Scelti per voi 2009!

 

I libri amati e le schede dai nostri lettori.

Questa è la nostra rubrica dedicata al tam tam letterario. Le schede di seguito sono a cura dei lettori della nostra comunità.

Dicembre 2009

Robert Schneider, L'apocalisse

Nella chiesa di San Venceslao, a Naumburg, in Germania, fa bella mostra di sé un organo riccamente ornato di decorazioni e magnifici intagli barocchi. Risale alla prima metà del XVIII secolo, al tempo in cui tra le città tedesche si combatteva, a colpi di canne e tastiere, una nobile gara per avere l'organo più imponente. Benché lo strumento di San Venceslao abbia patito nel corso del tempo molte ingiustizie, il completo rifacimento, ad esempio, in stile XIX secolo del prospetto riccamente decorato oppure le bombe degli alleati, dell'originale c'è ancora così tanto che si può definire a buon diritto un organo bachiano. A Naumburg, e nell'intera Germania unificata, tutti sanno infatti che intorno al 1747 Bach trascorse nell'allora amena città tedesca cinque giorni e cinque notti, alloggiando nella locanda Zum Grünen Schild e lasciando dietro di sé un conto stratosferico. Tra numerose birre di Merseburg scolate, brocche di vino, caffè e tabacco da pipa, Bach ebbe tuttavia il tempo di posare le sue dita gottose sulla tastiera del grande organo di San Venceslao. Che da allora è venerato a tal punto da richiamare a Naumburg una carrettata di professori della Bach Gesellschaft, pronti a ispezionare migliaia di canne pur di far pervenire alle autorità il loro compunto e inoppugnabile parere sullo stato di conservazione del vetusto strumento. Nessuno dei membri illustri della Bach Gesellschaft o dei disillusi abitanti di Naumburg sa però che dentro il vano dei mantici, nella pancia dell'organo, la sera della vigilia di Natale del 1992, aiutato dal fratellastro, l'organista di San Venceslao, il signor Jakob Kemper, deriso da molti e ignorato dai più, compositore, direttore d'orchestra, virtuoso dell'organo miseramente fallito, e infine mezzo pazzo che se ne va in giro per Naumburg con un cappotto appartenuto a Šostakovič troppo corto per lui e una sciarpa tutta bucherellata dalle tarme, ha fatto una scoperta sconvolgente. In un fagotto polveroso ha trovato un incartamento intitolato Apocalypsis Beati Ioannis Apostoli Oratorio, una partitura di 168 pagine di una misteriosa, sconosciuta opera di Johann Sebastian! Dal giorno della scoperta, Kemper si è asserragliato in casa, anche perché la faccenda non è senza conseguenze per lui. Più penetra nello studio di quella strana partitura, più incubi terribili, visioni e presagi oscuri si assembrano nella sua mente... Divertente, sostenuto da un sofisticato e sottile humour, attraversato da echi manniani nella sua ironica dimensione faustiana, L'Apocalisse è una splendida conferma del talento letterario di Robert Schneider.

Dall'autrice de "La ragazza con l'orecchino di perla"

Tracy Chevalier, Strane creature

È il 1811 a Lyme, un piccolo villaggio del Sussex, sulla costa meridionale inglese. Le stagioni si susseguono senza scosse in paese e il decoro britannico si sposa perfettamente con la tranquilla vita di una provincia all'inizio del diciannovesimo secolo. Un giorno, però, sbarcano nel villaggio le sorelle Philpot e la quiete è subito un pallido ricordo. Vengono da Londra, sono eleganti, vestite alla moda, sono bizzarre creature per gli abitanti di quella costa spazzata dal vento.
Margaret, diciotto anni, riccioli neri e braccia ben tornite, sorprende costantemente tutti coi suoi turbanti verdolini sconosciuti alle ragazze di Lyme, che se ne vanno in giro ancora con grevi vestiti stile impero. Louise, meravigliosi occhi grigi e grandi mani, coltiva una passione per la botanica che è incomprensibile in quel piccolo mondo dove alle donne è dato solo di maritarsi e accudire i figli.
Ma è soprattutto Elizabeth, la più grande delle Philpot, a costituire un'eccentrica figura in quel paesino sperduto sulla costa. Ha venticinque anni. Dovrebbe comportarsi come una sfortunata zitella per l'età che ha e l'aspetto severo che si ritrova, ma se ne va in giro come una persona orgogliosamente libera e istruita che non si cura affatto di civettare con gli uomini.
In paese ha stretto amicizia con Mary Anning, la figlia dell'ebanista. Quand'era poco più che una poppante, Mary è stata colpita da un fulmine. La donna che la teneva fra le braccia e le due ragazze accanto a lei morirono, ma lei la scampò. Prima dell'incidente era una bimba quieta e malaticcia. Ora è una ragazzina vivace e sveglia che passa il suo tempo sulla spiaggia di Lyme, dove dice di aver scoperto strane creature dalle ossa gigantesche, coccodrilli enormi vissuti migliaia di anni fa.
Il reverendo Jones, un uomo con il volto squadrato, i capelli a spazzola e le labbra sottili che non stanno mai ferme, dice che le cose non possono stare in questo modo, perché sarebbe contrario alla Bibbia. Dio non può aver creato delle bestie così grandi per poi sbarazzarsene.
Elizabeth Philpot però non solo presta fede alla ragazzina, ma la protegge anche dai cacciatori di fossili e dagli avventurieri che accorrono a frotte a Lyme. Tra questi anche l'affascinante colonnello Birch, un militare dritto e sicuro di sé dai bei capelli folti e neri, che infrange il cuore di Mary e suscita una morbosa, irresistibile attrazione nella maggiore delle Philpot.
Basata sulla storia vera di Mary Anning, la ragazzina che a Lyme Bay portò alla luce il cranio del primo ittiosauro e rese così possibile quella svolta negli studi sull'evoluzione che trovò il suo coronamento nel 1859, con la pubblicazione dell'Origine delle specie di Darwin, Strane creature è una delle opere più riuscite di Tracy Chevalier: un'avvincente storia di donne che lottano contro le ottuse convenzioni di un'epoca per aprire la strada al progresso e alla conoscenza.

 

Giaime Alonge, L'arte di uccidere un uomo

L’arte di uccidere un uomo è un romanzo bellico e come tale è pieno di sconfinamenti e mutuazioni dal cinema di guerra. Il bellico, infatti, è uno di quei generi che, come la fantascienza o il noir, si sono sviluppati a cavallo tra letteratura e cinema, finendo con il creare un bagaglio comune di immagini, situazioni, personaggi.

Quello della missione portata a termine da un gruppo di soldati eterogeneo per provenienza geografica e sociale, e per idee e visione del mondo, è un vero e proprio topos del war film, da Obiettivo Burma (1945) a Salvate il soldato Ryan (1998). Senza considerare che i film sui mercenari – I quattro dell’Oca selvaggia (1978), I mastini della guerra (1980) –  rappresentano a tutti gli effetti un sotto-genere del war movie.
Ma nell’Arte di uccidere un uomo si respira anche l’aria di altri generi cinematografici. Il western, innanzi tutto, quello classico di John Ford, così come il neo-western di Sam Peckinpah. E a metà del viaggio dei protagonisti attraverso le montagne tra Iraq e Turchia, improvvisamente, la vicenda prende una svolta da racconto d’avventura al limite del fantastico. In quei capitoli, il romanzo diventa una specie di mélange tra I predatori dell’arca perduta (1981), Conan il barbaro (1982) e il racconto di Rudyard Kipling L’uomo che volle farsi re, di cui nel 1975 John Huston fece una memorabile versione cinematografica con Sean Connery e Michael Caine, quest’ultimo modello esplicito di uno dei due eroi del mio romanzo. E andando oltre il cinema, è chiaro che nelle pagine dell’Arte di uccidere un uomo ci sono anche certi fumetti popolari negli anni Settanta, come Tex, Zagor e Guerra d’eroi, oltre che – ovviamente, per chi oggi è intorno ai 40 anni – Sandokan.
Non si tratta di nostalgia per il pop degli anni Settanta, che è anzi un atteggiamento che non amo, ma ognuno si porta dietro la cultura in cui è cresciuto, anche incosapevolemente. Qualche mese fa mi è capitato per caso di rivedere una puntata di Sandokan, che appunto mi aveva assolutamente stregato da bambino, ma cui da allora non avevo più pensato molto, e certo non mentre stendevo il romanzo. Rivedendo le immagini di quello sceneggiato, all’improvviso mi sono reso conto che i due protagonisti del mio libro sono chiaramente una trasfigurazione di Sandokan e Yanez.
Il mio primo ricordo cineamtografico è I magnifici sette (1960), visto al cinema all’aperto di Ceriale Ligure. Se dovessi definire L’arte di uccidere un uomo con una sola frase, come si fa davanti ai produttori hollywoodiani, direi che si tratta dei Magnifici sette con i veterani dell’Armata Rossa, in una parola: un eastern.

Politica e criminalità, complotti e rocambolesche avventure nel nuovo romanzo di un maestro del noir d’Oltralpe in libreria il 18 novembre

Serge Quadruppani,Rue de la Cloche

Si chiamava Juliette, ma lui non era Romeo. Il suo nome era Léon, traduttore disilluso, amante svogliato, deciso a macerarsi nel suo dolore senza lasciarsi coinvolgere in palpitanti avventure. Se non fosse che ha gettato via il manoscritto di un libro che nessuno ha letto e che pare indaghi sull’ultima delle Grandi Opere del Presidente; che c’è la guerra del Golfo, la Yakuza sbarca a Parigi Est e le banche si scontrano in Rue de la Cloche. Se non fosse che alle Presses de France gli intrighi dei capoccia valgono un bombardamento chirurgico. Se non fosse che Juliette è sparita in un buco nero e che fioccano i morti. Perché Léon ha incontrato Emile K., l’ex superpoliziotto, e allora, come nel Golfo, tutto rientrerà nell’ordine, ma non nell’ordine previsto.
Serge Quadruppani, francese, è nato nel 1952. Vive tra Roma e Parigi ed è direttore di una collana pubblicata da Metailié dedicata al noir italiano. Ha scritto diversi saggi e romanzi noir, fra cui L’assassina di Belleville, La breve estate dei colchici, La notte di Babbo Natale, pubblicati nei Gialli Mondadori. Per Marsilio sono usciti nel 2007 In fondo agli occhi del gatto e nel 2008 Y, primo volume di una trilogia poliziesca che prosegue con Rue de la Cloche. Traduttore dall’americano e dall’italiano, è la voce francese di alcuni dei migliori giallisti del nostro paese, da Andrea Camilleri a Massimo Carlotto, da Marcello Fois a Giancarlo De Cataldo.

