, ma l'intera storia degli Stati Uniti. Questo libro è
l'addio di Bunker ai suoi lettori.
Viene pubblicato in anteprima mondiale nel Paese che forse lo ha amato di piú.
Che si tratti della storia del diciannovenne Booker Johnson, che nella
L. A. non ancora razzista del 1927 esce di casa e non potrà mai più
«fare la telefonata» alla madre, perché rinchiuso per la vita a San
Quentin; o di George Jackson, che in carcere decide di vendicare la
morte di un detenuto nero, dando origine a un celeberrimo episodio di
rivolta e al mito dei «fratelli di Soledad», i personaggi di Bunker
sono colti qui non tanto nel momento in cui il loro destino si compie,
ma in quello germinale, in cui la trama, inesorabilmente, si compone. E
la trappola, o la storia, è già pronta, davanti ai nostri occhi che
possono solo partecipare.
Nelle mani di Bunker anche un capitolo famoso della rivolta nera - come
nel racconto che dà il titolo al libro, Mia è la vendetta -, aldilà
della verità storica, si piega a una verità poetica che sembra
illuminarlo per la prima volta di una luce definitiva.
Negli ultimi anni della sua vita «Eddie» Bunker ha riflettuto e scritto
molto sullo scontro tra neri e bianchi in America, e sulla segregazione
razziale come chiave per capire non solo il carcere, ma l'intera storia
degli Stati Uniti.
Ne è nato un libro, destinato con una lettera al suo agente e amico Nat
Sobel, che solo la morte gli impedì di veder pubblicato. Doveva essere
la prima parte, in sé compiuta, di una narrazione d'insieme dello
scontro fra bianchi e neri in America. Il libro segue un percorso
narrativo preciso, dal nascere dell'odio nella Los Angeles del 1927
alle diverse prospettive da cui viene vista la storia dei «fratelli di
Soledad» negli anni della rivolta nera, al racconto esemplare di un
pasticciato, tragi-comico tentativo d'evasione dal Braccio della morte:
forse una delle cose piú belle in assoluto mai scritte da Bunker
Marcello Sorgi, Edda e il comunista, Rizzoli
Nel
settembre del 1945 a cinque mesi dalla fucilazione del padre Benito
Mussolini e ventuno da quella del marito Galeazzo, Edda Ciano viene
mandata al confino a Lipari. La figlia prediletta del Duce, figura di
rilievo anche politico durante il fascismo, è una donna intelligente e
irrequieta che non sopporta la morale del tempo: fuma, beve, porta i
pantaloni, ha accettato (e ricambiato) i numerosi tradimenti del marito.
“La sorvegliata speciale numero 1”, come Edda amava definirsi, arriva a
Lipari malata, depressa, fiaccata dal dolore e dalla solitudine. Non ce
l’avrebbe fatta a sopravvivere senza l’aiuto e l’affetto di un uomo:
Leonida Bongiorno, il capo del Pci locale, partigiano ed erede di una
solida tradizione antifascista (suo padre aveva partecipato, nel 1929,
all’organizzazione della fuga da Lipari dei confinati Carlo Rosselli,
Emilio Lussu e Fausto Nitti). La loro storia è quella di un incontro
intimo e travolgente che li legherà per sempre, al di là delle
differenti appartenenze politiche. Nell’estate del 1946, quando Edda,
non più sottoposta al confino, per effetto dell’amnistia firmata da
Togliatti, lascia l’isola, nonostante lo strazio della lontananza (e
della gelosia), il loro rapporto non si interrompe: “Mio carissimo e
unico comunista”, scrive a Leonida “vi amo assai”. Marcello Sorgi
ricostruisce con finezza un’inedita pagina di storia capace di
rappresentare i contrasti ideologici e il desiderio di pacificazione di
un’Italia che cerca di dimenticare la guerra e l’infamia della
dittatura. Attraverso le lettere, le numerose testimonianze e le
fotografie che ritraggono Edda con gli occhi innamorati di Leonida,
Edda Ciano e il comunista racconta una passione che brucia ogni
convenzione e che cambierà profondamente la vita di entrambi.«Conobbi
Ellenica una sera. Al termine di una violenta dimostrazione per le vie
del paese, in cui avevo potuto calmare gli animi con poche e semplici
parole. Mi apparve come una rondine ferita dalle ali infrante». Lei,
invece, rimase affascinata da tanta forza e bellezza, in cuor suo lo
chiamò subito Baiardo, il focoso cavallo dell’Orlando furioso e dopo
qualche giorno gli scrisse: «Caro amico, se i vostri impegni politici e
i vostri svaghi della domenica ve ne danno la possibilità, vorrete
essere così cortese di venirmi a fare una visitina?». Non è un romanzo,
ma una storia d’amore vera, una passione struggente tra due persone che
non ti saresti mai aspettato di vedere insieme: Edda Ciano (Ellenica),
figlia del Duce al confino nell’isola di Lipari dal settembre 1945 al
giugno dell’anno successivo, e Leonida Bongiorno (nel lessico della
corrispondenza amorosa, Baiardo, o Lecret dal nome del generale che
combatté per la liberazione di Cuba nel 1898), capo dei comunisti
liparoti, figlio dell’antifascista Eduardu, che ricalcando le carte
nautiche ottenute da un amico aveva reso possibile nel 1929 la fuga
degli antifascisti Carlo Rosselli, Emilio Lussu e Fausto Nitti.
Aprile 2009
Soffia su Tarifa il vento caldo dell'inferno
Tarifa
è una città spagnola, la città di Ercole e la città dello Stretto. Ha
quindicimila abitanti, dista poco meno di quindici chilometri dal
Marocco, da cui è separata da una lingua di mare. Lì “succede che il
vento soffia così forte da cancellare il numero di scarpe. E che al suo
passaggio infuriato strappa via i pois dei fazzoletti, porta con sé i
latrati di cagna e baci perduti per sempre”. Ma capita anche che “il
mare si increspa e che, salato com’è, investe la costa e gioca con gli
umori del viaggiatore”. Beninteso: di tutti i viaggiatori, e
dunque anche del protagonista del romanzo di Montero Glez, Quando la
notte obbliga, da poco pubblicato da Salani. Persino lui sembra uno dei
tanti avventori della costa iberica, ma non lo è. Attorno al suo
viaggio, ma non in sintonia con esso, si muovono una serie di
personaggi irregolari, quasi schizofrenici, a cominciare da Luisardo,
uno “a cui gli dei, sicuramente per passare la giornata, avevano
concesso ciò che noi mortali chiamano occhio clinico, che consiste
nell’intravedere un tipo e fargli la radiografia sul momento”. Sarà
lui, in qualche modo, a decretare la fine del viaggiatore e a
restituire quell’esistenza ad un racconto fantastico dove la verità ha
il confine labile della menzogna.
Quanto a intreccio e trama,
sarebbe facile classificare il romanzo di Glez come un semplice noir.
Non lo è. O meglio: non è solo questo. Tra equilibristi delle parole,
criminali, avventurieri e affabulatori, dalle pagine dello scrittore
madrileno si dipana un narrazione incalzante, mai banale e assertiva. E
prende così forma un’umanità degenere che trasforma una città in un
girone infernale, mischiando bene e male con realismo e lucidità. Nel
libro di Glez ci sono donne che hanno “hanno più curve di una bottiglia
di Coca-Cola, occhi di carbone bagnato e pelle di caffè” ed altre la
cui “bellezza ferisce lo sguardo”; “ragazzine perbene, sacrificate ai
loro fratelli nel corpo e nel sangue”, ma soprattutto tanti, tanti
cadaveri.
“Romanzo di cappa e spada da ritmi e tonalità postmoderne”, “mix di
Federico Garcia Lorca e Quentin Tarantino”, “stile debordante e
sanguigno”: sul suo conto, in Spagna, è stato detto e scritto un po’ di
tutto. Ma forse fa più fede ciò che ha sostenuto Arturo Pérez Reverte:
“questa è letteratura di verità, pura. La storia narrata è dura e nera,
nervosa e rude e c’è sesso, humour e ritmo. È andato all’inferno, e lo
racconta alla perfezione. Leggilo, se hai fegato abbastanza”. Un
romanzo che fa di Glez uno dei più promettenti scrittori della nuova
leva iberica e che riconferma la narrativa spagnola come una delle più
avvincenti fucine letterarie dell’Europa contemporanea.
Montero Glez, Quando la notte obbliga, Salani, pp. 235, euro 13
Marzo 2009
Manuale di rimorchio per adolescenti
E’
un bambino di appena nove anni l’autore del manuale di corteggiamento
più letto e venduto nelle ultime settimane nel mondo di lingua inglese.
Lui si chiama Alec Greven, è americano, il volume si intitola How to
Talk to Girls (Come parlare alle ragazze) è stato a lungo nelle
posizioni di vertice della saggistica negli Usa e la casa editrice
HarperCollins lo ha lanciato a livello planetario poche settimane prima
di San Valentino in diciassette paesi con ottimi risultati sotto il
profilo commerciale. E' Giunti a proporlo in Italia e alla fine di
marzo Alec probabilmente presenterà il volume alla Fiera del libro per
ragazzi di Bologna.
In un’intervista al quotidiano New York Post lo
stesso Alec ha raccontato che l’idea di trasformare un tema scritto in
classe la scorsa primavera in un manuale è stata di una maestra della
scuola elementare di Castle Rock, in Colorado, che lui
frequenta. «Avevo fatto un tema sulla fatica che noi maschi
facciamo per avvicinarci alle ragazze che era piaciuto alla mia
maestra. Lei stessa mi ha chiesto di prepararne una versione più ampia
per una festa di beneficenza organizzata dalla scuola che è andata a
ruba al prezzo di tre dollari». Del manuale si occuparono stampa e tv
del Colorado e subito dopo Alec è stato invitato in qualità di ospite
da Ellen DeGeneres, conduttrice di uno dei talk show serali di maggior
successo negli Stati Uniti. Il passaggio in televisione gli ha
garantito un contratto da parte di un gigante dell’editoria come
HarperCollins e così un volumetto di appena cinquanta pagine è
diventato in fretta un bestseller internazionale.
Per riuscire ad attirare l’attenzione delle ragazze, spiega Alec,
occorre in primo luogo aver cura del proprio aspetto fisico e
dell’abbigliamento: «I capelli devono essere sempre ben pettinati,
bisogna indossare jeans e maglione non quelle orribili tute che pure
vanno tanto di moda», afferma. I suoi consigli, rivolti ai coetanei,
sono tutti all’insegna della spontanea semplicità di un bambino di nove
anni. Un principio che ritiene fondamentale è la prudenza nella
scelta: «Le ragazze molto carine sono da evitate, quasi tutte
hanno un cuore di ghiaccio. E’ facile riconoscerle: di solito hanno
orecchini enormi, abiti alla moda e un sacco di gioielli. Meglio
accontentarsi di ragazze normali». Ma anche con loro non è facile
andare d’accordo perché, precisa: «Le ragazze in genere sono più
toste dei maschi e non sono disponibili ad accettare compromessi».
Pensato per un pubblico di adolescenti, il volumetto è piaciuto anche
agli adulti. «Ci sono signore che mi hanno raccontato di aver
regalato una copia al marito dicendogli:ecco, impara qualcosa», ha
raccontato in un’intervista. Aggiungendo che da grande vuole fare lo
scrittore e confessando di aver quasi terminato il suo secondo libro
che HarperCollins pubblicherà prima dell’estate: questa volta Alec
spiegherà ai coetanei come parlare con mamma e papà.