Novembre 2009

La vita come un romanzo russo

Di Geraldine Meyer da "Sul romanzo"

I libri di Carrere pongono sempre più di qualche difficoltà. Sia nel definirli, sia nel recensirli. E forse questa è la dimostrazione che ci si trova dinanzi a uno scrittore quantomeno complesso. C'è sempre, tra le sue righe, come una fastidiosa musica di sottofondo. E non si riesce mai a capire se sia la storia o un personaggio o l'atmosfera tutta del libro. Vi ricordate la “Settimana bianca” o “L'avversario”? Fin dalle prime pagine, senza bisogno di sapere come proseguisse la storia, si veniva sommersi da un senso di disagio, quasi di freddo. >>segue

 

Layla intervista il vampiro

Che di vampiri se ne abbia davvero abbastanza si sa, in libreria ce lo diciamo tutti i giorni. E dire che io la Meyer l’ho pure letta, faccio parte dello stuolo di teen o presunte tali che hanno seguito le peripezie di Edward e Bella, ho passato l’età per attaccare il poster di Pattinson in cameretta ma ho comunque dovuto riconoscere che l’autrice è brava..una brava furbacchiona: sa come farsi leggere. Nonostante l’argomento “non morti” sia ormai arrivato alla sua saturazione con la spallata finale della Smith per Newton & Compton, sono qui a suggerirvi di leggere Intervista col vampiro, bestseller di qualche anno fa firmato Anne Rice .Se subite il fascino delle creature della notte non vi sarà difficile chiudervi in casa per un paio di giorni e divorarlo. La Rice i vampiri ve li presenterà bellissimi, potentissimi, colti, ricchi, amorali come Lestat, ( e come i Volturi..) o romantici, assorti ed estasiati dal mondo come Louis, e soprattutto aprirà uno squarcio su una questione: si può scegliere di diventare vampiri? Il tema del libero arbitrio in chiave decisamente gotica dunque. Struggimenti e patimenti squisitamente umani in corpi immortali, il tutto gettato nella giostra dei secoli tra New Orleans e Parigi. Ne vale la pena, poi potrete abbandonare il genere senza rimpianti.. (ne dicano pure le case editrici le quali non accennano a mollare l’osso e scovano presunte Meyer ad ogni angolo di strada…) La Rice è un must. ls 26-11

 

La strada verso casa

Come tanti altri migranti dell’Est, armato di cieca fiducia e di una volontà di ferro, Lev intraprende un lungo viaggio per raggiungere l’Inghilterra, nei suoi sogni la patria della ricchezza e della fortuna.E di fortuna ne ha proprio bisogno, disoccupato, con una figlia di quattro anni e una madre anziana da mantenere dopo la morte della moglie. L’arrivo a Victoria Station segna la fine di ogni illusione: lo straniero si ritrova solo, con le tasche vuote, smarrito in una città ostile, che non ha nulla di meglio da offrirgli se non una attività di volantinaggio per un venditore di Kebab. Inizia così una picaresca avventura, a tratti comica, spesso dolorosa, attraverso la sconosciuta metropoli, all’insegna della precarietà e alla disperata ricerca di un nuovo senso di appartenenza. Fra incontri bizzarri e insperate opportunità, Lev trova l’amicizia nella casa di un idraulico irlandese alcolizzato, riscopre l‘amore nella inquieta e sensuale Sophie, e impara ad affrontare ogni sfida con l’unica risorsa cui aggrapparsi: un’incrollabile fede nei suoi sogni. L’autrice ha saputo affrontare un tema di scottante attualità: e cioè di come noi guardiamo l’altro, di come percepiamo la diversità. E di come l’altro – lo straniero a casa nostra - a dirla con la pancia, vive il tormentato mondo dell’ousider sapendo di esserlo. Il libro, pienamente riuscito, mi ha tenuto incollato e appassionato fino all’ultima pagina. (Rose Tremain, In cerca di una vita, Tropea editore) mg 26-11

Wu Ming, Altai

Il ritorno dei personaggi e delle ambientazioni di Q in uscita da Einaudi il 17 Novembre. Con Q esordiva, nel 2000, il collettivo Luther Blissett, oggi Wu Ming. Un esordio di grande successo, in Italia come all'estero. A distanza di quasi dieci anni il collettivo torna alle sue origini con un nuovo romanzo, Altai, che di Q riprende le ambientazioni e alcuni dei personaggi. E tra battaglie epocali - Nicosia, Famagosta e lo scontro finale di Lepanto -, intrighi e scontri di civiltà Wu Ming firma un romanzo avvincente che presenta tutti gli ingredienti che hanno reso Q un successo internazionale.
Così Wu Ming 4 ha parlato del nuovo romanzo: «Altai per noi è stata l'occasione per tornare sul "luogo del delitto", al nostro romanzo d'esordio che è anche il nostro più noto, con molte traduzioni all'estero. La scelta è stata determinata da tanti fattori, sommovimenti interni al collettivo e il senso di un ciclo che si stava compiendo. Avevamo bisogno di raccontare lo sforzo di cambiare il mondo, al centro di Q, in chiave più problematica e con un protagonista diverso, non più lo straniero senza nome. Ma abbiamo scelto ancora un io narrante, un protagonista che incontra alcuni dei personaggi che hanno popolato le pagine di Q, quindici anni dopo il suo epilogo. Tra loro anche il protagonista di Q, ormai settantenne e con una diversa consapevolezza. Ma Altai non è semplicemente un sequel di Q, è un romanzo diverso, diverso il ritmo e la percezione del mondo dei personaggi. Il teatro però è lo stesso di Q, il Mediterraneo orientale. Siamo ancora nell'impero ottomano, un mondo complesso che ci ha riservato molte sorprese».

 

Che la festa cominci

Nel nuovo romanzo di Niccolò Ammaniti gli ultimi Cavalieri dell'Apocalisse fanno riunioni sataniste in una pizzeria di Oriolo Romano. Uno scrittore di successo da anni non scrive più una riga. Un palazzinaro si compra dal Comune di Roma un parco pubblico di 170 ettari per farne la sua residenza privata. E organizza la festa esclusiva e imprevista del secolo. Un romanzo spericolato dove Niccolò Ammaniti riunisce tutte le caratteristiche che ne fanno il beniamino di milioni di lettori. Il divertimento più scatenato insieme all'amore incondizionato per personaggi che non lasceremo più, fino all'ultima pagina. L'immaginazione anarchica insieme a una lucidità senza scampo che fruga e rivela ogni nostro più vergognoso segreto.

 

Fred Vargas, Scorre la Senna


La donna grassa volò al di sopra del parapetto del ponte National fino alle acque nere della Senna. Il fiume scorreva veloce, spinto da un vento gelido. Nessuno per strada, nessuno che fosse lì a vedere. Bar chiusi, taxi assenti, città deserta. Il Natale è una festa domestica, interna. Così, prima di mezzanotte tutti si sono rintanati. La donna grassa volò in acqua senza che nessuno s'immischiasse.

Scorre la Senna è un libro senza precedenti nella produzione di Fred Vargas, una raccolta che riunisce gli unici tre racconti, inediti in Italia, mai pubblicati dalla scrittrice francese - Salute e libertà, La notte efferata e Cinque franchi l'una. Protagonista delle tre indagini il più amato tra i personaggi inventati da Vargas, Jean-Baptiste Adamsberg - la cui ultima avventura, Un luogo incerto, ha superato le 115.000 copie vendute. E come sempre accade nelle indagini del commissario, ironia e mistero, crimini efferati e inattesi colpi di scena si alternano creando un'atmosfera inquietante sottolineata dai disegni in bianco e nero di Edmond Baudoin - illustratore anche dell'unica graphic novel scritta da Vargas, Les quatre fleuves. Nei tre avvincenti casi di Scorre la Senna i lettori di Vargas ritroveranno tutte le caratteristiche che hanno reso i suoi romanzi dei grandi successi. Se è necessario tutto l'intuito di Adamsberg per risolvere il caso al centro di Salute e libertà, e svelare gli insospettabili legami tra alcune minacciose lettere anonime e l'improvvisa comparsa di un barbone sulla panchina davanti al commissariato, a essere messa alla prova in Cinque franchi l'una è l'inventiva del commissario, alle prese con il testimone di un delitto poco propenso a collaborare. Mentre un omicido commesso la notte di Natale, La notte efferata, è il punto di partenza per una indagine che svela uno scambio di identità e regala ai lettori una riflessione sul Natale decisamente lontana dalla retorica della ricorrenza.

Leggere Lolita a Teheran

di Carla Casazza

Quando nel 1979 in Iran avvenne la a cosiddetta rivoluzione islamica che depose lo scià e collocò al potere l'ayatollah Khomeini, ero poco più che una bambina quando, avevo 12 anni e cominciavo a scoprire che il mondo non era rosa come lo avevo immaginato fino ad allora. Rimasi turbata vedendo scorrere al telegiornale le vicende che coinvolsero quel paese sia perchè, per la prima volta, coglievo il binomio islam-politica, sia perchè la mia sensibilità ed il mio idealismo di ragazzina cresciuta in un ambiente familiare in cui le donne erano molto emancipate, furono estremamente toccati nel vedere quali pesanti restrizioni subì la libertà delle iraniane in quegli anni. leggi

Ottobre 2009

Susanna Tamaro Il Grande Albero

'Il grande albero' è l'ultimo frutto della penna di Susanna Tamaro, Protagonista un albero, appunto, ma dalla vita eccezionale, da subito diversa da quella dei suoi simili. La Tamaro tocca con la sua creatività temi come l'amore, la natura e la continuità della vita, lungo le pieghe dell'esistenza di un abete che incontrerà l’imperatore d’Austria Francesco Giuseppe, verra’ toccato dalla principessa Sissi, rischiera’ di diventare un violino, ascoltera’ i sussurri degli innamorati e i versi dei poeti. E poi lascera’ la radura dove e’ nato e conoscera’ la vita di una metropoli, diventando l’albero di Natale di Piazza San Pietro a Roma.
Accanto al maestoso protagonista i ragazzi potranno divertirsi con Crick, uno scoiattolo dal pelo ramato, che abita tra le sue fronde ed e’ determinato a salvare il maestoso abete da questo triste destino e fara’ di tutto per tornare insieme a lui nel bosco. Ma sembra che l’unica persona in grado di aiutarlo davvero sia quel puntino bianco che Crik vede affacciato a una finestra di un grande palazzo, quell’essere umano che tutti ascoltano in devoto silenzio: il Papa. Ecco quindi che, nella storia, il grande albero diventa un osservatorio privilegiato da cui scrutare la realta’ circostante, un occhio spalancato sul mondo, un orecchio sempre teso all’ascolto.

Un viaggio nell'Asia post bolscevica

Per la libertà si può sacrificare tutto, anche la vita. Dopo la rivoluzione bolscevica del 1917, il nomade Amangheldy fresco sposo di Ainagul' col figlio Kudai in fasce, nell' Asia centrale in fiamme tra l'avanzata dell'Armata rossa ad ovest e dei cinesi ad est, lascia al sicuro la famiglia e ingaggia col destino una lotta eroica e disperata per difendere il suo popolo. Assieme al compagno e amico Kamdam, in uno scenario fatto di violenza e sopraffazione, percorre le tappe dell'inevitabile tragedia impegnandosi in una guerra personale contro il barbaro invasore, tenendo in scacco per cinque anni la potentissima Armata rossa: così rinuncia a salvare se stesso mettendo al primo posto l'onore della sua gente. Tradito da due disertori, infatti sarà fucilato assieme a Kamdam. Dopo 'L'amico di Stalin' vincitore del premio Cuneo, Nereo Laroni, consigliere regionale del Veneto ed ex sindaco di Venezia, col romanzo 'Il profumo dell'erba', si conferma scrittore dalle forti connotazioni umane e sociali, trovando un'esemplare sintesi tra lo sfondo naturale delle steppe asiatiche e i fatti devastanti della storia, per lanciare il suo il messaggio antitotalitario di libertà. Un elogio appassionato e coinvolgente. E in questo viaggio, narrando una storia d'amore e morte, come contaminato da una venezianità senza frontiere, segue il filo d'Arianna delle avventurose piste tracciate da Marco Polo con la preparazione dello studioso che conosce l'evoluzione politico-istituzionale di un'area complessa e inquieta come l'ex Unione Sovietica. Tra lacrime e sangue, in un intreccio di culture che oggi appaiono sempre più vicine all'Occidente globalizzato, là dove si incontrano turchi e slavi, mongoli e cinesi, Laroni ci racconta la storia del partigiano anticomunista Amagheldy e della sua famiglia, con un finale 'apocalittico' a sorpresa che riguarda il figlio Kudai, ricco esule in America e il cui ritorno in patria 'per annusare il profumo dell'erba' sarà fulminante. scelto da Giuliano Ramazzina
Nereo Laroni, Il profumo dell'erba, Marsilio editore

Un romanzo civile

“La signora del caviale” racconta di una comunità di pescatori di storioni sulle rive ferraresi del Po. Un intreccio di uomini, di storie e di amori, all’ombra della seconda guerra mondiale. A tenere le fila della vicenda la presenza discreta e distante della signora del caviale. Lei, ebrea, scompare con le leggi razziali e assieme a lei finisce per sempre l’epoca del caviale del Po. Un romanzo che racconta uno dei maggiori drammi del Novecento, le persecuzioni razziali, visto con gli occhi all’inizio ingenui e ignari di un bambino. Un romanzo poetico e forte che si legge tutto d’un fiato e che non si dimentica. Il libro è pubblicato da Cult editore. scelto da Carla

letture. memorie in tempo di guerra

Dacia Maraini
La nave per Kobe
Rizzoli

Per la prima volta la scrittrice Dacia Maraini si sofferma a raccontarci del suo legame con la madre svelando aspetti della storia di famiglia ancora inediti e soprattutto interrogando gli anni di permanenza in Giappone prima e all'inizio della seconda guerra mondiale. Aiutata nel ricordo da alcuni diari tenuti in quegli anni dalla madre, la scrittrice ricostruisce in forma di racconto il suo rapporto con la madre, un rapporto solo apparentemente distratto dalla seduttiva bellezza del padre, me nel tempo solidificatosi nel riconoscimento della sua forza coraggiosa e generosa. scelto da Francesca

 

Bioetica. Il libro di Ignazio Marino

Dal 2006 ad oggi, ovvero da quando ha iniziato a dedicare parte del suo tempo allo studio del testamento biologico, ha seguito con attenzione l’orientamento degli italiani attraverso numerose ricerche e indagini demoscopiche, realizzate tra la popolazione in generale ma anche all’interno di gruppi di persone selezionate sulla base della loro professione, religione, appartenenza geografica, livello sociale e culturale. Vi è un dato che rimane costante nel tempo e che risulta sempre identico in tutte le indagini: la stragrande maggioranza degli italiani è convinta che le decisioni su come affrontare le terapie nelle ultime fasi della vita debbano spettare all’individuo, a nessun altro. I cittadini conoscono bene i termini della questione, sono consapevoli dei propri diritti e non intendono rinunciarvi. Interveniamo a proposito di medicina, fede, etica e diritti, pubblicando un estratto sul tema del testamento biologico dal capitolo intitolato “Che cosa ne pensano gli italiani?” dal libro "Nelle tue mani" di Ignazio Marino, medico, senatore, candidato alla segreteria del Pd, pubblicato da Einaudi. leggi

Luis Sepulveda,
L'ombra di quello che eravamo,
Guanda

Tre amici si danno appuntamento in un magazzino di Santiago del Cile. Li accomuna l’antica militanza tra i sostenitori di Salvador Allende e uno sguardo amareggiato sulla vita. La città è molto cambiata, e anche loro non sono più gli stessi: c’è chi ha una valvola saltata in seguito a un soggiorno obbligato in un centro di tortura, chi ha perso la splendida chioma alla Jimi Hendrix, chi ha messo su una ragguardevole pancia. Convocati dall’anarchico Pedro Nolasco, detto l’Ombra, per compiere insieme un’ultima, audace azione rivoluzionaria, Lucho Arancibia, Lolo Garmendia e Cacho Salinas hanno però deciso di scrollarsi gli anni di dosso e attendono l’arrivo del loro leader. Invano: perché il destino cieco e beffardo ci mette lo zampino, prendendo le forme di un mitico giradischi che si trasforma in un micidiale proiettile, riservando a Nolasco la più musicale delle uscite di scena. Chi prenderà il suo posto, in una vicenda che è una girandola di coincidenze, se non il più sprovveduto tra i militanti delle molte correnti di un tempo, quel Coco Aravena a cui il destino offre finalmente una possibilità di riscatto? E dove condurranno le indagini dell’ispettore Crespo, alle prese con l’identificazione di un cadavere e con un furto di elettrodomestici? Il nuovo libro di Sepulveda, L'ombra di quel che eravamo dice anche altro. Racconta il sentimento di straniamento di chi per forza o per scelta ha abbandonato la propria terra quale che sia la ragione. Tutti ci portiamo il ricordo lieve dei posti a noi cari. Quando torniamo, pensiamo di trovare in quel posto la fotografia che abbiamo conservato, trovadolo invece diverso da come lo abbiamo amato. Ed ecco che siamo esuli in terra natia e stranieri a noi stessi. Un libro da leggere assolutamente! mg >> guarda il video

Come la musica cambia il corpo 1

Gianluca Morozzi è uno degli autori italiani più duttili e prolifici. Bolognese, di nascita e di sfegatata fede calcistica, classe 1971, dopo l'incontro con Giorgio Pozzi della Fernandel inizia la sua brillante carriera di scrittore che prosegue tra la piccola casa editrice ravennate e la Guanda. Ha pubblicato i romanzi : "Despero", "Dieci cose che ho fatto ma che non posso credere di aver fatto, però le ho fatte", "Accecati dalla luce", la raccolta di racconti "Luglio, agosto, settembre nero", "L'abisso", "Le avventure di zio Savoldi" tutti usciti da Fernandel. Presso Guanda ha pubblicato i romanzi "Blackout", "L'era del porco", "L'Emilia o la dura legge della musica" e “Colui che gli dei vogliono distruggere”. Oltre ai romanzi già pubblicati, ha all'attivo numerosi racconti, inseriti in diverse antologie. Nella sua produzione sono frequenti i riferimenti alle esperienze personali, in particolare quelle inerenti la fede calcistica per il Bologna FC e la musica. È il chitarrista degli Street Legal, una tribute band che omaggia Bob Dylan. Ha suonato nel cd "Deviazioni", tributo a Vasco Rossi pubblicato in allegato al Mucchio Extra, realizzando con Andrea Parodi il brano "Brava". Nel 2008 Carmine Brancaccio ha scritto la sua biografia, dal titolo “L'era del Moroz. Tra la vita e la scrittura” di Gianluca Morozzi. Il suo ultimo romanzo è “Colui che gli dei vogliono distruggere”. Terra L: un mondo quasi uguale al nostro, a parte qualche rilevante differenza. Fra i tetti di Bologna, su Terra L, vive un su - pereroe. Si chiama Leviatan. I suoi poteri cambiano ogni dodici ore, in maniera incontrollabile. Da più di un secolo difende l’umanità da ogni pericolo. Nella sua identità segreta, Leviatan si fa chiamare Daniel, vende dischi e fumetti rari ed è fidanzato con un’isterica scrittrice di romanzi erotici. Che è innamorata di Leviatan. Su Terra L vive anche un altro eroe, un uomo che, sbucato dal nulla a New York nei primi anni Sessanta, ha scritto tutte le canzoni più famose della storia della musica. Si chiama Johnny Grey. Artisti come David Bowie o Lou Reed, privati del proprio sfogo artistico, sono diventati folli supercriminali, sempre impegnati in macchinazioni che Leviatan deve sventare. Terra Prima: il nostro mondo rassicurante e familiare. Qui i supereroi vivono soltanto nei fumetti, e David Bowie e Lou Reed sono rispettate rockstar. Su Terra Prima, un musicista di nome Kabra ha pochi giorni per scrivere la canzone che rilancerà i Despero, la sua storica band, e sfuggire ai tentativi di seduzione della bella Elettra, chitarrista talentuosa e pazza. Nella sua tragicomica odissea, preda di una terribile crisi creativa, si imbatte in un edicolante che blatera di supereroi e di supercriminali dai nomi molto noti.

 

Come la musica cambia il corpo 2

Un interessante cambio di prospettiva sulla musica e sulle sue influenze si legge con l'uscita del libro “La rivolta dello stile” che il giornalista Pierfrancesco Pacoda ha scritto con il sociologo e antropologo Ted Polhemus. La musica è il linguaggio per eccellenza delle culture giovanili. Espressione di un confuso supermarket dello stile, definisce oggi i confini, sottili, delle comunità, e ha sostituito così l’appartenenza a un’etnia basata sulle radici e la tradizione. Fenomeno sempre più al centro della cultura delle metropoli, dove i ragazzi fondano la loro identità proprio sui suoni nei quali si riflettono. Quegli stessi suoni che non si limitano più a essere canzoni, ma generano linguaggio, abbigliamento, consumi. Quello, insomma, che viene definito “stile di vita”. Questo libro è una guida alle modificazioni che solcano i codici del lifestyle e della società, ricostruendo una geografia fatta di luoghi, club, stelle del rock e dj di successo che, inconsapevolmente, hanno messo in relazione la strada e i consumi, l’underground e l’alta moda, sovrapponendo frammenti di una ribellione che passa dal rock’n’roll a Malcolm X, da Vivienne Westwood ai chicanos che ballano nei club latin only di New York. Polhemus e Pacoda raccontano la nascita di una rivoluzione che, attraverso i grandi protagonisti della musica bianca e nera, ha contribuito a cambiare il volto dell’America e dell’Europa.

Cormac McCarthy
Sutree
Einaudi

Ci sono voluti vent'anni, non molto più del tempo impiegato da Cormac McCarthy per scriverlo, perché i lettori potessero trovare in libreria la traduzione italiana di Suttree. Salutato come «il più esilarante e il più insopportabilmente triste dei libri di McCarthy» e «insuperato nella letteratura americana» (Stanley Booth) o più semplicemente come «il capolavoro di Cormac McCarthy» (Roger Ebert), Suttree occupa senz'altro un posto di rilievo nella produzione letteraria dell'autore di capolavori come Meridiano di sangue e La strada. Si tratta di un lungo romanzo - di ispirazione autobiografica, si mormora - incentrato sulle (dis)avventure di Cornelius Suttree, un uomo che vive in una fatiscente casa galleggiante sotto un ponte di Knoxville e si mantiene pescando sul fiume Tennessee. Di notevole cultura e proveniente da una famiglia benestante, Suttree passa la vita ubriacandosi e bighellonando insieme alle persone che popolano McAnally Flats, il quartiere più fetido di Knoxville. Ma soprattutto cerca inutilmente di tenere fuori dai guai il deuteragonista più divertente mai creato dall'immaginazione di Cormac McCarthy, Gene Harrogate, il «topo di campagna», che appare per la prima volta illuminato dai riflettori della polizia con le braghe calate a pancia in giù su un'anguria affaccendato in faccende che il tatto impone di lasciare all'immaginazione.

Settembre 2009

Azar Nafisi
Leggere Lolita a Teheran
Adelphi

di Carla Casazza

(Dal risvolto di copertina)
"Nei due decenni successivi alla rivoluzione di Khomeini, mentre le strade e i campus di Teheran erano teatro di violenze tremende, Azar Nafisi ha dovuto cimentarsi in un’impresa fra le più ardue, e cioè spiegare a ragazzi e ragazze esposti in misura crescente alla catechesi islamica una delle più temibili incarnazioni dell’Occidente: la sua letteratura. Il risultato è uno dei più toccanti atti d’amore per la letteratura mai professati – e insieme una magnifica beffa giocata a chiunque tenti di interdirla."
Quando nel 1979 in Iran avvenne la a cosiddetta rivoluzione islamica che depose lo scià e collocò al potere l'ayatollah Khomeini, ero poco più che una bambina quando, avevo 12 anni e cominciavo a scoprire che il mondo non era rosa come lo avevo immaginato fino ad allora. Rimasi turbata vedendo scorrere al telegiornale le vicende che coinvolsero quel paese sia perchè, per la prima volta, coglievo il binomio islam-politica, sia perchè la mia sensibilità ed il mio idealismo di ragazzina cresciuta in un ambiente familiare in cui le donne erano molto emancipate, furono estremamente toccati nel vedere quali pesanti restrizioni subì la libertà delle iraniane in quegli anni.
Leggere oggi il libro della Nafisi mi ha chiarito molte idee su ciò che accadde allora, sulle vicende che io percepivo molto filtrate attraverso i tg o i commenti dei miei genitori. Soprattutto perchè si tratta del racconto di chi ha vissuto in prima persona la rivoluzione islamica, trovandosi oltretutto nello scomodissimo ruolo di donna e di intellettuale in una realtà in cui proprio queste due categorie di persone erano le più colpite dalla repressione.
Un racconto, quello della Nafisi, reso ancora più efficace dall'idea di abbinare ai vari momenti in cui è suddiviso il libro altrettanti titoli di classici della letteratura americana moderna, gli stessi che la scrittrice e docente analizzava, in un primo tempo, durante i suoi corsi universitari e, dopo quando l'insegnamento in Iran era diventato per lei intollerabile, durante il "seminario carbonaro" che tenne a casa propria con sette allieve selezionatissime fino al 1993, anno in cui lasciò definitivamente l'Iran per vivere in esilio negli USA.