Andrea Camilleri
Il sonaglio
Sellerio
Dalla donna-sirena alla donna-albero alla donna-capra. Camilleri, in quest’ultima opera letteraria, perviene ad una trasmigrazione di anime femminine in una sorta di vera e propria metempsicosi in Terra siciliana. Giurlà, l’adolescente di 14 anni, mandriano di capre, sarà il trait d’union di questa trasfigurazione tra la capra Beba e la marchesina Anita. Dalla mitologia classica alla letteratura greco-latina, le metamorfosi, uno degli impossibili sogni dell'uomo, come il volo o l’immortalità. Scrivere per sognare, sognare per vivere, la fantasia, l’immaginazione, giochi illusori per prefigurarsi realtà sognate e possibili da realizzare. In Camilleri il gioco diventa storia tra le più romantiche e al contempo struggenti, Giurlà, il ragazzino fattosi uomo, vive un amore oltre i confini con una tale ed intensa perdizione dell’animo e dei sensi da elevarlo socialmente ( lettura casuale del "De rerum natura di Lucrezio “Bisogna sapere che la morte non è da temere/ perché chi non esiste non può essere infelice…”)sfuggendo alla sorte di uno dei tanti "Vinti" di memoria verghiana. L’autore, in anteprima all’uscita del romanzo, ha raccontato le reminiscenze e i riferimenti di luoghi e sensazioni autobiografici presenti e come la costruzione della storia lo abbia condotto verso le ali della libertà espressiva. Camilleri scrive quel che vorrebbe leggere e offre al lettore quel che vorrebbe poter vivere, il magico del mito e il mistero della natura, in uno stile apparentemente semplice, ma che sottende una complessità simbolica a cui difficilmente ci si può sottrarre. Siamo trasportati, al pari di Giurlà, in quei paesaggi marini in cui sembra di "Sciaurare" il salmastro e sentire la brezza accarezzare il corpo, in quei luoghi montani in cui la natura ha il sopravvento sull’uomo e la ragione si sottomette all’istinto animalesco.Il mondo arcaico riportato alla luce e intensificato dalla nostalgia di un tempo passato, commistione di racconti popolari e realismo sociale, fa rivivere incanti e sentimenti caduti nell’oblio. E’ritornata la fantasmagorica immaginazione camilleriana, sono benvenute le mirabolanti acrobazie linguistiche e le pregnanti descrizioni paesaggistiche fatte di odori e colori saporosi a cui eravamo e siamo avvezzi. La lettura, in 191 pagine, di questo libro, ci addentra in un’epoca in cui la marginalità dei miserabili, in una società fortemente iniqua, assurge a dignità letteraria e la primitività dei “Perdenti” ricreata in questo scritto, ci induce ad una adesione fascinosa fuori da ogni logica. scelto da Arcangela Camalleri.
Giancarlo De Cataldo
Mimmo Rafele
La forma della paura
Einaudi
La forma della paura non è soltanto un romanzo avvincente: è il primo thriller veramente contemporaneo, ambientato nell'era Obama da poco iniziata. Autori di questo romanzo a quattro mani sono due esperti del genere. Il primo è uno degli scrittori italiani di maggior successo - Giancarlo De Cataldo, che con Romanzo criminale ha superato le 225.000 copie vendute e ispirato un film e una serie tv. Il secondo è uno dei più importanti sceneggiatori italiani - Mimmo Rafele, collaboratore di registi del calibro di Bernardo Bertolucci e autore delle ultime tre serie de La piovra.Dalla loro collaborazione nasce un intreccio giocato su ritmi altissimi, una lunga catena di colpi di scena - conclusa da un finale assolutamente sorprendente - in un mondo che potremmo definire post-le Carré, in cui il nemico non soltanto non è certo ma, spesso, non è altro che un'abile montatura creata per generare il panico.

Daniele Del Giudice
Orizzonte mobile
Einaudi
È
un mosaico di storie il nuovo romanzo di Daniele Del Giudice, Orizzonte
mobile, ambientato nell'estremo Sud del mondo. Un racconto di viaggio
ricchissimo di memorie storiche e letterarie, in cui le mitiche
avventure di Darwin e Chatwin, Scott e Amundsen accompagnano Del
Giudice da Santiago del Cile all'Antartide - un'esperienza vissuta
dallo scrittore nel 1990 e raccontata nei Taccuini australi, pubblicati
a puntate su Corriere della Sera e Frankfurter Allgemeine Zeitung.
Ne nasce una narrazione che víola le leggi del tempo - proprio come
l'Antartide, dove «ogni settantacinque chilometri cade un fuso orario»
- per raccontare l'esperienza dell'autore e contemporaneamente le
spedizioni ottocentesche degli esploratori Giacomo Bove e Adrien de
Gerlache, dei cui taccuini di bordo Del Giudice ripercorre le pagine
più intense. E, al termine di questo viaggio di formazione, l'uomo
moderno prende atto della sua incapacità di ripetere, in un presente in
cui l'avventura non è più possibile, le mitiche imprese del passato,
vera epica di un continente in cui le storie degli uomini si sono
sovrapposte nei secoli come gli strati del ghiaccio antartico: «Le
storie non sono nelle basi - suggerisce un compagno allo scrittore
visitando un ghiacciaio - le storie sono qui. Questa è una memoria in
cristalli, lei dovrebbe imparare a leggerla».Sullo sfondo una natura
potente e del tutto indifferente ai pochi esseri viventi che la
abitano, un paesaggio primordiale che diventa il vero protagonista,
insieme agli esploratori, di un romanzo che esercita sul lettore il
fascino di una sfida infinita. Del Giudice, Orizzonte mobile, Einaudi.
Carlo Boccadoro
Racconti musicali
einaudi
Grandi scrittori raccontano la potenza della musica descrivendo «l'effetto indelebile e ineludibile che ha sui personaggi che abitano le loro storie»: così il curatore Carlo Boccadoro, già autore di Musica coelestis, Jazz! e del Lunario della musica, presenta questi Racconti musicali.Cechov e Schnitzler, Capote e Böll, Nabokov e Cortázar, Gadda e Enzensberger: scrittori appartenenti a generi diversi provano a spiegare, con l'aiuto della parola scritta, l'inesplicabile, se è vero, come sosteneva Alberto Savinio, che la musica è «la Non Mai Conoscibile».Il risultato è un'antologia che raccoglie ventidue racconti e una poesia per accostarsi alla musica da infiniti punti di vista, tra ritratti di grandi compositori - dal Liszt di Roald Dahl, reincarnato in un gatto, all'esilarante Paganini di Achille Campanile -, vicende inquietanti sulle note di arie celebri - la Tosca e un omicidio sono al centro del racconto di Agatha Christie - e incontri sorprendenti - come nel racconto inedito di Murakami Haruki, La ragazza di Ipanema 1963/1982. Per concludere con Oliver Sacks e lo strano caso di un uomo in grado di percepire il mondo solo attraverso i suoni.