 

Agosto 2009

letture. Quasi un classico

Banana Yoshimoto
Kitchen
Feltrinelli

“Siamo rimaste solo io e la cucina. Mi sembra un po’ meglio che pensare che sono rimasta proprio sola. Nei momenti in cui sono molto stanca, mi succede spesso di fantasticare. Penso che quando verrà il momento di morire, vorrei che fosse in cucina. Che io mi trovi da sola in un posto freddo, o al caldo insieme a qualcuno, mi piacerebbe poterlo affrontare senza paura. Magari fosse in cucina!”

Mikage e Yuichi con la loro convivenza inaspettata, con una famiglia da inventare e la paura di cadere nuovamente nella morsa di un destino infausto sono i personaggi principali. E’ un libro malinconico ed emozionante da cui emerge la capacità dell’autrice di trattare temi complessi come la morte e la sofferenza in maniera stravagante, agile e per certi versi pacata. La Yoshimoto ha attinto con successo i suggerimenti di una letteratura popolare come il fumetto creando situazioni strane, paradossali, ambigue e descrivendole con dialoghi disinvolti, spigliati e giovani. A chi volesse leggerlo solo l’avvertenza di tenere bene in considerazione la diversità della cultura europea da quella giapponese. Lo si odia o lo si ama; non ci sono vie di mezzo. scelto da Giovanna, Imperia

letture. Un noir pisano tra racconto e cronaca

Giuseppe Meucci
All'alba del terrorismo
Edizioni ETS Pisa

Una notte di maggio del 1971 un cacciatore di farfalle notturne incontra sui Monti Pisani due uomini che trasportano un cadavere. Dalle prime indagini si scopre che si trattava di un oste che era stato avvelenato col curaro, ma presto emerge un collegamento con l'attentato che tre mesi prima aveva ucciso il giovane erede di una delle più importanti imprese edili italiane.
Comincia così un noir pieno di personaggi e colpi di scena, dove torbidi legami familiari si intrecciano con i primi episodi di terrorismo in Italia.
Che collegamento esiste tra l'oste avvelenato, il cacciatore di farfalle e il ragazzo ammazzato dalla bomba? A volte la realtà supera l'immaginazione: ecco una storia, nota come "il delitto dell'Archetto", dove un menage a tre (la madre, la figlia e uno degli assassini) si intreccia con la nascente eversione a Pisa.
L'Autore: Giuseppe Meucci è nato a Pisa ed è giornalista professionista da più di quarant'anni. E' stato a lungo responsabile dell'edizione pisana de "La Nazione" e corrispondente del "Corriere della Sera". Da giovane cronista seguì le vicende narrate in questo libro.

letture. Una Petra Delicado all'italiana.

con la scheda che segue Carla Casazza inizia la sua collaborazione con Bookavenue.

FEMMINA DE LUXE
di Elisabetta Bucciarelli
Perdisa editore

Cosa dire di nuovo e originale su Femmina de Luxe che non sia già stato scritto nelle tante positive recensioni uscite negli ultimi mesi? Difficile non essere catalogata come ripetitiva dai fans della Bucciarelli che seguono con attenzione ciò che viene pubblicato sulla scrittrice milanese. Perciò mi limiterò a raccontare cosa ci ho letto io, al di là della coinvolgente vicenda noir che già sarebbe sufficiente a renderlo un bel romanzo, ben scritto, che offre al lettore immagini così nitide da dare l'idea di essere di fronte ad un film.
Ci ho letto il senso di inadeguatezza che colpisce noi donne, sia che siamo belle e perfette, sia che siamo non allineate agli standard estetici comunemente accettati. La necessità dell'approvazione altrui, ad ogni costo. La fatica di raggiungere un equilibrio che basta un niente per mandare in frantumi. Ho letto in Olga l'ingenuità e la dolcezza, la fame di un amore alla cui mancanza supplisce con la fame di frappè e patate fritte, ma anche la capacità di andare oltre l'apparenza, di sapere cogliere l'umanità un po' distorta di chi è ai margini. Ho letto nell'Ispettore Maria Dolores Vergani la dualità di una professionista sicura di sè, che nella vita privata riesce a mortificarsi come solo noi donne siamo capaci di fare, imponendosi rinunce che lasciano il tempo che trovano in nome di un sentimento forse troppo idealizzato. Ho letto in Marta il disperato bisogno di attenzioni indirizzato verso una ricerca della perfezione fisica che non si ferma nemmeno di fronte ai limiti strutturali del proprio corpo, che è capace di sopportare un dolore indicibile e di venirne soppraffatta. Ma ho letto anche la grande passione di Olga per la vita, di Maria Dolores per il suo lavoro, di Elisabetta Bucciarelli per la scrittura. Tanto che non si limita a raccontare una storia, a scavare negli animi dei personaggi ma si sofferma a condividere coi lettori profumi, immagini, istanti rubati sedendo ad un caffè di lusso come il Florian o addentando un panzerotto di rosticceria.

Il libro del mese. Luglio 2009

Fratelli di mare

Amitav Ghosh
Mare di papaveri
Neri Pozza

Cuore di questa saga epica, l'Ibis, un veliero che, negli anni Quaranta del XIX secolo, solca le acque tumultuose dell'Oceano Indiano per combattere la Guerra dell'Oppio, il conflitto che, con il trattato di Nanchino, sancì la definitiva espansione dell'Impero britannico nel mercati d'Oltremare e che fu scatenato dalla Compagnia inglese delle indie Orientali per rovesciare lo squilibrio della bilancia dei pagamenti tra Gran Bretagna e Cina, favorevole decisamente in quegli anni a quest'ultima. Nel suo avventuroso viaggio, l'Ibis reca a bordo un'umanità davvero straordinaria: marinai, clandestini, braccianti, galeotti, un Maharaja in rovina, una vedova sfuggita alle dure costrizioni del suo clan, uno schiavo americano liberato, un orfano europeo dallo spirito libero. A mano a mano che i legami con le origini si affievoliscono, e i contorni delle vite precedenti sbiadiscono, i passeggeri e i membri dell'equipaggio cominciano a considerare sé stessi jahaj-bhais, "fratelli di navigazione". leggi l'articolo di Fabrizio Fides

Letture. Teresa Lovalpage, Morte di uno spagnolo all'Avana

Noir in salsa cubana

Sessantenne e divorziato, Pío Ponce de León, dirigente di un’azienda spagnola, viene mandato all’Avana per mettere ordine nella caotica filiale di Cuba. Una sera, vagando nella confusione delle strade dopo l’ennesima riunione inutile, resta folgorato dalla vista di Maricari, una biondina graziosa e ingenua che vende bamboline di pezza ai turisti. Nonostante la miseria, Maricari ha i suoi principi e non ha nessuna intenzione di vendersi a un ricco straniero, come le suggerisce – non troppo velatamente – la madre impicciona e autoritaria, non a caso soprannominata la Comandona. Eppure in qualche modo Pío riesce a conquistarla con mille attenzioni e promesse di felicità, e la ragazza è molto tentata di cedere alle sue avances. Ma l’idillio si tinge di noir con l’entrata in scena di un terzo incomodo, un bel travestito che si spaccia per santera e dispensa «consulenze spirituali»: ne scaturisce uno strampalato triangolo amoroso dalle conseguenze imprevedibili, emblema delle complicate geometrie sentimentali e sessuali dell’Avana.

Letture.

Salinger – Bukowski. Bel match.

"The catcher in the Rye” (nella traduzione italiana “Il Giovane Holden” Ed. Einaudi € 14,00) di J. D. Salinger e “Ham on rye” (“Panino al prosciutto” Ed. Tea, € 8,00) di Charles Bukowski.
Un eroe di una generazione e uno sbandato; due facce della stessa medaglia e della stessa nazione, gli Stati Uniti d’America. Holden Caufield e Henry Chinasky; due pseudo-autobiografie da parte di due grandi scrittori. Il primo sfuggente (anno di nascita 1919), figlio di una coppia di commercianti ebrei, non concede interviste, non abbiamo foto di lui tranne qualcuna strappata contravvenendo alle più elementari norme di privacy o quella tratta dall’annuario della scuola superiore, una vita quasi da asceta; il secondo il perfetto opposto: madre e padre di origine tedesca (anno di nascita 1920), lo troviamo nei bar per una solenne bevuta, in un bordello attorniato dalle sue donne, nella notte più buia dopo una serata di stravizi, praticamente una vita da beone.(Gianfranco Litrenta) continua

Italia senza. Una selezione di titoli per fotografare il nostro tempo corrente.

crisi democratica. il nuovo libro di salvadori

Democrazie senza democrazia

eddaOggi viviamo più che mai in un'era di sacralizzazione della democrazia. Ma, mentre celebra i suoi trionfi, la democrazia è soggetta a così forti motivi di deterioramento da indurre a domandarsi se, sotto l'apparenza, non si celi una realtà che ne contraddice i principi e i presupposti istituzionali e sociali. Fatto è che le istituzioni degli Stati nazionali e la tradizionale divisione dei poteri non sono più in grado, come mostrato dagli eventi che hanno provocato la grande crisi economica del 2008, di regolare e controllare le decisioni dei centri di potere "irresponsabili" che presiedono alla produzione e all'allocazione delle risorse materiali, influiscono in maniera determinante sulla politica degli Stati, plasmano l'opinione pubblica, condizionano pesantemente i processi elettorali. Dopo aver indicato i tratti costitutivi delle varie forme di democrazia, l'autore si sofferma in particolare su tre tipi di regimi: il regime liberale non democratico, il regime liberaldemocratico fondato sui partiti di massa e radicato negli Stati dotati di piena sovranità sul loro territorio e a "economia nazionale", il regime liberaldemocratico nell'era dell'economia globalizzata, dell'indebolimento dei partiti, dell'avvento del cittadino "video-dipendente", dello svuotamento progressivo della sovranità degli Stati.

crisi della magistratura. il libro di Liviadotti

Magistratura senza magistero

Tutti i segreti di Vostro Onore e del suo Eldorado di privilegi. I meccanismi di carriera a prova di somaro. L'assenteismo da uffici del catasto. Gli stipendi, le indennità e i gettoni da nababbo. Il trucco della scala mobile mai abolita. I guadagni extra garantiti dalla politica e dalle imprese. Lo scandalo delle ferie lunghe come a scuola. Gli intrighi correntizi nelle segrete stanze del Csm, dove un mese di lavoro dura tre settimane. I verbali delle sentenze burla della sezione disciplinare, che assolve anche chi dimentica un detenuto in galera. I dati shock sulla giustizia più costosa e inefficiente del mondo occidentale. Dove toga che sbaglia non paga mai. Nome per nome, cifra per cifra, quello che nessuno ha mai osato raccontare sulla madre di tutte le caste. La più temuta. Lottizzata. E pericolosa.

una inedita biografia del Cavaliere

L'unto senza il Signore

eddaDi Berlusconi molto è stato detto e scritto. Ma pochi si sono soffermati sull'intreccio di rapporti che lo legano al mondo cattolico. In queste pagine, Pinotti e Gumpel ripercorrono l'avventura del Cavaliere in una prospettiva originale, che ne illumina i lati oscuri caricando di nuovo senso le sue scelte politiche. Partendo dai suoi primi passi di imprenditore, l'inchiesta racconta la vera storia della Banca Rasini e dei suoi soci, analizza le connessioni con Calvi e Sindona e le operazioni offshore, e ricostruisce le origini della Fininvest, con il suo complesso e inestricabile gioco di scatole cinesi. Attraverso preziose testimonianze inedite, rilegge la nascita di Forza Italia, i rapporti con l'Opus Dei e CL, lo scambio di favori con la Curia, i legami con i nuovi cavalieri della finanza bianca, fino all'involuzione teocon sui grandi temi bioetici e alle battaglie in favore della famiglia. Una "santa alleanza" unisce i due poteri forti del nostro Paese, che sembrano non poter più fare a meno uno dell'altro.