Paul Auster
Una menzogna quasi vera
Minimum Fax
Intorno
alla metà degli anni Ottanta, sugli scaffali delle librerie americane
approdò il romanzo di uno scrittore non ancora quarantenne ma con alle
spalle un numero imprecisabile di viaggi intercontinentali, traduzioni,
lavori saltuari, tragedie familiari e fallimenti letterari di ogni
tipo. Il nome dello scrittore era Paul Auster, il titolo del romanzo
Città di vetro, primo episodio di quella che i lettori di ogni
latitudine avrebbero presto imparato a riconoscere come Trilogia di New
York. Dalle pagine del libro emergeva il ritratto di una città
enigmatica, sospesa nel tempo, labirintica, capace di dissolvere tra le
proprie spire l’identità dei suoi abitanti, chiusi in un appartamento
di Brooklyn o lanciati in logoranti quanto assurde indagini
investigative. Paul Auster apparve sulle scene come una sorta di Samuel
Beckett lunare e metropolitano alle prese con una trama di Poe.
L’enorme successo che da lì a poco lo avrebbe fatto conoscere in tutto
il mondo consacrandolo come maestro indiscusso del “giallo filosofico”
arrivava alla fine di un massacrante apprendistato che in poco più di
dieci anni aveva visto Auster abbandonare New York, vagabondare senza
un soldo tra Parigi, Dublino, Roma, Madrid, imbarcarsi come marinaio
sui convogli mercantili, scrivere soggetti per film muti (!), lavorare
come ghost writer, mandare all’aria matrimoni, pubblicare poesie e
articoli di critica letteraria per ritrovarsi negli anni Ottanta
nuovamente a New York, naturalmente senza il becco di un quattrino. «La
man-canza di denaro era diventata una vera e propria ossessione. Ho
vissuto per anni nel più totale panico». Paul Auster, Una menzogna
quasi vera. Conversazioni con Gérard de Cortanze, Minimum fax
Febbraio 2009

Duchesne
Studio Illegale
Marsilio
Andrea Campi è un professionista serio. Giovane avvocato nella sede milanese del prestigioso studio legale internazionale Flacker Grunthurst and Kropper, si occupa di importanti operazioni societarie per conto dei più grandi colossi industriali. Aveva ambizioni, aveva amici, aveva una ragazza. Ora ha prospettive. Lavora fino a notte fonda, mangia pizza e sushi sulla scrivania, vive con un bonsai e parla con il muro. Le giornate scorrono tra pause alla macchinetta del caffé, redazione di contratti, dialoghi con il compagno di stanza e riunioni interminabili, fino al giorno in cui Andrea si trova coinvolto in un nuovo progetto particolarmente delicato. Le responsabilità si moltiplicano, come pure le ore di lavoro e i deliri di un capo sempre su di giri. E’ l’inizio di un turbine di eventi e incontri che investe l’immobile routine di Andrea spazzandone via certezze ed equilibri. Tra una vita privata sempre più a rotoli e la catastrofe lavorativa incombente, Andrea arriverà a fare i conti con la sua vita, l’unica professione per la quale non ha mai sostenuto un colloquio. Dissacrante e ironico, Studio Illegale è una esilarante tragicommedia piena di lavoro, di frustrazioni e di cravatte.