il libro di Elisabetta Abrosi e Alessandro Rosina

Un Paese senza generazione

eddaDa sempre sono i giovani la parte più dinamica di una società: sono loro a travolgere le barriere della tradizione, a proporre inedite letture della realtà. Eppure in Italia, per le nuove generazioni, questo non vale. Scopertesi improvvisamente "rapinate" del proprio futuro, non accennano a reagire. Il conflitto generazionale è disattivato. Manca la spinta al rinnovamento e la società rimane rigida, poco reattiva davanti alle grandi sfide. Gli autori analizzano senza sconti le responsabilità di due generazioni, in modo diverso protagoniste in negativo dell'Italia di oggi. Padri che monopolizzano spazi e risorse disponibili, senza curarsi del bene comune; figli che dipendono morbosamente dalla famiglia, senza coraggio né capacità di immaginare un futuro diverso: sono alcuni dei motivi che rendono l'Italia un paese che non cresce, dove i giovani hanno scarso peso e poca voce. Sullo sfondo un interrogativo ineludibile: è ancora possibile, per i figli, un pieno riscatto o appare sempre più concreta l'inquietante ipotesi di un "salto di generazione"?

il libro di Alberto Statera

Un Paese senza etica

eddaLe storie di maggiore interesse partono in provincia: è lì che, se si ha voglia di indagare, appare in tutta la sua evidenza, a destra come a sinistra, la questione immorale, l'essenza di un Paese alla deriva. E' lì che domina un'altra casta, che viene ancor prima della politica e che anzi manipola e corrompe a piacimento i politici. E' la casta dei "signori degli appalti", quelli che delle aste e dei concorsi truccati hanno fatto una scienza, e che le mani sulle città le hanno messe da un pezzo e non intendono toglierle. E' un intreccio di cemento, finanza e banche, burocrazie complici, massonerie, consorterie, comitati d'affari. Date queste premesse, in Italia, il federalismo è un'illusione, anzi un incubo: è sinonimo di corruzione e spartizione ed è la scuola dove si impara un codice antietico che travolge qualunque educazione istituzionale. Il libro di Statera fa esplodere gli scandali soffocati, e ci mette sotto gli occhi una realtà nauseabonda a cui un Paese civile dovrebbe ribellarsi.

il libro di Luca Telese

Comunisti senza Comunismo

eddaDicevano, in quell'indimenticabile 1989, che cambiare tutto, a partire dal nome, era l'unico modo per salvare la sinistra. Alla Bolognina andò in scena "la Svolta": lo psicodramma della morte del PCI, con la sua trama gialla, i suoi primattori, e comparse e il deus ex ma-china. Sembrava il delitto perfetto, si sarebbe rivelato un suicidio strategico. Vent'anni dopo la stessa compagnia di attori mette in scena un nuovo spettacolo: è la nascita del PD, l'alba di una nuova sconfitta per l'eterna tribù degli ex e dei post comunisti.

il libro di Borromeo, Senesi, Travaglio

Sinistra senza Sinistra

eddaDal 2006 al 2009, la storia in presa diretta di quello che siamo stati, e siamo, attraverso gli interventi di Marco Travaglio, le vignette di Vauro e le testimonianze dei giovani intervistati da Beatrice Borromeo nel programma 'Anno Zero' di Michele Santoro. Dalla stagione del governo Prodi al nuovo governo Berlusconi, con crisi economica (e non solo). Una finestra aperta e libera, che questo libro propone a futura memoria. "Stasera parliamo di mafia, o meglio: di lotta alla lotta alla mafia." "Viene un'inguaribile nostalgia per la mitica Tribuna politica: domanda, risposta, replica, risposta. Oggi sarebbe eversivo." "Barbara Berlusconi: 'Sono contraria al falso in bilancio'. Tutta suo padre, anche lui contrarissimo al falso in bilancio, al punto che l'ha abolito per legge." "Bernard Madoff, ex bagnino ed ex presidente del Nasdaq: 'Ringrazio la Corte perché mi da la possibilità di raccontare i crimini che ho commesso e di cui mi vergogno'. Rischia fino a 150 anni di prigione. Il pm Francesco Greco ha spiegato che in Italia non sarebbe finito in galera."

il libro di Marco Deaglio

Italia senza Patria

eddaMa davvero è successo tutto questo? In un libro di novecento pagine, una cavalcata in quel vero romanzo che è stata l'Italia degli ultimi trent'anni. E come guardare un film sulla nostra vita, in cui gli avvenimenti sono raccontati mentre succedono. Si comincia con Aldo Moro nella prigione del popolo, nell'anno che ha cambiato tutto. E poi, l'ascesa della mafia, il rapporto stretto tra crimine e potere, la guerra e i segreti di Cosa Nostra, i morti e i soldi che li hanno accompagnati. I grandi condottieri dell'industria tra sogni e corruzione, la fine ingloriosa della Prima repubblica, l'ascesa della televisione e del suo magnate, il Nord conquistato dalla Lega, il nuovo potere del Vaticano, la rivalutazione del fascismo, la crisi e la deriva. La nostra storia in cinquecento storie: anno per anno, i protagonisti, i fatti, le parole, le vittime e i vincitori, le resistenze, la musica e le idee che hanno costruito il nostro paese. Un libro per ricordare quanto è successo e per scoprire che - molto spesso - le cose non erano andate proprio così

luglio09 Luglio 2009

speciale Premio Strega: le schede dei finalisti

 

  Tiziano Scarpa con 'Stabat Mater' (Einaudi),

Il libro: Di giorno Cecilia suona il violino nell'orchestra dell'orfanotrofio, anonima creatura invisibile dietro le grate metalliche della chiesa. Di notte scrive lettere alla madre che non ha mai conosciuto.Ma un vento primaverile potrebbe scompaginare la sua vita, e i polverosi spartiti delle giovani musiciste: è arrivato un nuovo insegnante di violino e maestro compositore. Ha i capelli colore del rame, il suo nome è Antonio Vivaldi.

 

  Massimo Lugli con 'L'istinto del lupò (Newton), 

il libro: Il confine che separa le ville dei ricchi dai bivacchi dei senza tetto è sottile come la lama di un coltello. Da una parte, donne avvolte nel profumo francese, domestici in livrea e ragazze au pair che parlano tutte le lingue del mondo. Dall'atra, le mense di carità, i giacigli improvvisati nel freddo della notte, l'amore rubato alla disperazione quotidiana. A cavallo tra questi due mondi, la favola feroce del ragazzo che divenne Lupo è un treno che corre lungo scene di ordinaria violenza e struggente stupore; aggressioni, lotte, tradimenti, omicidi e vendette che, senza tregua, impongono al protagonista di fare la sua scelta e di affrontare la dura scuola della vita. Sullo sfondo di avventure nere e romantiche, le inquietudini della generazione degli anni Settanta, il furore politico e le battaglie a colpi di chiave inglese che anticipano i bagliori del terrorismo.

  Cesarina Vighy con 'L'ultima estatè (Fazi)

il libro: Da dove arriva la voce di Zeta? Apparentemente dal luogo più inabitabile e muto: la malattia, in quel punto estremo che toglie possibilità, respiro, futuro. Ma è solo apparenza: questa voce proviene dal nucleo più irriducibile e infuocato della vita. Che non tace, non cessa di guardare e amare. E anzi, comincia qualcosa: a scrivere. E fragile l'equilibrio che genera queste pagine. Per Zeta qualsiasi gesto ora è enorme, la fatica non solo fisica è in ogni momento fatale. E i ricordi sono uno squarcio lacerante nella memoria di una vita tenacemente irregolare: la nascita fuori dal matrimonio della "bambina più amata del mondo", l'infanzia sotto le bombe, Venezia splendida e meschina, il primo disastro sentimentale e poi, ancora, Roma becera e vitale, l'esperienza della psicanalisi, l'avventura del femminismo, il cammino della malattia. E sempre la coriacea e gentile difesa della propria individualità, l'irrisione delle tribù e delle cliniche cui ha rifiutato di appartenere. Così la storia dei suoi settant'anni scorre laterale, vissuta intensamente ma mai accettata, come non fosse mai meritevole di piena identificazione. Con una lingua nitida, a tratti feroce, mai retorica, attraversata da una vena di sarcasmo che non concede nulla alla pietas, l'autrice affronta il più evitato degli argomenti: la sofferenza.

  Antonio Scurati con 'Il bambino che sognava la fine del mondò (Bompiani)

il libro: "Correte. Mio padre sta uccidendo mia madre". La telefonata arriva alla stazione di polizia alle due del mattino. A farla è un bambino biondo con due grandi occhi blu che fissano il vuoto. Ma la mamma gli toglie la cornetta dalle mani: non è vero, non è accaduto niente, suo figlio urla nel sonno, si aggira per la città nel cuore della notte, suo figlio è sonnambulo. E un bambino che, notte dopo notte, sogna la fine del mondo. Trenta anni più tardi, un terribile sospetto scuote una città del Nord Italia: i bambini di una scuola materna accusano gli adulti di azioni orribili. Ben presto, propagato da giornali e televisioni come una pestilenza del nuovo millennio, il contagio della paura si allarga all'intero Paese. Tutta l'Italia si sente minacciata dal Male. In molti cominciano a sussurrare il nome del Diavolo. E in atto una cospirazione diabolica o si sta scatenando una caccia alle streghe?

  Andrea Vitali con 'Almeno il cappellò (Garzanti).

il libro: La fanfara di Bellano è nei guai. Evelindo Gavazzi - cui è affidato il delicato compito di suonare il bombardino nella fanfara che sul molo accoglie i viaggiatori che sbarcano a Bellano - non fa più parte dell'organico: è bloccato in casa a suon di sberle dalla novella sposa Noemi, che non sopporta che faccia tardi e torni a casa ubriaco. Almeno il cappello racconta le avventure della banda orfana di bombardino e della sua gloriosa rinascita. Protagonista del nuovo romanzo di Andrea Vitali è un'improbabile congrega di musicisti: il suonatore di cornetta Zaccaria Vergottini e la seconda cornetta Eumeo Vergottini, il clarino Guzzin (al secolo Augusto Boldoni), il basso Aurelio Leoni.... E soprattutto Onorato Geminazzi, giunto nel borgo come in esilio dalla natía Menaggio: sarà proprio il Geminazzi - in seguito a un imprevisto intreccio di circostanze - l'artefice e protagonista della rinascita della banda e della sua trasformazione nel glorioso Corpo Musicale Bellanese. Tra gli altri protagonisti, oltre alla signora Estenuata, consorte del Geminazzi, ci sono il traghetto Patria, l'Amaro Grona, l'oste Bormida Pinìn, il paese di Bellano e le sue frazioni Obriaco, Lezzeno, Bonzeno, Biosio e Oro, il signor podestà e i Regi Carabinieri. C'è naturalmente anche il cappello, quello dell'uniforme della banda, al centro di mille e uno equivoci.

 

 

Kate Long, Una pessima allieva

Kali non è un allieva come le altre. Anna lo capisce subito appena la vede entrare in classe per la prima volta: capelli rossi, camicettta troppo attillata e uno sguardo bellicoso, proprio come la divinità indiana cui è ispirato il suo nome. Ma anna non si fa intimidire facilmente. Si, la sua vita privanta è un disastro, il suo matrimonio arranca, ma come insegnante è davvero in gamba: lavora sodo e ottiene ottimi risultati, anche con gli elementi più difficili, Anna instaura da subito un rapporto speciale con Kali, un rapporto che dovrbbe colmare il vuoto nella sua vita di quarantenne senza figli. Un'amicizia che potrebbe salvare entrambe, ma che invecee trascina la vita professionale e privata in una spiralle assai pericolosa. Scoprite il resto da soli. Scelto da Francesca

* nel mese di giugno 2009 non abbiamo raccolto nessuna scheda.