erri de luca
Il giorno prima della felicita
feltrinelli
C'è Napoli, c'è il dopoguerra, c'è un'infanzia vissuta nei quartieri popolari. Temi e luoghi cari a Erri De Luca tornano nella storia di un giovane orfano con la passione per i libri e per Anna, la ragazzina del terzo piano. A prendersi cura di lui sarà Don Gaetano, portinaio tuttofare dell'immobile in cui vive. Muratore, elettricista, offrirà ala ragazzo l'arte di un mestiere e il calore di lunghe serate passate a chiacchierare attorno a un tavolo. Attraverso lui, il ragazzo, conoscerà la storia di un ebreo rifugiatosi nella cantina del palazzo durante l'occupazione e apprenderà i fatti accaduti nell'autunno caldo del '43, all'epoca della rivolta di Napoli contro i tedeschi. La memoria di De Luca cede il passo al narratore con una scrittura che è il marchio di fabbrica di tutti i suoi libri. Sembrerebbe scarno, ma le parole sono come sempre dense e sembrano voler spogliare il mondo con esse. Il libro, bellissimo, coglie i sentimenti di purezza ma anche di precarietà dell'esistenza e ci restituisce la parola com-passione, intesa come di patire assieme condividere le sofferenze del tempo corrente quasi per portarne meglio il peso. Più leggero.

Matt Haig
Il club dei padri estinti
einaudi
Matt Haig è uno scrittore inglese che alterna storie per lettori giovani e meno giovani. La capacità di esplorare il mondo degli adolescenti e di scriverne in modo piacevole sia per gli adulti che per i ragazzi raggiunge il suo apice nel Club dei Padri Estinti, la storia di Philip, un ragazzino che ha appena perso il padre e sospetta che lo zio Alan c'entri qualcosa nell'improvvisa dipartita del genitore. Anche perché il fantasma di suo padre cerca di convincerlo che le cose siano andate così. Allora Philip, in un'altalena di allegria e tristezza, cerca di vendicare ad ogni costo il padre e per farlo affronta un'avventura dopo l'altra fino all'ineluttabile, tragico finale. Fabrizio Fides

Robert J. walker
la musica delle pianure
frassinelli
Dall'autore de I Ponti di Madison County un nuovo romanzo d'amore. Carlisle McMillan fugge dalla California e approda a Salamander, un paesino a Wolfe Butte, nella zona delle grandi pianure. Qui, la sua vita sembra prendere la piega giusta. All'improvviso, però, Gally, la cameriera con cui ha una relazione, si trasferisce; la sua casa si trova sul tracciato di una nuova superstrada e per lui si prospetta un nuovo trasferimento. Carlisle cerca in tutti i modi di evitarlo e ad aiutarlo Susanna Benteen, grazie alla quale scopre un nuovo modo di di amare.

Donato Carrisi
Il suggeritore
Longanesi
Questo libro non è solo un thriller scritto da un autore italiano agli esordi, che si confronta con un genere finora appannaggio dei grandi autori americani, reinventando le regole del gioco. È molto di più: è una storia che esplora la zona grigia fra il bene e il male fino a cogliere l’ultimo segreto, il minimo sussurro. Qualcosa di sconvolgente è successo, qualcosa che richiede tutta l’abilità degli agenti della Squadra Speciale guidata dal criminologo Goran Gavila. Il loro è un nemico che sa assumere molte sembianze, che li mette costantemente alla prova in un’indagine in cui ogni male svelato porta con sé un messaggio. Ma, soprattutto, li costringe ad affacciarsi nel buio che ciascuno si porta dentro. È un gioco di incubi abilmente celati, una continua sfida.

Marco de Marchi
La carne e il sangue
Barbera
Un romanzo forte, di grande impatto emotivo. Sospeso tra la dura realtà dei due delitti Biagi e D'Antona e una fantasia che non si discosta troppo dalla cronaca di quelli che sono stati descritti come "i nuovi anni di piombo". L'autore, commissario della Polizia di tato, ha fatto parte della squadra investigativa che ha indagato su quei delitti, autentiche ferite inferte dalle Brigate Rosse al cuore del Paese. Al centro del racconto due donne molto forti. Da una parte Lucia, moglie e madre premurosa che, nome di battaglia "Federica" si trasforma in una militante feroce e determinata. Dall'altra Serena, commissario di Polizia da mesi sulle tracce dell'altra, una nemica che finisce col diventare la sua ossessione. Le vite delle due donne si intrecciano in un susseguirsi di emozioni e colpi di scena, con il passato ad allungare le sue ombre su un presente fatto di pedinamenti, di intercettazioni, di speranza e paura. Perchè sullo sfondo di quei giorni terribili il romanzo è un noir scritto tra cronaca e fantasia che di fondono perfettamente. Fabrizio Fides

Sue Miller
La moglie del senatore
Tropea
Autrice di fama mondiale, amata per la sua opera e sensibilità letteraria, Sue Miller torna a parlarci di famiglia, maternità e fedelta, attraverso l'intenso ritratto di due donne che gli opposti stadi della vita si trovano a dover affrontare problemi paralleli. Meri si è sposata con Nathan, un brillante docente universitario. Una gravidanza inattesa la costringe a riflettere su se stessa, sullo scarto - che col passare del tempo si fò sempre più ampio - fra aspettative e realtà. Delia, la raffinata vicina di casa, è la moglie del senatore di lungo corso Tom Naughton. L'infedeltà conica di quest'utimo è un fatto risaputo nei circoli mondani e policiti di Washington, ma ogni volta che s'incontrano, i due sembrano vivere un'avvicinamento profondo e sincero. Come è possibile, di fronte all'ennesima umiliazione, provare ancora una forma d'amore? Fino a che punto un cammino segnato dai compromessi e dalle delusioni può culminare nella grazia e nel perdono? Sue Miller indana sui nostri silenzi e paure di solitudine e di incertezza smuovendo le nostre coscienze e reticenze. Scelto da Fabiana

Dominique Lapierre
Un arcobaleno nella notte
il saggiatore
Ricostruisce tre secoli di storia del Sud Africa grazie a testimonianze di personaggi che man mano caratterizzano ogni periodo storico. Dal 1652 nno in cui i primi olandesi cominciano a insediardi nella zona per coltivare insalata contro lo scorbuto degli equipaggi delle navi della Compagnia Olandese delle Indie Orientali, al 1948 quando Daniel Malan fonda la dittatura dei bianchi, il regime dell'apartheid. Fino all'elezione di Nelson Mandela nel 1994. E tutte le scie di sangue che sono derivate da quesi passaggi, Lapierre le descrive in maniera rigorosa, delineando anche le motivazioni che spinsero fin dal principio a rifiutare e a sottometere la popolazione nera. Fabrizio Fides

andrew sean greer
la storia di un matrimonio
adelphi
E alla fine ci si chiede: ma questo Greer è davvero un uomo?
Autore praticamente sconosciuto, confeziona un romanzo che è un piccolo
gioiello, tutto al femminile però, e questo ci stupisce. Non leggetelo
se avete la barba…non lo capireste e lo liquidereste magari come
irreale, melodrammatico o peggio ancora troppo sentimentale.
La voce narrante è quella di una donna, che in età avanzata ripercorre
la sua vita, passo dopo passo, con l’ausilio dell’unica verità della
quale nella sua lunga esistenza sia venuta a capo: “crediamo sempre di
conoscere le persone che amiamo”.
L’incipit è dei migliori per importunare la serenità del lettore: una
villetta con giardino, una famiglia unita, un bambino, un cane e un
marito bellissimo. C’è qualcosa che non torna ce ne accorgiamo subito,
accanto al camino, la sera tra un aperitivo e una carezza al
figlioletto vediamo una moglie inspiegabilmente ansiosa, un marito
costantemente estraneo, educatamente assente.
Siamo negli anni ’50, l’America lava i panni sporchi in casa,
possibilmente con una lavatrice nuova di zecca. Uno di questi panni si
presenta una sera alla porta della villetta con il giardino e si parte
per un giro panoramico nell’ incomprensibile circo dei sentimenti che
alla fine fanno la vita di tutti: l’amore, l’orgoglio, la colpa, la
pena, il perdono.
Tutti e tre i protagonisti del romanzo conservano per tutta la durata
del racconto il ruolo che la vita ha assegnato loro e al quale
pigramente si sono adattati: la moglie resta pensosa e pronta a
immolarsi per l’ennesima causa, il marito resta distante , perennemente
e innocentemente stordito dagli eventi, e poi c’è il panno sporco alla
continua ricerca di una porzione di felicità.
Greer si fa leggere e un po’ ci inquieta…e se l’articolo indeterminativo del titolo non avesse senso? Scelto da Layla
Gennaio 2009

Lucy Dillon
Lezioni di ballo
Garzanti
Tutto è pronto per la lezione di danza. La pista da ballo scintilla, nonostante il legno consumato. Angelica Henders, ex campionessa di ballo e ora maestra di danza, è al centro della pista, pronta per ballare. Intorno a lei tutti gli allievi, alla ricerca del ritmoche possa cambiare la loro vita. Per tutti è tempo di affrontare la musica e la danza, ma soprattutto di capire, attraverso l'alchimia del ballo il senso della vita, dell'amore, e dell'amicizia. Come Katie e Ross che hanno deciso di iscriversi alla scuola di ballo come ultimo tentativo di salvare il loro amore... Scelto da Francesca