Maggio 2009

Paola Barbato, Mani Nude Rizzoli

Davide Bergamaschi. Occhi da bambino, corpo da adulto, forte e vivo come lo si è solo a sedici anni. Di fronte a lui, invisibile tra una folla di persone che ballano e bevono, un uomo anziano, stanco e pericoloso, lo osserva. E lo sceglie. Il ragazzo viene rapito, scaraventato a forza su un camion e costretto a lottare a mani nude contro uno sconosciuto. È il suo ingresso nel mondo dei combattimenti clandestini all'ultimo sangue: o uccidi o vieni ucciso. All'inizio Davide piange, protesta, si ribella: cresciuto in una quotidianità ovattata e rassicurante, non sa cosa sia la violenza. Ma il suo corpo conosce l'istinto, e vince i primi incontri. L'uomo, il suo rapitore, scorge in lui il potenziale di un combattente diverso da tutti gli altri, e forse anche qualcosa di più, una sorta di erede a cui trasmettere la sua conoscenza, i suoi valori e le sue personalissime leggi morali. Lo aiuterà a sopravvivere in un mondo disumano, gli insegnerà che la prigionia, i soprusi, l'omicidio e la morte possono diventare accettabili, una nuova 'normalità'. Dopo 1442 giorni, un centinaio di omicidi alle spalle e la perdita di ogni inibizione o moralità, di Davide Bergamaschi non sarà rimasto più niente e dalle sue ceneri sarà nato Batiza, il più feroce degli assassini. Il secondo romanzo di Paola Barbato è l'educazione alla violenza di un moderno gladiatore in un inferno popolato da sadici con il colletto bianco. È il racconto di un incubo reale che ogni anno inghiotte decine di persone - al bar, davanti alle scuole, in metropolitana - e le divora per sempre, anima e corpo.

Edward Bunker, Mia è la vendetta Einaudi

"Mia è la vendetta" che Einaudi Stile Libero pubblica in anteprima mondiale (pagg. 211, euro 17, in libreria da un paio di mesi). Cinque racconti folgoranti, da grande letteratura, in cui l'autore "di culto" racconta un secolo di scontri tra neri e bianchi, come chiave per capire non solo il carcere, ma l'intera storia degli Stati Uniti. Questo libro è l'addio di Bunker ai suoi lettori.
Viene pubblicato in anteprima mondiale nel Paese che forse lo ha amato di piú.
Che si tratti della storia del diciannovenne Booker Johnson, che nella L. A. non ancora razzista del 1927 esce di casa e non potrà mai più «fare la telefonata» alla madre, perché rinchiuso per la vita a San Quentin; o di George Jackson, che in carcere decide di vendicare la morte di un detenuto nero, dando origine a un celeberrimo episodio di rivolta e al mito dei «fratelli di Soledad», i personaggi di Bunker sono colti qui non tanto nel momento in cui il loro destino si compie, ma in quello germinale, in cui la trama, inesorabilmente, si compone. E la trappola, o la storia, è già pronta, davanti ai nostri occhi che possono solo partecipare.
Nelle mani di Bunker anche un capitolo famoso della rivolta nera - come nel racconto che dà il titolo al libro, Mia è la vendetta -, aldilà della verità storica, si piega a una verità poetica che sembra illuminarlo per la prima volta di una luce definitiva.
Negli ultimi anni della sua vita «Eddie» Bunker ha riflettuto e scritto molto sullo scontro tra neri e bianchi in America, e sulla segregazione razziale come chiave per capire non solo il carcere, ma l'intera storia degli Stati Uniti.
Ne è nato un libro, destinato con una lettera al suo agente e amico Nat Sobel, che solo la morte gli impedì di veder pubblicato. Doveva essere la prima parte, in sé compiuta, di una narrazione d'insieme dello scontro fra bianchi e neri in America. Il libro segue un percorso narrativo preciso, dal nascere dell'odio nella Los Angeles del 1927 alle diverse prospettive da cui viene vista la storia dei «fratelli di Soledad» negli anni della rivolta nera, al racconto esemplare di un pasticciato, tragi-comico tentativo d'evasione dal Braccio della morte: forse una delle cose piú belle in assoluto mai scritte da Bunker

Marcello Sorgi, Edda e il comunista, Rizzoli

eddaNel settembre del 1945 a cinque mesi dalla fucilazione del padre Benito Mussolini e ventuno da quella del marito Galeazzo, Edda Ciano viene mandata al confino a Lipari. La figlia prediletta del Duce, figura di rilievo anche politico durante il fascismo, è una donna intelligente e irrequieta che non sopporta la morale del tempo: fuma, beve, porta i pantaloni, ha accettato (e ricambiato) i numerosi tradimenti del marito.
“La sorvegliata speciale numero 1”, come Edda amava definirsi, arriva a Lipari malata, depressa, fiaccata dal dolore e dalla solitudine. Non ce l’avrebbe fatta a sopravvivere senza l’aiuto e l’affetto di un uomo: Leonida Bongiorno, il capo del Pci locale, partigiano ed erede di una solida tradizione antifascista (suo padre aveva partecipato, nel 1929, all’organizzazione della fuga da Lipari dei confinati Carlo Rosselli, Emilio Lussu e Fausto Nitti). La loro storia è quella di un incontro intimo e travolgente che li legherà per sempre, al di là delle differenti appartenenze politiche. Nell’estate del 1946, quando Edda, non più sottoposta al confino, per effetto dell’amnistia firmata da Togliatti, lascia l’isola, nonostante lo strazio della lontananza (e della gelosia), il loro rapporto non si interrompe: “Mio carissimo e unico comunista”, scrive a Leonida “vi amo assai”. Marcello Sorgi ricostruisce con finezza un’inedita pagina di storia capace di rappresentare i contrasti ideologici e il desiderio di pacificazione di un’Italia che cerca di dimenticare la guerra e l’infamia della dittatura. Attraverso le lettere, le numerose testimonianze e le fotografie che ritraggono Edda con gli occhi innamorati di Leonida, Edda Ciano e il comunista racconta una passione che brucia ogni convenzione e che cambierà profondamente la vita di entrambi.«Conobbi Ellenica una sera. Al termine di una violenta dimostrazione per le vie del paese, in cui avevo potuto calmare gli animi con poche e semplici parole. Mi apparve come una rondine ferita dalle ali infrante». Lei, invece, rimase affascinata da tanta forza e bellezza, in cuor suo lo chiamò subito Baiardo, il focoso cavallo dell’Orlando furioso e dopo qualche giorno gli scrisse: «Caro amico, se i vostri impegni politici e i vostri svaghi della domenica ve ne danno la possibilità, vorrete essere così cortese di venirmi a fare una visitina?». Non è un romanzo, ma una storia d’amore vera, una passione struggente tra due persone che non ti saresti mai aspettato di vedere insieme: Edda Ciano (Ellenica), figlia del Duce al confino nell’isola di Lipari dal settembre 1945 al giugno dell’anno successivo, e Leonida Bongiorno (nel lessico della corrispondenza amorosa, Baiardo, o Lecret dal nome del generale che combatté per la liberazione di Cuba nel 1898), capo dei comunisti liparoti, figlio dell’antifascista Eduardu, che ricalcando le carte nautiche ottenute da un amico aveva reso possibile nel 1929 la fuga degli antifascisti Carlo Rosselli, Emilio Lussu e Fausto Nitti.

Aprile 2009

Soffia su Tarifa il vento caldo dell'inferno

Tarifa è una città spagnola, la città di Ercole e la città dello Stretto. Ha quindicimila abitanti, dista poco meno di quindici chilometri dal Marocco, da cui è separata da una lingua di mare. Lì “succede che il vento soffia così forte da cancellare il numero di scarpe. E che al suo passaggio infuriato strappa via i pois dei fazzoletti, porta con sé i latrati di cagna e baci perduti per sempre”. Ma capita anche che “il mare si increspa e che, salato com’è, investe la costa e gioca con gli umori del viaggiatore”.  Beninteso: di tutti i viaggiatori, e dunque anche del protagonista del romanzo di Montero Glez, Quando la notte obbliga, da poco pubblicato da Salani. Persino lui sembra uno dei tanti avventori della costa iberica, ma non lo è. Attorno al suo viaggio, ma non in sintonia con esso, si muovono una serie di personaggi irregolari, quasi schizofrenici, a cominciare da Luisardo, uno “a cui gli dei, sicuramente per passare la giornata, avevano concesso ciò che noi mortali chiamano occhio clinico, che consiste nell’intravedere un tipo e fargli la radiografia sul momento”. Sarà lui, in qualche modo, a decretare la fine del viaggiatore e a restituire quell’esistenza ad un racconto fantastico dove la verità ha il confine labile della menzogna.
Quanto a intreccio e trama, sarebbe facile classificare il romanzo di Glez come un semplice noir. Non lo è. O meglio: non è solo questo. Tra equilibristi delle parole, criminali, avventurieri e affabulatori, dalle pagine dello scrittore madrileno si dipana un narrazione incalzante, mai banale e assertiva. E prende così forma un’umanità degenere che trasforma una città in un girone infernale, mischiando bene e male con realismo e lucidità. Nel libro di Glez ci sono donne che hanno “hanno più curve di una bottiglia di Coca-Cola, occhi di carbone bagnato e pelle di caffè” ed altre la cui “bellezza ferisce lo sguardo”; “ragazzine perbene, sacrificate ai loro fratelli nel corpo e nel sangue”, ma soprattutto tanti, tanti cadaveri.
“Romanzo di cappa e spada da ritmi e tonalità postmoderne”, “mix di Federico Garcia Lorca e Quentin Tarantino”, “stile debordante e sanguigno”: sul suo conto, in Spagna, è stato detto e scritto un po’ di tutto. Ma forse fa più fede ciò che ha sostenuto Arturo Pérez Reverte: “questa è letteratura di verità, pura. La storia narrata è dura e nera, nervosa e rude e c’è sesso, humour e ritmo. È andato all’inferno, e lo racconta alla perfezione. Leggilo, se hai fegato abbastanza”. Un romanzo che fa di Glez uno dei più promettenti scrittori della nuova leva iberica e che riconferma la narrativa spagnola come una delle più avvincenti fucine letterarie dell’Europa contemporanea.
Montero Glez, Quando la notte obbliga, Salani, pp. 235, euro 13

 

Marzo 2009

Manuale di rimorchio per adolescenti

E’ un bambino di appena nove anni l’autore del manuale di corteggiamento più letto e venduto nelle ultime settimane nel mondo di lingua inglese. Lui si chiama Alec Greven, è americano, il volume si intitola How to Talk to Girls (Come parlare alle ragazze) è stato a lungo nelle posizioni di vertice della saggistica negli Usa e la casa editrice HarperCollins lo ha lanciato a livello planetario poche settimane prima di San Valentino in diciassette paesi con ottimi risultati sotto il profilo commerciale. E' Giunti a proporlo in Italia e alla fine di marzo Alec probabilmente presenterà il volume alla Fiera del libro per ragazzi di Bologna.
In un’intervista al quotidiano New York Post lo stesso Alec ha raccontato che l’idea di trasformare un tema scritto in classe la scorsa primavera in un manuale è stata di una maestra della scuola elementare di Castle Rock, in Colorado, che lui frequenta. «Avevo fatto un tema sulla fatica che noi maschi facciamo per avvicinarci alle ragazze che era piaciuto alla mia maestra. Lei stessa mi ha chiesto di prepararne una versione più ampia per una festa di beneficenza organizzata dalla scuola che è andata a ruba al prezzo di tre dollari». Del manuale si occuparono stampa e tv del Colorado e subito dopo Alec è stato invitato in qualità di ospite da Ellen DeGeneres, conduttrice di uno dei talk show serali di maggior successo negli Stati Uniti. Il passaggio in televisione gli ha garantito un contratto da parte di un gigante dell’editoria come HarperCollins e così un volumetto di appena cinquanta pagine è diventato in fretta un bestseller internazionale.
Per riuscire ad attirare l’attenzione delle ragazze, spiega Alec, occorre in primo luogo aver cura del proprio aspetto fisico e dell’abbigliamento: «I capelli devono essere sempre ben pettinati, bisogna indossare jeans e maglione non quelle orribili tute che pure vanno tanto di moda», afferma. I suoi consigli, rivolti ai coetanei, sono tutti all’insegna della spontanea semplicità di un bambino di nove anni. Un principio che ritiene fondamentale è la prudenza nella scelta: «Le ragazze molto carine sono da evitate, quasi tutte hanno un cuore di ghiaccio. E’ facile riconoscerle: di solito hanno orecchini enormi, abiti alla moda e un sacco di gioielli. Meglio accontentarsi di ragazze normali». Ma anche con loro non è facile andare d’accordo perché, precisa: «Le ragazze in genere sono più toste dei maschi e non sono disponibili ad accettare compromessi».
Pensato per un pubblico di adolescenti, il volumetto è piaciuto anche agli adulti. «Ci sono signore che mi hanno raccontato di aver regalato una copia al marito dicendogli:ecco, impara qualcosa», ha raccontato in un’intervista. Aggiungendo che da grande vuole fare lo scrittore e confessando di aver quasi terminato il suo secondo libro che HarperCollins pubblicherà prima dell’estate: questa volta Alec spiegherà ai coetanei come parlare con mamma e papà.