Cristiano Cavina
i frutti dimenticati
Marcos y marcos
Suo padre era sparito nel nulla.
Con la sua assenza, aveva lasciato un vuoto clamoroso.
Ma la fantasia lo aveva trasformato in un uomo quasi magico, protagonista di imprese straordinarie.
Ora, quel padre da sempre ignoto è sbucato all’improvviso, lo ha
rintracciato raccontando una bugia alla sua casa editrice. Di punto in
bianco, lui dovrebbe chiamare papà un uomo che “per me non è niente,
non è nessuno”. Proprio quando diventa babbo anche lui, ma con una
compagna che è non più sicuro di amare, mentre tutto sembra sfuggirgli
di mano. Non è facile diventare figlio e padre nello stesso momento.
Non è facile separarsi dalla madre del proprio figlio proprio in quel
momento. Per fortuna, c’è un pozzo segreto e senza fondo a cui
attingere. Un pozzo scintillante di amicizie e passioni, racconti e
personaggi, avventure reali e immaginarie: piante officinali dai
profumi secolari e sogni che volano come mongolfiere, nonne dai poteri
speciali e secoli di battaglie nascoste tra le foglie.
Per vedere sempre oltre, in mezzo alle onde della vita.
E trovare una lingua segreta con cui parlare al proprio figlio appena nato.

Nadeem Aslam
Mappe per amanti smarriti
Feltrinelli
In una innominata città inglese vive una piccola comunità pakistana. Kaukab, donna semplice e ignorante, è lacerta dalle regole morali delle proprie origini e la realtà che la circonda. Suo marito Shamas è, invece, una sorta di libero pensatore, convinto che le due culture debbano integrarsi. Si innamroa di Soraya, una giovane appena giunta dal Pakistan: un amore tragico, che lo renderà per sempre infelice.

Stieg Larsson
La regina dei castelli di carta
Marsilio
Si intitola La regina dei castelli di carta ed è il titolo conclusivo della trilogia «Millennium». Ritroviamo Lisbeth Salander, la giovane hacker, immobilizzata in un letto d’ospedale con una pallottola in testa, mentre il giornalista-investigatore Mikael Blomkvist, vicino alla verità sul terribile passato della ragazza, è deciso a pubblicare su Millennium un articolo di denuncia che farà tremare la Svezia, a partire dai servizi di sicurezza e dal governo. leggi lo speciale dedicato alla trilogia

Norman Mailer
Il castello nella foresta
einaudi
Uno dei più acclamati romanzi della letteratura nordamericana del dopoguerra. Con la sua passione per le sfide, con il suo stile inconfondibile, per la sua eterna ossessione di misurarsi con il bene e il male, Mailer traccia la vita di Hitler e i primi anni della sua giovinezza. A raccontare la storia non può essere che il diavolo.

romana petri
ovunque io sia
cavallo di ferro
La storia di tre donne in una Lisbona mitica. Una narrazione epica in cui convivono saghe familiari, amori sconfinati e misteriosi dolori da tramandare nei secoli ad onta della storia. Ma nel Portogallo della Petri c'è anche il peso della dittatura alla fine c'è anche il riscatto conquistato dal vigore di un seme chiamato libertà.

Marcell Sauvageot
Lasciami sola
Guanda
Una donna ricoverata in un sanatorio riceve dall'uomo che ama una lettera che è freddo congedo e vile confessione. Sta, infatti, per sposare un'altra e con ipocrita magnaniità le offre come elemosina la sua amicizia. Lei declina con eleganza e grande amor proprio. E' un canto questa breve confessione, il canto di addio della vita. scelto da Francesca

Yoko Ogawa
L'anulare
Adelphi
L'autrice è una delle ragazze terribili della nuova letteratura giappponese. Il libro è di breve respiro ma inchioda il lettore alla pagina. Clima e argomento surreale, un mondo feticistico pervaso da un erotismo raffinato. Scelto da Lorena Fresca, Ancona

Jonathan Coe
Circolo chiuso
Feltrinelli
Con la sua struttura lineare e ironica, con il suo sguardo amaro sempre sul confine fra humor e tragedia, Coe è capace di registrare le pulsioni vitali del quotidiano trasformandole in mito e narrazione. Da non perdere! Scelto da Fabrizio Fides