 

 

Andrea Camilleri
Il sonaglio
Sellerio

Dalla donna-sirena alla donna-albero alla donna-capra. Camilleri, in quest’ultima opera letteraria, perviene ad una trasmigrazione di anime femminine in una sorta di vera e propria metempsicosi in Terra siciliana. Giurlà, l’adolescente di 14 anni, mandriano di capre, sarà il trait d’union di questa trasfigurazione tra la capra Beba e la marchesina Anita. Dalla mitologia classica alla letteratura greco-latina, le metamorfosi, uno degli impossibili sogni dell'uomo, come il volo o l’immortalità. Scrivere per sognare, sognare per vivere, la fantasia, l’immaginazione, giochi illusori per prefigurarsi realtà sognate e possibili da realizzare. In Camilleri il gioco diventa storia tra le più romantiche e al contempo struggenti, Giurlà, il ragazzino fattosi uomo, vive un amore oltre i confini con una tale ed intensa perdizione dell’animo e dei sensi da elevarlo socialmente ( lettura casuale del "De rerum natura di Lucrezio “Bisogna sapere che la morte non è da temere/ perché chi non esiste non può essere infelice…”)sfuggendo alla sorte di uno dei tanti "Vinti" di memoria verghiana. L’autore, in anteprima all’uscita del romanzo, ha raccontato le reminiscenze e i riferimenti di luoghi e sensazioni autobiografici presenti e come la costruzione della storia lo abbia condotto verso le ali della libertà espressiva. Camilleri scrive quel che vorrebbe leggere e offre al lettore quel che vorrebbe poter vivere, il magico del mito e il mistero della natura, in uno stile apparentemente semplice, ma che sottende una complessità simbolica a cui difficilmente ci si può sottrarre. Siamo trasportati, al pari di Giurlà, in quei paesaggi marini in cui sembra di "Sciaurare" il salmastro e sentire la brezza accarezzare il corpo, in quei luoghi montani in cui la natura ha il sopravvento sull’uomo e la ragione si sottomette all’istinto animalesco.Il mondo arcaico riportato alla luce e intensificato dalla nostalgia di un tempo passato, commistione di racconti popolari e realismo sociale, fa rivivere incanti e sentimenti caduti nell’oblio. E’ritornata la fantasmagorica immaginazione camilleriana, sono benvenute le mirabolanti acrobazie linguistiche e le pregnanti descrizioni paesaggistiche fatte di odori e colori saporosi a cui eravamo e siamo avvezzi. La lettura, in 191 pagine, di questo libro, ci addentra in un’epoca in cui la marginalità dei miserabili, in una società fortemente iniqua, assurge a dignità letteraria e la primitività dei “Perdenti” ricreata in questo scritto, ci induce ad una adesione fascinosa fuori da ogni logica. scelto da Arcangela Camalleri.

Giancarlo De Cataldo
Mimmo Rafele
La forma della paura
Einaudi

La forma della paura non è soltanto un romanzo avvincente: è il primo thriller veramente contemporaneo, ambientato nell'era Obama da poco iniziata. Autori di questo romanzo a quattro mani sono due esperti del genere. Il primo è uno degli scrittori italiani di maggior successo - Giancarlo De Cataldo, che con Romanzo criminale ha superato le 225.000 copie vendute e ispirato un film e una serie tv. Il secondo è uno dei più importanti sceneggiatori italiani - Mimmo Rafele, collaboratore di registi del calibro di Bernardo Bertolucci e autore delle ultime tre serie de La piovra.Dalla loro collaborazione nasce un intreccio giocato su ritmi altissimi, una lunga catena di colpi di scena - conclusa da un finale assolutamente sorprendente - in un mondo che potremmo definire post-le Carré, in cui il nemico non soltanto non è certo ma, spesso, non è altro che un'abile montatura creata per generare il panico.

 

Daniele Del Giudice
Orizzonte mobile
Einaudi

È un mosaico di storie il nuovo romanzo di Daniele Del Giudice, Orizzonte mobile, ambientato nell'estremo Sud del mondo. Un racconto di viaggio ricchissimo di memorie storiche e letterarie, in cui le mitiche avventure di Darwin e Chatwin, Scott e Amundsen accompagnano Del Giudice da Santiago del Cile all'Antartide - un'esperienza vissuta dallo scrittore nel 1990 e raccontata nei Taccuini australi, pubblicati a puntate su Corriere della Sera e Frankfurter Allgemeine Zeitung.
Ne nasce una narrazione che víola le leggi del tempo - proprio come l'Antartide, dove «ogni settantacinque chilometri cade un fuso orario» - per raccontare l'esperienza dell'autore e contemporaneamente le spedizioni ottocentesche degli esploratori Giacomo Bove e Adrien de Gerlache, dei cui taccuini di bordo Del Giudice ripercorre le pagine più intense. E, al termine di questo viaggio di formazione, l'uomo moderno prende atto della sua incapacità di ripetere, in un presente in cui l'avventura non è più possibile, le mitiche imprese del passato, vera epica di un continente in cui le storie degli uomini si sono sovrapposte nei secoli come gli strati del ghiaccio antartico: «Le storie non sono nelle basi - suggerisce un compagno allo scrittore visitando un ghiacciaio - le storie sono qui. Questa è una memoria in cristalli, lei dovrebbe imparare a leggerla».Sullo sfondo una natura potente e del tutto indifferente ai pochi esseri viventi che la abitano, un paesaggio primordiale che diventa il vero protagonista, insieme agli esploratori, di un romanzo che esercita sul lettore il fascino di una sfida infinita. Del Giudice, Orizzonte mobile, Einaudi.

 

Carlo Boccadoro
Racconti musicali
einaudi

 

Grandi scrittori raccontano la potenza della musica descrivendo «l'effetto indelebile e ineludibile che ha sui personaggi che abitano le loro storie»: così il curatore Carlo Boccadoro, già autore di Musica coelestis, Jazz! e del Lunario della musica, presenta questi Racconti musicali.Cechov e Schnitzler, Capote e Böll, Nabokov e Cortázar, Gadda e Enzensberger: scrittori appartenenti a generi diversi provano a spiegare, con l'aiuto della parola scritta, l'inesplicabile, se è vero, come sosteneva Alberto Savinio, che la musica è «la Non Mai Conoscibile».Il risultato è un'antologia che raccoglie ventidue racconti e una poesia per accostarsi alla musica da infiniti punti di vista, tra ritratti di grandi compositori - dal Liszt di Roald Dahl, reincarnato in un gatto, all'esilarante Paganini di Achille Campanile -, vicende inquietanti sulle note di arie celebri - la Tosca e un omicidio sono al centro del racconto di Agatha Christie - e incontri sorprendenti - come nel racconto inedito di Murakami Haruki, La ragazza di Ipanema 1963/1982. Per concludere con Oliver Sacks e lo strano caso di un uomo in grado di percepire il mondo solo attraverso i suoni.

 

Paul Auster
Una menzogna quasi vera
Minimum Fax

 

Intorno alla metà degli anni Ottanta, sugli scaffali delle librerie americane approdò il romanzo di uno scrittore non ancora quarantenne ma con alle spalle un numero imprecisabile di viaggi intercontinentali, traduzioni, lavori saltuari, tragedie familiari e fallimenti letterari di ogni tipo. Il nome dello scrittore era Paul Auster, il titolo del romanzo Città di vetro, primo episodio di quella che i lettori di ogni latitudine avrebbero presto imparato a riconoscere come Trilogia di New York. Dalle pagine del libro emergeva il ritratto di una città enigmatica, sospesa nel tempo, labirintica, capace di dissolvere tra le proprie spire l’identità dei suoi abitanti, chiusi in un appartamento di Brooklyn o lanciati in logoranti quanto assurde indagini investigative. Paul Auster apparve sulle scene come una sorta di Samuel Beckett lunare e metropolitano alle prese con una trama di Poe.
L’enorme successo che da lì a poco lo avrebbe fatto conoscere in tutto il mondo consacrandolo come maestro indiscusso del “giallo filosofico” arrivava alla fine di un massacrante apprendistato che in poco più di dieci anni aveva visto Auster abbandonare New York, vagabondare senza un soldo tra Parigi, Dublino, Roma, Madrid, imbarcarsi come marinaio sui convogli mercantili, scrivere soggetti per film muti (!), lavorare come ghost writer, mandare all’aria matrimoni, pubblicare poesie e articoli di critica letteraria per ritrovarsi negli anni Ottanta nuovamente a New York, naturalmente senza il becco di un quattrino. «La man-canza di denaro era diventata una vera e propria ossessione. Ho vissuto per anni nel più totale panico». Paul Auster, Una menzogna quasi vera. Conversazioni con Gérard de Cortanze, Minimum fax

 

Febbraio 2009

 

Duchesne
Studio Illegale
Marsilio

 

 

Andrea Campi è un professionista serio. Giovane avvocato nella sede milanese del prestigioso studio legale internazionale Flacker Grunthurst and Kropper, si occupa di importanti operazioni societarie per conto dei più grandi colossi industriali. Aveva ambizioni, aveva amici, aveva una ragazza. Ora ha prospettive. Lavora fino a notte fonda, mangia pizza e sushi sulla scrivania, vive con un bonsai e parla con il muro. Le giornate scorrono tra pause alla macchinetta del caffé, redazione di contratti, dialoghi con il compagno di stanza e riunioni interminabili, fino al giorno in cui Andrea si trova coinvolto in un nuovo progetto particolarmente delicato. Le responsabilità si moltiplicano, come pure le ore di lavoro e i deliri di un capo sempre su di giri. E’ l’inizio di un turbine di eventi e incontri che investe l’immobile routine di Andrea spazzandone via certezze ed equilibri. Tra una vita privata sempre più a rotoli e la catastrofe lavorativa incombente, Andrea arriverà a fare i conti con la sua vita, l’unica professione per la quale non ha mai sostenuto un colloquio. Dissacrante e ironico, Studio Illegale è una esilarante tragicommedia piena di lavoro, di frustrazioni e di cravatte.

 

erri de luca
Il giorno prima della felicita
feltrinelli

C'è Napoli, c'è il dopoguerra, c'è un'infanzia vissuta nei quartieri popolari. Temi e luoghi cari a Erri De Luca tornano nella storia di un giovane orfano con la passione per i libri e per Anna, la ragazzina del terzo piano. A prendersi cura di lui sarà Don Gaetano, portinaio tuttofare dell'immobile in cui vive. Muratore, elettricista, offrirà ala ragazzo l'arte di un mestiere e il calore di lunghe serate passate a chiacchierare attorno a un tavolo. Attraverso lui, il ragazzo, conoscerà la storia di un ebreo rifugiatosi nella cantina del palazzo durante l'occupazione e apprenderà i fatti accaduti nell'autunno caldo del '43, all'epoca della rivolta di Napoli contro i tedeschi. La memoria di De Luca cede il passo al narratore con una scrittura che è il marchio di fabbrica di tutti i suoi libri. Sembrerebbe scarno, ma le parole sono come sempre dense e sembrano voler spogliare il mondo con esse. Il libro, bellissimo, coglie i sentimenti di purezza ma anche di precarietà dell'esistenza e ci restituisce la parola com-passione, intesa come di patire assieme condividere le sofferenze del tempo corrente quasi per portarne meglio il peso. Più leggero.

 

 

Matt Haig
Il club dei padri estinti
einaudi

Matt Haig è uno scrittore inglese che alterna storie per lettori giovani e meno giovani. La capacità di esplorare il mondo degli adolescenti e di scriverne in modo piacevole sia per gli adulti che per i ragazzi raggiunge il suo apice nel Club dei Padri Estinti, la storia di Philip, un ragazzino che ha appena perso il padre e sospetta che lo zio Alan c'entri qualcosa nell'improvvisa dipartita del genitore. Anche perché il fantasma di suo padre cerca di convincerlo che le cose siano andate così. Allora Philip, in un'altalena di allegria e tristezza, cerca di vendicare ad ogni costo il padre e per farlo affronta un'avventura dopo l'altra fino all'ineluttabile, tragico finale. Fabrizio Fides

 

Robert J. walker
la musica delle pianure
frassinelli

 

 

Dall'autore de I Ponti di Madison County un nuovo romanzo d'amore. Carlisle McMillan fugge dalla California e approda a Salamander, un paesino a Wolfe Butte, nella zona delle grandi pianure. Qui, la sua vita sembra prendere la piega giusta. All'improvviso, però, Gally, la cameriera con cui ha una relazione, si trasferisce; la sua casa si trova sul tracciato di una nuova superstrada e per lui si prospetta un nuovo trasferimento. Carlisle cerca in tutti i modi di evitarlo e ad aiutarlo Susanna Benteen, grazie alla quale scopre un nuovo modo di di amare.

 

Donato Carrisi
Il suggeritore
Longanesi

Questo libro non è solo un thriller scritto da un autore italiano agli esordi, che si confronta con un genere finora appannaggio dei grandi autori americani, reinventando le regole del gioco. È molto di più: è una storia che esplora la zona grigia fra il bene e il male fino a cogliere l’ultimo segreto, il minimo sussurro. Qualcosa di sconvolgente è successo, qualcosa che richiede tutta l’abilità degli agenti della Squadra Speciale guidata dal criminologo Goran Gavila. Il loro è un nemico che sa assumere molte sembianze, che li mette costantemente alla prova in un’indagine in cui ogni male svelato porta con sé un messaggio. Ma, soprattutto, li costringe ad affacciarsi nel buio che ciascuno si porta dentro. È un gioco di incubi abilmente celati, una continua sfida.

 

Marco de Marchi
La carne e il sangue
Barbera

Un romanzo forte, di grande impatto emotivo. Sospeso tra la dura realtà dei due delitti Biagi e D'Antona e una fantasia che non si discosta troppo dalla cronaca di quelli che sono stati descritti come "i nuovi anni di piombo". L'autore, commissario della Polizia di tato, ha fatto parte della squadra investigativa che ha indagato su quei delitti, autentiche ferite inferte dalle Brigate Rosse al cuore del Paese. Al centro del racconto due donne molto forti. Da una parte Lucia, moglie e madre premurosa che, nome di battaglia "Federica" si trasforma in una militante feroce e determinata. Dall'altra Serena, commissario di Polizia da mesi sulle tracce dell'altra, una nemica che finisce col diventare la sua ossessione. Le vite delle due donne si intrecciano in un susseguirsi di emozioni e colpi di scena, con il passato ad allungare le sue ombre su un presente fatto di pedinamenti, di intercettazioni, di speranza e paura. Perchè sullo sfondo di quei giorni terribili il romanzo è un noir scritto tra cronaca e fantasia che di fondono perfettamente. Fabrizio Fides

 

 

Sue Miller
La moglie del senatore
Tropea

 

Autrice di fama mondiale, amata per la sua opera e sensibilità letteraria, Sue Miller torna a parlarci di famiglia, maternità e fedelta, attraverso l'intenso ritratto di due donne che gli opposti stadi della vita si trovano a dover affrontare problemi paralleli. Meri si è sposata con Nathan, un brillante docente universitario. Una gravidanza inattesa la costringe a riflettere su se stessa, sullo scarto - che col passare del tempo si fò sempre più ampio - fra aspettative e realtà. Delia, la raffinata vicina di casa, è la moglie del senatore di lungo corso Tom Naughton. L'infedeltà conica di quest'utimo è un fatto risaputo nei circoli mondani e policiti di Washington, ma ogni volta che s'incontrano, i due sembrano vivere un'avvicinamento profondo e sincero. Come è possibile, di fronte all'ennesima umiliazione, provare ancora una forma d'amore? Fino a che punto un cammino segnato dai compromessi e dalle delusioni può culminare nella grazia e nel perdono? Sue Miller indana sui nostri silenzi e paure di solitudine e di incertezza smuovendo le nostre coscienze e reticenze. Scelto da Fabiana

 

 

Dominique Lapierre
Un arcobaleno nella notte
il saggiatore

Ricostruisce tre secoli di storia del Sud Africa grazie a testimonianze di personaggi che man mano caratterizzano ogni periodo storico. Dal 1652 nno in cui i primi olandesi cominciano a insediardi nella zona per coltivare insalata contro lo scorbuto degli equipaggi delle navi della Compagnia Olandese delle Indie Orientali, al 1948 quando Daniel Malan fonda la dittatura dei bianchi, il regime dell'apartheid. Fino all'elezione di Nelson Mandela nel 1994. E tutte le scie di sangue che sono derivate da quesi passaggi, Lapierre le descrive in maniera rigorosa, delineando anche le motivazioni che spinsero fin dal principio a rifiutare e a sottometere la popolazione nera. Fabrizio Fides

 

andrew sean greer
la storia di un matrimonio
adelphi

E alla fine ci si chiede: ma questo Greer è davvero un uomo?
Autore praticamente sconosciuto, confeziona un romanzo che è un piccolo gioiello, tutto al femminile però, e questo ci stupisce. Non leggetelo se avete la barba…non lo capireste e lo liquidereste magari come irreale, melodrammatico o peggio ancora troppo sentimentale.
La voce narrante è quella di una donna, che in età avanzata ripercorre la sua vita, passo dopo passo, con l’ausilio dell’unica verità della quale nella sua lunga esistenza sia venuta a capo: “crediamo sempre di conoscere le persone che amiamo”.
L’incipit è dei migliori per importunare la serenità del lettore: una villetta con giardino, una famiglia unita, un bambino, un cane e un marito bellissimo. C’è qualcosa che non torna ce ne accorgiamo subito, accanto al camino, la sera tra un aperitivo e una carezza al figlioletto vediamo una moglie inspiegabilmente ansiosa, un marito costantemente estraneo, educatamente assente.
Siamo negli anni ’50, l’America lava i panni sporchi in casa, possibilmente con una lavatrice nuova di zecca. Uno di questi panni si presenta una sera alla porta della villetta con il giardino e si parte per un giro panoramico nell’ incomprensibile circo dei sentimenti che alla fine fanno la vita di tutti: l’amore, l’orgoglio, la colpa, la pena, il perdono.
Tutti e tre i protagonisti del romanzo conservano per tutta la durata del racconto il ruolo che la vita ha assegnato loro e al quale pigramente si sono adattati: la moglie resta pensosa e pronta a immolarsi per l’ennesima causa, il marito resta distante , perennemente e innocentemente stordito dagli eventi, e poi c’è il panno sporco alla continua ricerca di una porzione di felicità.
Greer si fa leggere e un po’ ci inquieta…e se l’articolo indeterminativo del titolo non avesse senso? Scelto da Layla

Gennaio 2009

 

Lucy Dillon
Lezioni di ballo
Garzanti

Tutto è pronto per la lezione di danza. La pista da ballo scintilla, nonostante il legno consumato. Angelica Henders, ex campionessa di ballo e ora maestra di danza, è al centro della pista, pronta per ballare. Intorno a lei tutti gli allievi, alla ricerca del ritmoche possa cambiare la loro vita. Per tutti è tempo di affrontare la musica e la danza, ma soprattutto di capire, attraverso l'alchimia del ballo il senso della vita, dell'amore, e dell'amicizia. Come Katie e Ross che hanno deciso di iscriversi alla scuola di ballo come ultimo tentativo di salvare il loro amore... Scelto da Francesca

 

Cristiano Cavina
i frutti dimenticati
Marcos y marcos

Suo padre era sparito nel nulla.
Con la sua assenza, aveva lasciato un vuoto clamoroso.
Ma la fantasia lo aveva trasformato in un uomo quasi magico, protagonista di imprese straordinarie.
Ora, quel padre da sempre ignoto è sbucato all’improvviso, lo ha rintracciato raccontando una bugia alla sua casa editrice. Di punto in bianco, lui dovrebbe chiamare papà un uomo che “per me non è niente, non è nessuno”. Proprio quando diventa babbo anche lui, ma con una compagna che è non più sicuro di amare, mentre tutto sembra sfuggirgli di mano. Non è facile diventare figlio e padre nello stesso momento. Non è facile separarsi dalla madre del proprio figlio proprio in quel momento. Per fortuna, c’è un pozzo segreto e senza fondo a cui attingere. Un pozzo scintillante di amicizie e passioni, racconti e personaggi, avventure reali e immaginarie: piante officinali dai profumi secolari e sogni che volano come mongolfiere, nonne dai poteri speciali e secoli di battaglie nascoste tra le foglie.
Per vedere sempre oltre, in mezzo alle onde della vita.
E trovare una lingua segreta con cui parlare al proprio figlio appena nato.

 

Nadeem Aslam
Mappe per amanti smarriti
Feltrinelli

In una innominata città inglese vive una piccola comunità pakistana. Kaukab, donna semplice e ignorante, è lacerta dalle regole morali delle proprie origini e la realtà che la circonda. Suo marito Shamas è, invece, una sorta di libero pensatore, convinto che le due culture debbano integrarsi. Si innamroa di Soraya, una giovane appena giunta dal Pakistan: un amore tragico, che lo renderà per sempre infelice.

 

Stieg Larsson
La regina dei castelli di carta
Marsilio

Si intitola La regina dei castelli di carta ed è il titolo conclusivo della trilogia «Millennium». Ritroviamo Lisbeth Salander, la giovane hacker, immobilizzata in un letto d’ospedale con una pallottola in testa, mentre il giornalista-investigatore Mikael Blomkvist, vicino alla verità sul terribile passato della ragazza, è deciso a pubblicare su Millennium un articolo di denuncia che farà tremare la Svezia, a partire dai servizi di sicurezza e dal governo. leggi lo speciale dedicato alla trilogia

 

mailer, castello

Norman Mailer
Il castello nella foresta
einaudi

Uno dei più acclamati romanzi della letteratura nordamericana del dopoguerra. Con la sua passione per le sfide, con il suo stile inconfondibile, per la sua eterna ossessione di misurarsi con il bene e il male, Mailer traccia la vita di Hitler e i primi anni della sua giovinezza. A raccontare la storia non può essere che il diavolo.

 

mailer, castello

romana petri
ovunque io sia
cavallo di ferro

 

La storia di tre donne in una Lisbona mitica. Una narrazione epica in cui convivono saghe familiari, amori sconfinati e misteriosi dolori da tramandare nei secoli ad onta della storia. Ma nel Portogallo della Petri c'è anche il peso della dittatura alla fine c'è anche il riscatto conquistato dal vigore di un seme chiamato libertà.

mailer, castello

Marcell Sauvageot
Lasciami sola
Guanda

Una donna ricoverata in un sanatorio riceve dall'uomo che ama una lettera che è freddo congedo e vile confessione. Sta, infatti, per sposare un'altra e con ipocrita magnaniità le offre come elemosina la sua amicizia. Lei declina con eleganza e grande amor proprio. E' un canto questa breve confessione, il canto di addio della vita. scelto da Francesca

 

mailer, castello

Yoko Ogawa
L'anulare
Adelphi

L'autrice è una delle ragazze terribili della nuova letteratura giappponese. Il libro è di breve respiro ma inchioda il lettore alla pagina. Clima e argomento surreale, un mondo feticistico pervaso da un erotismo raffinato. Scelto da Lorena Fresca, Ancona

 

Jonathan Coe
Circolo chiuso
Feltrinelli

Con la sua struttura lineare e ironica, con il suo sguardo amaro sempre sul confine fra humor e tragedia, Coe è capace di registrare le pulsioni vitali del quotidiano trasformandole in mito e narrazione. Da non perdere! Scelto da Fabrizio Fides

 

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